Nei primi quattro mesi dell'anno scolastico 2025/26 il MIM ha registrato 4 aggressioni contro il personale scolastico, a fronte delle 21 dello stesso periodo dell'anno precedente e delle 19 del 2023/24. È il calo più netto da quando il Ministero pubblica il dato, e arriva a un anno e mezzo dall'entrata in vigore della legge che ha inasprito le pene per chi aggredisce docenti e ATA.
Diciassette regioni a zero: cosa dice davvero il calo dell'81%
Il totale nazionale nasconde una geografia disegnata da pochi punti. Su 20 regioni monitorate dal Dipartimento Istruzione, 17 hanno segnalato zero episodi tra settembre e dicembre 2025: compaiono solo l'Emilia-Romagna e il Piemonte, con 2 casi ciascuna. La fotografia di dodici mesi prima era diversa. Nel primo quadrimestre 2024/25 la Campania ne dichiarava 4, Lazio, Lombardia e Piemonte 3 a testa, Emilia-Romagna e Sardegna 2. Nel 2023/24 Lazio e Campania guidavano con 3 casi, seguite da Calabria, Emilia-Romagna, Puglia, Sicilia e Veneto con 2.
Il dato aggregato disegna una parabola discendente ripida: 71 episodi in tutto il 2023/24, 51 nel 2024/25, appena 4 nel primo quadrimestre 2025/26 secondo le Slide di monitoraggio del Ministero dell'Istruzione e del Merito. Il Dipartimento raccoglie però solo le segnalazioni che diventano procedimento formale. La sotto-notifica non è un'ipotesi: significa che un colloquio degenerato in offesa, minaccia o spinta finisce nel monitoraggio soltanto se il docente firma la denuncia, se la scuola la trasmette e se la procura la incardina. Regioni popolose come Lombardia, Campania e Lazio passate da 3-4 episodi denunciati a zero in un solo anno indicano un effetto deterrente reale, ma non spiegano da sole il -81% quando la stessa geografia scolastica non è cambiata: aule, classi e famiglie sono le stesse di dodici mesi prima.
Il colloquio dopo la legge 25: cosa cambia in aula
Per il docente che siede al tavolo con un genitore, la Legge 4 marzo 2024, n. 25 su Normattiva ha cambiato la cornice giuridica dell'incontro. L'articolo 61 del codice penale prevede oggi un aumento di pena fino alla metà quando la violenza o la minaccia contro il personale scolastico è commessa dal genitore o dal tutore dell'alunno. L'aggravante vale per i reati di violenza (art. 336 c.p.) e oltraggio a pubblico ufficiale (art. 341-bis c.p.) e copre insegnanti, ATA, educatori e dirigenti. La pena massima per l'oltraggio a pubblico ufficiale sale così fino a tre anni nei casi aggravati, con confisca dei benefici sospensivi tipici del pubblico ministero nelle udienze di primo grado.
Il decreto interministeriale 157 del 4 agosto 2025 ha completato il quadro attivando l'Osservatorio nazionale sulla sicurezza del personale scolastico. Al tavolo siedono rappresentanti delle famiglie insieme a Giustizia, Interno, Lavoro e INAIL: chi denuncia entra in una filiera con nomi e responsabilità, non in una segnalazione destinata a esaurirsi in presidenza. Il coinvolgimento delle famiglie nell'Osservatorio è il pezzo più politico della riforma, perché ammette che la relazione scuola-famiglia non è più un affare interno alla comunità educante ma un terreno di conflitto che riguarda l'intera società.
La legge ha istituito anche la Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nel personale scolastico, fissata al 15 dicembre. Non è un fatto simbolico: è il giorno in cui il MIM presenta i dati aggiornati del monitoraggio ed è la data in cui il calo dell'81% è stato reso pubblico nel 2025. La coincidenza temporale ha un peso politico, perché mette il numero migliore di sempre esattamente sulla vetrina istituzionale che era stata costruita per denunciare il fenomeno.
Il -81% del primo quadrimestre è il numero della norma che comincia a produrre effetti, ma il colloquio difficile non sparisce con il codice penale. La legge 25 interviene dopo che la denuncia è partita: la costruzione della relazione con la famiglia resta l'unico strumento che l'insegnante ha in mano prima che serva un fascicolo.
Domande frequenti
Quante aggressioni ai docenti sono state registrate nei primi quattro mesi del 2025/26?
Nei primi quattro mesi dell'anno scolastico 2025/26 il MIM ha registrato 4 aggressioni contro il personale scolastico, in netto calo rispetto agli anni precedenti.
Quali regioni hanno segnalato aggressioni nel 2025/26?
Solo Emilia-Romagna e Piemonte hanno segnalato aggressioni nel primo quadrimestre 2025/26, con 2 casi ciascuna; le altre 17 regioni hanno registrato zero episodi.
Cosa prevede la legge 4 marzo 2024, n. 25 riguardo le aggressioni al personale scolastico?
La legge ha inasprito le pene per chi aggredisce il personale scolastico, prevedendo un aumento di pena fino alla metà se la violenza o la minaccia è commessa da un genitore o tutore dell'alunno.
Come vengono raccolti i dati sulle aggressioni ai docenti?
Il Ministero raccoglie solo le segnalazioni che diventano procedimento formale, quindi un episodio viene registrato solo se il docente denuncia, la scuola trasmette la segnalazione e la procura la incardina.
Cos'è l'Osservatorio nazionale sulla sicurezza del personale scolastico?
Istituito con il decreto interministeriale 157 del 2025, l'Osservatorio coinvolge rappresentanti di famiglie e istituzioni per monitorare e gestire la sicurezza del personale scolastico in modo strutturato.
Qual è il significato della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nel personale scolastico?
Fissata al 15 dicembre, questa giornata ha valore sia simbolico che operativo: è quando il MIM presenta i dati aggiornati sul fenomeno e punta a sensibilizzare l'opinione pubblica sulla prevenzione della violenza a scuola.