Il Rapporto Invalsi 2026, presentato dall'Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione, indica una dispersione scolastica esplicita in calo al 7,3% dall'8,2% del 2025. Il dato, se confermato, colloca l'Italia sotto la soglia del 9% fissata dall'Unione Europea per il 2030, con oltre quattro anni di anticipo rispetto alla scadenza dell'Agenda europea sull'abbandono degli studi.
I numeri: 520 mila studenti recuperati dal 2022
Nella presentazione, il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha dichiarato che dal 2022 sono stati recuperati 520 mila ragazzi usciti dai percorsi di istruzione e formazione. Se la stima al 7,3% verrà confermata, l'Italia si collocherà tra i Paesi europei più virtuosi nel contrasto all'abbandono scolastico, davanti a Germania, Finlandia, Danimarca, Estonia e Paesi Bassi.
Migliora anche la dispersione implicita, ossia la quota di studenti che concludono le superiori senza aver acquisito le competenze fondamentali: la percentuale passa dall'8,7% al 6,3% in un solo anno. Nello stesso arco temporale cresce la fascia degli studenti che raggiungono i livelli di preparazione più elevati, segno che il miglioramento riguarda sia la permanenza a scuola sia la qualità degli apprendimenti.
Sud in recupero, matematica delle elementari ferma
Le prove hanno coinvolto oltre 2,4 milioni di studenti, con percentuali di partecipazione vicine alla totalità e una copertura territoriale che rende affidabile la fotografia del sistema. In Italiano, la quota degli studenti dell'ultimo anno delle superiori che raggiunge il livello previsto sale dal 52% al 54%, con il Mezzogiorno che passa dal 44% al 47%: il divario territoriale con il Centro-Nord si riduce, pur restando presente e concentrato in alcune aree specifiche.
Anche in Matematica emergono segnali positivi nelle classi terminali delle scuole superiori, dove il recupero interessa in modo particolare gli istituti del Sud. Il quadro cambia però nelle classi iniziali: la Matematica resta la criticità più evidente della scuola primaria, soprattutto per gli alunni più piccoli, dove i miglioramenti registrati nel secondo ciclo non trovano ancora corrispondenza.
Le due dispersioni misurano fenomeni diversi ma complementari. Quella esplicita conta gli studenti che escono dai percorsi prima del diploma o della qualifica; quella implicita fotografa chi resta in aula ma arriva al termine con lacune profonde nelle competenze di base. La riduzione simultanea delle due voci indica un rafforzamento dell'intera filiera, dalla frequenza al livello degli apprendimenti, con effetti particolarmente marcati proprio nelle aree del Paese storicamente più fragili.
Il rapporto conferma il trend di riduzione dell'abbandono scolastico avviato negli ultimi anni, con l'obiettivo europeo raggiunto in anticipo e un Mezzogiorno che riduce parte del divario. La Matematica delle elementari resta l'area su cui il sistema è chiamato a intervenire nei prossimi anni, per evitare che il ritardo iniziale si trascini nel resto del percorso di studi.
Domande frequenti
Cosa si intende per dispersione scolastica esplicita e implicita secondo il Rapporto Invalsi 2026?
La dispersione esplicita riguarda gli studenti che abbandonano i percorsi di istruzione prima di ottenere il diploma o una qualifica, mentre quella implicita si riferisce a chi conclude le superiori senza aver acquisito le competenze fondamentali.
Quali sono i principali risultati raggiunti dall'Italia in termini di lotta all'abbandono scolastico?
La dispersione scolastica esplicita è scesa al 7,3%, sotto la soglia UE del 9% fissata per il 2030. Dal 2022 sono stati recuperati 520 mila studenti, posizionando l'Italia tra i Paesi europei più virtuosi in questo ambito.
Come si è evoluto il divario territoriale tra Nord e Sud Italia secondo il rapporto?
Il Mezzogiorno ha registrato un miglioramento sia nella percentuale di studenti che raggiungono il livello previsto in Italiano, sia nel recupero in Matematica nelle scuole superiori, contribuendo a ridurre il divario con il Centro-Nord, anche se rimangono alcune aree specifiche ancora fragili.
Quali sono le principali criticità evidenziate nel rapporto riguardo la Matematica?
La Matematica resta una criticità soprattutto nella scuola primaria, dove i miglioramenti sono ancora limitati rispetto al secondo ciclo. È un'area su cui il sistema scolastico deve intervenire nei prossimi anni per evitare che le lacune iniziali si protraggano nel percorso di studi.
Quanti studenti sono stati coinvolti nelle prove Invalsi e quanto sono rappresentativi i risultati?
Le prove hanno coinvolto oltre 2,4 milioni di studenti, con percentuali di partecipazione vicine alla totalità e una copertura territoriale capillare, rendendo i risultati affidabili e rappresentativi del sistema scolastico italiano.