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Matematica primaria ai minimi: crollo anche tra chi non ha vissuto il Covid

Matematica primaria ai minimi: crollo anche tra chi non ha vissuto il Covid

Matematica -10% vs 2019 alle elementari. Ma i bambini di seconda avevano un anno nel lockdown: il crollo ha cause strutturali, non solo pandemia.

Il calo della matematica alla primaria non si spiega solo con la pandemia. I bambini che nel 2026 hanno registrato i risultati più bassi della serie storica INVALSI non hanno mai fatto didattica a distanza: sono entrati in classe dopo il lockdown del 2020.

I numeri del rapporto Invalsi 2026

Il Rapporto Invalsi 2026 - Sintesi ufficiale presentato il 16 luglio alla Camera dei Deputati fotografa una scuola primaria in affanno sulla matematica. In seconda e in quinta elementare la quota di bambini che raggiunge almeno il livello base cala di circa 3 punti percentuali rispetto al 2025, e i risultati medi restano dell'8-10% sotto ai livelli del 2019. Il campione è ampio: 803.000 alunni della primaria coinvolti, con una partecipazione del 97,7%.

Nella secondaria di primo grado la matematica è ferma (dal 56% al 55% chi raggiunge il livello obiettivo), mentre nel secondo ciclo si registra un lieve miglioramento: dal 54% al 55% nel biennio e dal 49% al 52% all'ultimo anno. Il quadro complessivo mostra un paradosso: le coorti più grandi migliorano, i più piccoli peggiorano. Lo stesso paradosso emerge dal quadro generale, dove la dispersione scende al 7,3% ma la matematica resta indietro.

Le coorti che non hanno vissuto la pandemia

La lettura più diffusa attribuisce il crollo alla pandemia. Il calcolo delle età di chi ha sostenuto le prove nel 2026 racconta però un'altra storia.

Chi ha frequentato la seconda elementare nell'anno scolastico 2025/2026 è nato tra il 2018 e il 2019: durante il lockdown nazionale del marzo-maggio 2020 aveva uno o due anni ed è entrato in prima elementare nel 2024/2025, quattro anni scolastici dopo la chiusura delle scuole. Chi ha fatto la quinta è nato nel 2015, ha iniziato la primaria nel 2021/2022 e non ha mai sostenuto DAD durante le rilevazioni INVALSI.

Sono queste le coorti che registrano il peggior risultato di sempre in matematica. Coorti che, per motivi anagrafici, non hanno frequentato la scuola durante l'emergenza sanitaria. Il rapporto INVALSI stesso lo scrive: il peggioramento risponde a fattori strutturali, tra cui i cambiamenti nelle modalità di apprendimento e l'impatto delle tecnologie digitali sui bambini più piccoli. La coorte davvero segnata dalla DAD è oggi in terza media (grado 8): lì i risultati sono stabili, in linea con gli anni precedenti.

Il dato ridimensiona la narrazione dominante e sposta l'attenzione sulla qualità dell'insegnamento della matematica alla primaria nei primi due anni. Molti degli errori più diffusi in matematica emersi dai dati Invalsi riguardano proprio i fondamenti che si costruiscono in prima e seconda elementare: numeri entro il 20, senso della quantità, capacità di seguire una consegna con più passaggi. Sono competenze che si perdono se il tempo scuola è frammentato o se il docente non trova continuità.

Divario Nord-Sud e cosa cambia nelle scuole

Il divario territoriale resta netto. Alla fine della terza media in matematica, il gap tra Centro-Nord e Mezzogiorno vale 15-20 punti percentuali secondo il rapporto. Nella primaria, dove i divari cominciano a formarsi, gli interventi di recupero rischiano di partire troppo tardi e con classi ormai polarizzate.

Nel biennio delle superiori il Sud recupera 6 punti in matematica (dal 45% al 51%), un salto che mostra come lavorare dopo il ciclo primario sia possibile ma costoso in termini di ore aggiuntive e didattica differenziata. La leva più efficace resta la primaria stessa, dove nel Nord Ovest la questione si intreccia con il nodo del sostegno nella mobilità docenti 2026/2027, che riduce la continuità didattica proprio sugli alunni più fragili.

Le nuove Indicazioni Nazionali entrano in vigore dal 2026/2027 e sono lo strumento che INVALSI indica come leva per invertire la curva. Per la matematica alla primaria, i prossimi due anni scolastici sono la finestra utile a impedire che il calo diventi una nuova serie storica al ribasso.

Domande frequenti

Perché il calo dei risultati in matematica alla primaria non può essere attribuito solo alla pandemia?

I dati mostrano che anche le coorti di studenti che non hanno mai vissuto la didattica a distanza hanno registrato i peggiori risultati storici in matematica, indicando che il peggioramento è dovuto a fattori strutturali e non solo all'impatto del Covid.

Quali sono le principali difficoltà riscontrate dagli studenti di primaria in matematica secondo il rapporto INVALSI?

Gli errori più frequenti riguardano i fondamenti appresi nei primi anni: numeri entro il 20, senso della quantità e capacità di seguire consegne con più passaggi, competenze che si indeboliscono se manca continuità didattica.

Come si presenta il divario territoriale nei risultati di matematica tra Nord e Sud Italia?

Il rapporto evidenzia un divario netto, con un gap di 15-20 punti percentuali in matematica tra Centro-Nord e Mezzogiorno già alla fine della terza media, e differenze che iniziano a formarsi già nella scuola primaria.

Quali strategie vengono indicate per migliorare i risultati in matematica alla primaria?

INVALSI suggerisce di intervenire sui primi anni della scuola primaria, migliorando la qualità dell'insegnamento e la continuità didattica, e segnala le nuove Indicazioni Nazionali in vigore dal 2026/2027 come strumento chiave per invertire la tendenza negativa.

Ci sono segnali di miglioramento nei cicli scolastici successivi alla primaria?

Sì, nel biennio delle superiori il Sud mostra un recupero di 6 punti in matematica, e nel secondo ciclo si registra un lieve miglioramento, ma il costo in termini di ore aggiuntive e strategie didattiche è elevato.

Pubblicato il: 16 luglio 2026 alle ore 13:57

Sara Giorgione

Articolo creato da

Sara Giorgione

Sara Giorgione è laureanda in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Foggia. Ha maturato esperienza nel settore editoriale, occupandosi di attività legate alla redazione e alla valorizzazione dei contenuti, e svolge attività di moderatrice in eventi letterari, curando il dialogo con autori e pubblico e la conduzione di incontri culturali. Grazie al proprio percorso formativo e professionale ha sviluppato solide competenze nella comunicazione, nella scrittura e nell'organizzazione di iniziative culturali. Su Edunews24 si occupa della cura di contenuti e approfondimenti dedicati al mondo della cultura, dell'attualità e della formazione. È ideatrice e curatrice della rassegna letteraria “Storie da Tè”, progetto nato con l'obiettivo di promuovere la lettura e favorire il confronto tra autori, opere e pubblico attraverso incontri e dialoghi dedicati alla letteratura contemporanea.

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