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Legge di bilancio: Art Bonus allargato a nuove istituzioni culturali
Cultura

Legge di bilancio: Art Bonus allargato a nuove istituzioni culturali

Il DDL Bilancio 2027 amplia l'Art Bonus al 65%: ammessi Terzo Settore, musei d'impresa e fondazioni per dimore e giardini di interesse storico.

Il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, intervenendo il 1° novembre 2026 sull'esame alla Camera del disegno di legge di Bilancio 2027, ha ricondotto all'articolo 109 l'ampliamento dell'Art Bonus. La norma, se approvata, manterrà il credito d'imposta del 65% sulle erogazioni liberali destinate alla cultura e lo estenderà a soggetti finora esclusi, o ammessi solo in via indiretta, dalla disciplina originaria. Si tratta della prima revisione strutturale del perimetro soggettivo dello strumento dalla sua introduzione nel 2014, dopo una serie di interventi che negli anni ne avevano prorogato e consolidato l'operatività.

I nuovi beneficiari dell'articolo 109

L'ampliamento riguarda cinque categorie. Rientrano nel perimetro le istituzioni culturali private, gli archivi d'impresa, i musei d'impresa, gli enti del Terzo Settore attivi nel comparto culturale e le fondazioni che si occupano della conservazione di dimore, ville e giardini di interesse storico e artistico. Si tratta, in prevalenza, di soggetti privati o del privato sociale che gestiscono porzioni rilevanti del patrimonio diffuso ma che finora restavano fuori dal perimetro ordinario dell'Art Bonus, pensato in origine per i luoghi della cultura di proprietà pubblica. L'estensione agli enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS e alle fondazioni proprietarie di beni vincolati per decreto allarga lo spettro dei destinatari delle erogazioni liberali, con un impatto atteso soprattutto sul patrimonio diffuso non statale.

Un miliardo di euro mobilitato dal 2014

L'Art Bonus è stato introdotto dal decreto legge 83 del 2014, convertito nella legge 106/2014, e riconosce a cittadini, imprese ed enti non commerciali un credito d'imposta pari al 65% delle somme destinate al sostegno della cultura. Il credito è ripartito in tre quote annuali di pari importo: non può superare il 15% del reddito imponibile per persone fisiche ed enti non commerciali e il 5 per mille dei ricavi per le imprese. L'incentivo, nato come misura temporanea, è stato reso strutturale dalla legge 208 del 2015. Secondo i dati citati dal Ministro, lo strumento ha convogliato oltre un miliardo di euro verso musei, biblioteche, archivi, siti archeologici e fondazioni lirico-sinfoniche; la gestione del portale pubblico, che traccia per singolo mecenate le erogazioni, è affidata ad Ales SpA, società in house del Ministero della Cultura.

L'articolo 109 è stato inserito dal Governo nel disegno di legge di Bilancio 2027 e seguirà l'iter parlamentare: dopo l'esame alla Camera, il testo passerà al Senato per l'approvazione definitiva entro il 31 dicembre, termine ordinario della sessione di bilancio. Giuli ha ringraziato il Ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti e il presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi, indicando la misura come conferma della scelta di coinvolgere maggiormente i privati nella conservazione del patrimonio culturale. Qualora il Parlamento confermi il testo, l'ampliamento del perimetro soggettivo entrerà in vigore con la manovra 2027; il regime resta non cumulabile con le altre detrazioni per erogazioni liberali al settore culturale previste dal TUIR.

Domande frequenti

Quali sono le nuove categorie di beneficiari incluse nell'Art Bonus secondo la legge di bilancio 2027?

Le nuove categorie includono istituzioni culturali private, archivi d'impresa, musei d'impresa, enti del Terzo Settore attivi nella cultura e fondazioni che conservano dimore, ville e giardini di interesse storico e artistico.

In cosa consiste il credito d'imposta previsto dall'Art Bonus?

Il credito d'imposta è pari al 65% delle somme donate alla cultura, ripartito in tre quote annuali di pari importo. Per persone fisiche ed enti non commerciali il credito non può superare il 15% del reddito imponibile, mentre per le imprese il limite è il 5 per mille dei ricavi.

Quando entrerà in vigore l'ampliamento dell'Art Bonus previsto dall'articolo 109?

L'ampliamento entrerà in vigore con la manovra 2027, a condizione che il Parlamento confermi il testo entro la fine della sessione di bilancio, ovvero il 31 dicembre 2026.

Qual è l'obiettivo principale dell'estensione dell'Art Bonus a nuovi soggetti?

L'obiettivo è coinvolgere maggiormente i privati e il Terzo Settore nella conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale diffuso, ampliando l'accesso agli incentivi anche a soggetti finora esclusi.

L'Art Bonus è cumulabile con altre detrazioni fiscali per la cultura?

No, il regime dell'Art Bonus non è cumulabile con altre detrazioni per erogazioni liberali al settore culturale previste dal TUIR.

Chi gestisce il portale pubblico che traccia le erogazioni effettuate tramite Art Bonus?

La gestione del portale pubblico è affidata ad Ales SpA, società in house del Ministero della Cultura.

Pubblicato il: 1 novembre 2026 alle ore 17:28

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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