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Erasmus+ verso 40 miliardi, in Italia pesa il piano da 420 milioni
Scuola

Erasmus+ verso 40 miliardi, in Italia pesa il piano da 420 milioni

La Commissione UE propone 40,8 miliardi per Erasmus+ 2028-2034. In Italia il piano Valditara vale 420 milioni: 11 volte il budget scuola 2024.

La Commissione europea ha proposto un budget da 40,8 miliardi di euro per il ciclo Erasmus+ 2028-2034, il 50% in più rispetto agli attuali 26,2 miliardi. In parallelo, il ministero italiano dell'Istruzione ha lanciato un piano nazionale da 420 milioni per la mobilità linguistica della scuola: oltre undici volte i 37 milioni che il programma europeo ha destinato al segmento scuola italiana nel 2024.

Cosa dice il rapporto INDIRE 2024

Nel 2024 l'Italia ha coinvolto circa 76.500 persone in mobilità europee, tra studenti, docenti e personale, per un investimento complessivo di 242 milioni di euro. Il settore universitario ha assorbito la fetta più consistente: 131,2 milioni per 36.082 mobilità e 299 istituzioni coinvolte. Il settore scuola si è fermato a 37 milioni per 16.000 alunni e 8.316 docenti, distribuiti su oltre 1.400 istituti accreditati. L'educazione degli adulti ha ricevuto 9,6 milioni.

Sono cifre che fotografano un programma maturo, ma anche una scala ridotta: 16.000 alunni in mobilità significano meno dello 0,3% degli iscritti alla secondaria di secondo grado. I dati integrali sono nel Rapporto Erasmus+ 2024 INDIRE.

Il piano nazionale che supera il programma europeo di undici volte

Il decreto ministeriale n. 125 del 30 giugno 2026 ha messo a bando 420 milioni sul Programma Nazionale "Scuola e competenze" 2021-2027, con l'obiettivo di portare 150.000 studenti e 15.000 docenti a studiare lingue all'estero. Spesa media prevista: 2.800 euro per studente, con massimali da 160.000 a 200.000 euro per scuola.

Il confronto con il budget scuola 2024 è netto: 420 contro 37 milioni, un rapporto di oltre undici a uno. Sugli alunni raggiungibili, 150.000 contro 16.000, quasi dieci volte tanto. Il piano nazionale, in un solo giro di finanziamento, mobilita più risorse di quelle destinate al segmento scuola dal programma europeo nell'intero 2024. Il quadro completo è ricostruito nell'analisi su mobilità linguistica all'estero, 420 milioni contro i 37 di Erasmus 2024.

L'articolo di Kate Erskine su The PIE News avverte che nel Regno Unito, dopo il rientro del programma europeo nel 2027, il valore reale non dipenderà dai budget ma dalla progettazione: partenariati stabili, ricadute curricolari, integrazione con le aziende. In Italia il problema è simmetrico. Le risorse ci sono e crescono, ma il rischio è che due canali paralleli, europeo e nazionale, si sovrappongano senza una governance condivisa. La proposta ufficiale è consultabile sul sito Commissione europea - nuovo Erasmus+ oltre il 2027.

Cosa devono preparare le scuole ora

Il piano ministeriale concentra le attività in due finestre operative, inizio settembre e periodo estivo, con rischi concreti di aumento dei prezzi per trasporti e alloggi in alta stagione. Le scuole devono presentare progetti coerenti con obiettivi didattici, non solo linguistici, e integrare la mobilità nel curricolo: la stessa logica che la Commissione europea chiede per il nuovo ciclo, dove ricadute misurabili conteranno più del numero di partenze.

C'è poi un tema di rendicontazione. L'inchiesta della Guardia di Finanza sulle rendicontazioni fittizie di corsi PNRR, Erasmus e MOF a Matera segnala un rischio operativo che si estenderà anche ai nuovi 420 milioni: con budget triplicati, DSGA e dirigenti scolastici avranno responsabilità amministrative amplificate su documentazione e controlli.

Un altro fattore è la geografia. Il divario Nord-Sud che emerge anche nei 14.123 diplomi con lode alla maturità 2026 si riflette nella partecipazione internazionale: le scuole meridionali accedono storicamente meno ai fondi europei, e senza un accreditamento pregresso rischiano di restare indietro anche sui bandi nazionali del piano linguistico.

Chi ha già maturato esperienza col programma europeo parte in vantaggio. Le 1.400 scuole accreditate INDIRE hanno procedure, referenti e partner esteri consolidati. Chi non è nel circuito dovrà costruirlo da zero, in pochi mesi, prima delle scadenze.

La finestra utile per attrezzarsi è breve. Chi non ha ancora un accreditamento Erasmus+ dovrebbe attivarlo entro il prossimo bando: sarà il presupposto operativo per gestire in modo credibile anche i fondi nazionali del ciclo 2027-2028.

Domande frequenti

Qual è la principale novità del nuovo budget Erasmus+ proposto dalla Commissione europea?

La Commissione europea ha proposto di aumentare il budget Erasmus+ a 40,8 miliardi di euro per il ciclo 2028-2034, con un incremento del 50% rispetto agli attuali 26,2 miliardi.

In cosa consiste il piano nazionale italiano per la mobilità linguistica nella scuola?

Il piano nazionale prevede uno stanziamento di 420 milioni di euro per portare 150.000 studenti e 15.000 docenti a studiare lingue all'estero, superando di oltre undici volte i fondi Erasmus+ destinati alle scuole italiane nel 2024.

Quali sono le principali sfide operative per le scuole italiane nella gestione dei nuovi fondi?

Le scuole devono presentare progetti coerenti con obiettivi didattici, integrare la mobilità nel curricolo e garantire una rendicontazione precisa, affrontando anche il rischio di sovrapposizione tra fondi europei e nazionali e il divario di partecipazione tra Nord e Sud.

Perché l'accreditamento Erasmus+ è importante per le scuole?

L'accreditamento è fondamentale per accedere sia ai fondi europei che a quelli nazionali, facilitando la gestione dei progetti e fornendo un vantaggio competitivo alle scuole già accreditate, che dispongono di procedure e partnership consolidate.

Quali sono i rischi legati all'aumento dei fondi per la mobilità scolastica?

L'aumento dei fondi comporta responsabilità amministrative maggiori per DSGA e dirigenti scolastici, soprattutto per quanto riguarda la documentazione e i controlli, come evidenziato dalle recenti inchieste sulle rendicontazioni fittizie.

Come si riflette il divario Nord-Sud nella partecipazione ai programmi di mobilità?

Le scuole del Sud Italia storicamente accedono meno ai fondi europei e rischiano di restare indietro anche nei nuovi bandi nazionali, specialmente se non hanno un accreditamento Erasmus+ pregresso.

Pubblicato il: 7 agosto 2026 alle ore 13:15

Sara Giorgione

Articolo creato da

Sara Giorgione

Sara Giorgione è laureanda in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Foggia. Ha maturato esperienza nel settore editoriale, occupandosi di attività legate alla redazione e alla valorizzazione dei contenuti, e svolge attività di moderatrice in eventi letterari, curando il dialogo con autori e pubblico e la conduzione di incontri culturali. Grazie al proprio percorso formativo e professionale ha sviluppato solide competenze nella comunicazione, nella scrittura e nell'organizzazione di iniziative culturali. Su Edunews24 si occupa della cura di contenuti e approfondimenti dedicati al mondo della cultura, dell'attualità e della formazione. È ideatrice e curatrice della rassegna letteraria “Storie da Tè”, progetto nato con l'obiettivo di promuovere la lettura e favorire il confronto tra autori, opere e pubblico attraverso incontri e dialoghi dedicati alla letteratura contemporanea.

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