La senatrice di Fratelli d'Italia Ella Bucalo, componente della commissione Cultura e istruzione del Senato e viceresponsabile del dipartimento Istruzione del partito, ha definito 'falso sotto il profilo numerico, tecnico e didattico' lo slogan diffuso da Pd, M5s, Avs e Flc-Cgil sul presunto taglio di 7.000 insegnanti nella scuola pubblica. Il riferimento è all'articolo 66, comma 5, del disegno di legge di Bilancio, che secondo la nota non tocca alcuna cattedra curricolare. Secondo la senatrice basta leggere il testo per smentire la ricostruzione delle opposizioni. La misura, se approvata, produrrà effetti dal 1° settembre 2027.
Cosa prevede l'articolo 66 comma 5
Secondo la ricostruzione di Bucalo l'intervento riguarda esclusivamente l'organico del potenziamento, introdotto dalla legge 107 del 2015 per attività progettuali, supporto didattico e supplenze brevi. I docenti impegnati nelle lezioni ordinarie in classe, aggiunge la nota, restano fuori dal perimetro della norma: niente esuberi, niente licenziamenti. Si tratterebbe di una mancata sostituzione parziale sul turn-over dei pensionamenti, pari a circa lo 0,5% di un organico complessivo che supera gli 800.000 insegnanti. Il saldo, puntualizza la senatrice, non colpisce cattedre attive ma esclusivamente uscite per quiescenza non reintegrate. Il perimetro resta così limitato ai posti aggiuntivi previsti dalla Buona Scuola, che dieci anni fa aveva introdotto l'organico funzionale per rafforzare l'offerta formativa oltre le classi curricolari. La ratio della norma, nelle parole della senatrice, è adeguare quel perimetro alle attuali dinamiche organizzative degli istituti. Il meccanismo scelto, ricorda inoltre la nota, non è una novità assoluta: lo stesso approccio basato sul turn-over è stato utilizzato nei provvedimenti precedenti sulle dotazioni organiche.
Il contesto demografico e gli impegni Pnrr
Il secondo pilastro del ragionamento è il calo degli iscritti. Per effetto della denatalità degli ultimi quindici anni, osserva la nota, la scuola italiana perde ogni anno tra 100.000 e 120.000 studenti, l'equivalente di circa 5.000 classi e di una contrazione dell'1,5% annuo. A fronte di tale calo un adeguamento del turn-over limitato allo 0,5% sul solo potenziamento manterrebbe, secondo Bucalo, il rapporto fra docenti e alunni ai livelli 'più favorevoli della storia repubblicana'. La rimodulazione progressiva delle dotazioni organiche, aggiunge, dà seguito agli impegni Pnrr sulla riforma del reclutamento sottoscritti con la Commissione europea dai governi precedenti e già contabilizzati a legislazione vigente nella legge di Bilancio 2025. L'ultima parte della nota attribuisce dunque alla rimodulazione un carattere di continuità rispetto alla traiettoria programmatica già in essere.
Il disegno di legge di Bilancio proseguirà ora l'iter in Parlamento, con l'esame prima al Senato e poi alla Camera. La portata effettiva dell'intervento sui posti del potenziamento dipenderà dagli emendamenti al vaglio dei relatori e dalla ricognizione annuale dei contingenti curata dal Ministero dell'Istruzione e del Merito, che fissa ogni anno il numero dei posti e la loro distribuzione territoriale. L'esame in commissione Bilancio al Senato è atteso nelle prossime settimane.
Domande frequenti
Il taglio degli insegnanti nella manovra riguarda le cattedre curricolari?
No, secondo la senatrice Bucalo il taglio non riguarda le cattedre curricolari, ma esclusivamente l'organico del potenziamento introdotto dalla legge 107 del 2015. Nessun docente impegnato nelle lezioni ordinarie in classe sarà coinvolto.
Cosa prevede l'articolo 66, comma 5, del disegno di legge di Bilancio?
L'articolo 66, comma 5, prevede una mancata sostituzione parziale dei docenti del potenziamento che vanno in pensione, pari allo 0,5% dell'organico totale. Si tratta di un meccanismo di turn-over già previsto da precedenti normative.
Qual è la motivazione alla base di questa misura secondo la senatrice Bucalo?
La misura risponde alla necessità di adeguare l'organico del potenziamento al calo demografico e alle attuali esigenze organizzative delle scuole. Secondo Bucalo, il rapporto docenti-alunni resterà tra i più favorevoli della storia repubblicana.
Quando entrerà in vigore l'eventuale riduzione dei posti di potenziamento?
Se la misura sarà approvata, produrrà effetti a partire dal 1° settembre 2027. L'entità del taglio dipenderà anche dagli emendamenti e dalla ricognizione annuale dei contingenti a cura del Ministero dell'Istruzione e del Merito.
Questa rimodulazione ha carattere di novità rispetto alle precedenti riforme?
No, la rimodulazione segue la continuità rispetto alle precedenti riforme e agli impegni presi con la Commissione europea nell'ambito del PNRR. Il meccanismo del turn-over era già stato utilizzato per la gestione delle dotazioni organiche.