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Bagno Grande, cronoprogramma serrato: museo dei bronzi entro dicembre 2026
Cultura

Bagno Grande, cronoprogramma serrato: museo dei bronzi entro dicembre 2026

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MiC, Toscana, Comune e UniStraSi rinnovano l'accordo: 4,5 milioni, scavi a giugno e museo dei bronzi entro dicembre 2026.

Il Ministero della Cultura, la Regione Toscana, il Comune di San Casciano dei Bagni e l'Università per Stranieri di Siena hanno firmato il rinnovo dell'accordo di valorizzazione del Bagno Grande. Per la prima volta l'intesa fissa scadenze operative concrete: ripresa degli scavi a giugno e apertura del museo entro dicembre 2026.

L'accordo in cifre: 4,5 milioni e un palazzo del Cinquecento

Il piano economico ruota attorno ai 4,5 milioni di euro stanziati dal Ministero tramite il programma Grandi Progetti Beni Culturali. Circa 600.000 euro sono già stati impiegati per acquisire il Palazzo dell'Arcipretura, edificio cinquecentesco nel centro storico scelto come sede del nuovo museo. La quota residua, oltre 3,8 milioni, copre il restauro dell'immobile, gli allestimenti museali e l'integrazione con il parco archeologico termale che si estenderà su oltre quaranta sorgenti naturali.

Due piani del palazzo ospiteranno i reperti, gli altri due una sala conferenze, una caffetteria e un bookshop. La gestione integrata sarà affidata a una Fondazione di partecipazione che riunirà i quattro enti firmatari, con l'obiettivo di garantire continuità tra ricerca, tutela e fruizione pubblica. Secondo il cronoprogramma reso noto in fase progettuale la chiusura della progettazione era prevista per giugno 2025, l'avvio dei lavori in autunno dello stesso anno e il completamento in meno di dodici mesi: una tempistica stretta per un cantiere su un edificio storico vincolato.

Sette anni di scavi per riportare i bronzi a casa

Tra il primo sopralluogo geofisico del 2018 e l'apertura del museo prevista a fine 2026 passeranno sette anni. Le ricerche sono partite nel 2019 sotto la direzione di Jacopo Tabolli (Università per Stranieri di Siena) ed Emanuele Mariotti per il Comune. La svolta è arrivata nel novembre 2022, quando dal santuario etrusco-romano sono emerse 24 statue di bronzo e oltre cinquemila monete in oro, argento e bronzo: il più grande deposito di bronzi etrusco-romani mai rinvenuto in Italia e uno dei più significativi dell'intero Mediterraneo.

I reperti hanno girato i musei nazionali, dalla mostra Gli dei ritornano al Quirinale (giugno-dicembre 2023) al Museo archeologico nazionale di Aquileia, prima di tornare a casa. Il rientro stabile a San Casciano chiude un percorso espositivo durato quasi tre anni, durante i quali le campagne di scavo hanno continuato a riportare alla luce nuovi oggetti votivi, dalle corone in bronzo ai serpenti rituali fino a resti organici come uova di gallina, che hanno ampliato la conoscenza del rito termale praticato nel sito.

Cosa cambia per il territorio: hub internazionale e scavi a giugno

L'accordo aggiunge due infrastrutture rispetto al 2022. La prima è un hub internazionale di ricerca finanziato dall'Università per Stranieri di Siena, il cui cantiere parte nelle prossime settimane: ospiterà archeologi, ricercatori e studenti stranieri impegnati nelle campagne di scavo, con apertura prevista entro fine anno. La seconda è la Fondazione di partecipazione già citata, che coordinerà museo, ricerca e attività educative. La ripresa degli scavi è fissata per giugno, con il rientro degli studenti universitari per la quarta campagna dalla scoperta del 2022; nella campagna estiva precedente sul sito hanno lavorato oltre novanta archeologi provenienti da diversi paesi.

Il museo del santuario si inserisce in una rete di musei italiani che mettono a fuoco riletture e nuove esposizioni del patrimonio antico, come dimostra anche la recente rilettura del San Sebastiano di Rubens a Capodimonte. Sul fronte storiografico, l'eredità di studiosi come Lucio Villari, scomparso di recente resta un riferimento per leggere il rapporto tra memoria antica e ricerca contemporanea. La componente educativa dell'accordo, con attività didattiche aperte alle scuole, intercetta lo stesso bisogno di promozione culturale a cui rispondono iniziative come la campagna nazionale #ioleggoperche 2025.

Le prossime due verifiche dell'accordo sono ravvicinate. A giugno la ripartenza dei cantieri di scavo, a dicembre l'inaugurazione del museo: due scadenze che misureranno se il modello internazionale annunciato dal ministro resta una formula o diventa un centro di ricerca attivo, con ricadute concrete sulla Val di Chiana senese e sul circuito archeologico etrusco.

Domande frequenti

Quali sono i principali obiettivi dell'accordo di valorizzazione del Bagno Grande?

L'accordo punta alla valorizzazione del sito archeologico tramite la creazione di un museo dedicato ai bronzi, la prosecuzione degli scavi e l'integrazione con il parco archeologico termale, oltre a promuovere la ricerca e attività educative.

Come verranno utilizzati i finanziamenti previsti dall'accordo?

Dei 4,5 milioni di euro stanziati, circa 600.000 euro sono già stati usati per l'acquisto del Palazzo dell'Arcipretura, mentre oltre 3,8 milioni finanzieranno il restauro dell'immobile, l'allestimento museale e l'integrazione con il parco archeologico.

Cosa ospiterà il nuovo museo dei bronzi di San Casciano dei Bagni?

Il museo ospiterà su due piani i reperti archeologici, mentre gli altri due piani saranno destinati a una sala conferenze, una caffetteria e un bookshop, offrendo un'esperienza culturale completa ai visitatori.

Quali sono le tempistiche previste per l'apertura del museo e l'avanzamento dei lavori?

La progettazione dovrebbe concludersi a giugno 2025, i lavori inizieranno in autunno dello stesso anno e il museo sarà inaugurato entro dicembre 2026, seguendo un cronoprogramma serrato per un edificio storico vincolato.

In che modo il progetto avrà un impatto sul territorio e sul contesto internazionale?

Il progetto prevede la nascita di un hub internazionale di ricerca e la gestione integrata tramite una Fondazione, promuovendo la presenza di ricercatori e studenti stranieri e offrendo ricadute culturali ed educative sulla Val di Chiana senese.

Qual è l'importanza delle scoperte archeologiche effettuate al Bagno Grande?

Le campagne di scavo hanno portato al rinvenimento del più grande deposito di bronzi etrusco-romani mai trovato in Italia, arricchendo la conoscenza del rito termale antico e posizionando il sito come un riferimento nel panorama archeologico mediterraneo.

Pubblicato il: 28 maggio 2026 alle ore 08:42

Michele Monaco

Articolo creato da

Michele Monaco

Redattore Michele Monaco è imprenditore, ricercatore e docente universitario con oltre vent'anni di esperienza nell'innovazione digitale, nella formazione e nella consulenza strategica. Laureato in Scienze Politiche e Internazionali, è CEO di Adventus Consulting Jdoo (Umag, Croazia dove risiede stabilmente) e Presidente Nazionale di ENBAS, ente bilaterale attivo nella formazione professionale e nelle politiche attive per il lavoro. In qualità di Coordinatore Nazionale dei Progetti di Ricerca presso ERSAF, guida iniziative che coniugano intelligenza artificiale e formazione, tra cui FindYourGoal.it, piattaforma di orientamento scuola-lavoro basata sul modello LifeComp, Avatar4University.Org, sistema AI per la creazione di corsi universitari con avatar docente, KeepYouCare.it, piattaforma di telemedicina, telesoccorso e telerefertazione. È inoltre Delegato della Regione Calabria presso il Ministero degli Esteri per la Cooperazione Internazionale ed è membro del tavolo delle regioni, dove coordina un progetto per la creazione di un Hub Formativo in Tunisia. Docente a contratto di Diritto dell'Economia e Diritto Internazionale presso la SSML di Lamezia Terme e presso l'Università Telematica eCampus, è autore di pubblicazioni in ambito pedagogico sulle competenze caratteriali e il framework LifeComp. Ha tenuto interventi al Senato della Repubblica, alla Camera dei Deputati, in Regione Lombardia e a Buenos Aires su temi che spaziano dalla pedagogia speciale, alla telemedicina ed alla cooperazione internazionale. Innovation Manager certificato MISE, unisce visione strategica e competenza tecnologica con una vocazione per il dialogo istituzionale e la ricerca applicata.

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