Il piano Studenti italiani in Europa presentato al MIM vale 420 milioni di euro di fondi europei per portare 150 mila studenti e 15 mila docenti a fare lingua all'estero. Il decreto ministeriale del 30 giugno 2026, n. 125, ha aperto il primo avviso pubblico: le scuole hanno tempo fino al 27 luglio per candidarsi.
Chi può partire: solo il quarto anno, non tutto l'ultimo biennio
Il perimetro dei destinatari è più stretto di come è stato spesso raccontato al momento del lancio del piano da 420 milioni annunciato dalla premier Meloni. L'avviso finanzia i percorsi solo per gli studenti del quarto anno delle scuole secondarie di secondo grado e per il terzo anno dei percorsi quadriennali della filiera tecnologico-professionale "4+2". Il modello standard prevede due settimane all'estero, ma le opzioni arrivano fino a sei mesi con inserimento vero e proprio nei cicli scolastici dei paesi ospitanti.
Sul fronte selezione, sono le scuole a scegliere gli alunni combinando merito e ISEE, con priorità agli studenti in condizioni di maggiore fragilità negli apprendimenti. Per i 15 mila docenti coinvolti, oltre a viaggio e soggiorno spesati, è previsto un compenso aggiuntivo per l'attività svolta, una novità che si somma alle altre partite aperte sul lavoro insegnante discusse nei mesi scorsi. I fondi provengono dal Programma Nazionale "Scuola e competenze" 2021-2027, cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo Plus.
Undici volte il budget Erasmus+ scuola del 2024
Per capire la portata dell'operazione occorre confrontarla con il canale tradizionale della mobilità scolastica. Il Rapporto Erasmus+ Indire 2024 indica che lo scorso anno l'intero settore scuola di Erasmus+ Italia ha finanziato 16 mila alunni e 8.316 docenti con un budget di 37 milioni di euro. Il piano "Studenti italiani in Europa" vale oltre undici volte quel budget, mobilita 9,4 volte gli studenti e quasi il doppio degli insegnanti già raggiunti dal programma europeo in un'annualità intera.
Valditara ha parlato in Question Time di un piano "sette volte più grande dell'intero programma Erasmus" per il settore scuola. Il calcolo esatto sui numeri Indire porta il moltiplicatore vicino a undici, perché il confronto va fatto sul solo canale scolastico: l'intero Erasmus+ nel 2024 ha mosso in Italia 76.500 persone tra scuola, università ed educazione degli adulti con 242 milioni di budget complessivo.
La spesa media per beneficiario si ferma sui 2.800 euro a studente, cifra che deve coprire viaggio, soggiorno, corsi e attività laboratoriali per un modulo minimo di 40 ore. Un livello di intervento senza precedenti nella scuola pubblica italiana, che Valditara ha definito la più grande iniziativa di formazione linguistica e mobilità educativa mai realizzata in Italia.
Il collo di bottiglia: due sole finestre operative nel calendario
L'avviso fissa al 31 ottobre 2027 il termine ultimo per concludere le attività e impone che tutti i percorsi si svolgano in orario extracurricolare per gli studenti e aggiuntivo per i docenti. Tradotto sul calendario scolastico, le finestre effettivamente utilizzabili si riducono a due: i primi giorni di settembre e il periodo estivo. Il modulo minimo di 40 ore, anche a otto ore al giorno più viaggio, richiede almeno una settimana piena di attività fuori dal periodo di lezione.
L'ANP ha chiesto un tavolo tecnico permanente proprio per gestire questa concentrazione forzata. Con centinaia di istituti in cerca delle stesse destinazioni negli stessi giorni, il rischio è un'impennata dei prezzi di trasporto e alloggio contro costi standard rigidi. I massimali di finanziamento sono fissi: 160 mila euro per le scuole con meno di 500 alunni, 200 mila euro per le altre, cifre che secondo i presidi rischiano di essere insufficienti a coprire moduli e allievi programmati in piena stagione turistica.
Il calendario stringe. Un secondo avviso per le risorse residue è atteso per settembre 2026, ma le scuole che vogliono partire nel primo giro hanno sette giorni di lavoro per caricare i progetti sulla piattaforma del ministero, in un luglio già affollato di finestre operative sul SIDI.
Domande frequenti
Chi può partecipare al piano 'Studenti italiani in Europa'?
Possono partecipare solo gli studenti del quarto anno delle scuole secondarie di secondo grado e del terzo anno dei percorsi quadriennali tecnologico-professionali '4+2', oltre a 15 mila docenti.
Come vengono selezionati gli studenti per la mobilità linguistica all'estero?
La selezione è gestita dalle scuole, che scelgono gli alunni combinando criteri di merito e ISEE, con priorità per gli studenti in condizioni di maggiore fragilità negli apprendimenti.
Qual è la durata e la struttura dei percorsi all'estero previsti dal piano?
Il modello standard prevede due settimane all'estero, ma sono possibili opzioni fino a sei mesi con inserimento nei cicli scolastici dei paesi ospitanti, per un modulo minimo di 40 ore di attività.
Quali sono i termini e le scadenze principali per le scuole interessate a partecipare?
Le scuole possono candidarsi fino al 27 luglio per il primo avviso e devono concludere le attività entro il 31 ottobre 2027; un secondo avviso per le risorse residue è previsto per settembre 2026.
Come viene finanziata la partecipazione e quali sono i massimali per le scuole?
I fondi provengono dal Programma Nazionale 'Scuola e competenze' 2021-2027, con un massimo di 160 mila euro per scuole con meno di 500 alunni e 200 mila euro per le altre, destinati a coprire viaggio, soggiorno, corsi e attività.
Quali sono le principali criticità segnalate per la realizzazione del piano?
Le criticità riguardano la concentrazione delle attività in due sole finestre operative (inizio settembre e periodo estivo), il rischio di aumento dei prezzi per trasporti e alloggi e la possibile insufficienza dei finanziamenti standard in alta stagione.