Un'aula dell'Università Bicocca di Milano è stata occupata nella mattinata del 29 ottobre, ampliando il fronte della mobilitazione che converge nei cortei studenteschi del 30 ottobre contro il carovita e per il diritto allo studio. Le proteste, trasversali tra atenei e scuole superiori, si incrociano con lo sciopero generale indetto dall'Usb nella stessa giornata.
La catena di occupazioni negli atenei
L'occupazione della Bicocca segue quella di un'aula dell'Università Statale di Milano, animata dai Collettivi Studenteschi, dall'Osa, da Cambiare Rotta e da Milano in Movimento. A Roma la facoltà di Lettere della Sapienza è stata presidiata nella serata del 28 ottobre. A Torino, dopo un'assemblea studentesca, è stato occupato il Campus Luigi Einaudi, cuore delle facoltà umanistiche e giuridiche dell'ateneo.
A Napoli le proteste si estendono su due atenei. Il Collettivo Demand ha occupato Palazzo Giusso, sede dell'Università L'Orientale, per denunciare il carovita, lo smantellamento dell'università pubblica e l'emergenza abitativa studentesca. Nella stessa città la sede di Porta di Massa dell'Università Federico II è stata occupata dal Collettivo autorganizzato universitario Napoli (Cau) e da Ecologia politica Napoli (Ecopol).
A metà ottobre alcune decine di allievi della Scuola Normale Superiore di Pisa avevano occupato con un blitz pacifico la scalinata che conduce alla sala della cerimonia inaugurale dell'anno accademico 2026/2027, in protesta contro i tagli denunciati e la mancanza di trasparenza sui criteri di ammissione. L'episodio è stato uno dei segnali anticipatori della mobilitazione che si è poi estesa agli altri atenei italiani nelle ultime due settimane.
Scuole superiori e piazze contro la crisi abitativa
Decine di istituti superiori sono stati occupati da Nord a Sud. A Roma hanno aderito licei storici come il Mamiani, il Tasso, l'artistico di via Ripetta, il liceo artistico Argan e l'istituto tecnico Piaget, affiancati da numerosi altri istituti scolastici. Occupazioni e proteste risultano in corso anche a Firenze, Napoli, Bologna, Palermo e Cagliari. A Milano la mobilitazione si è estesa alle superiori con i presidi al Caterina da Siena e al Tito Livio.
Il tema della crisi abitativa studentesca ha accompagnato la settimana di mobilitazione con flash mob a Napoli, Torino, Padova, Bologna, Parma e Firenze, sotto lo slogan 'Dalle università alle piazze, mettiamo le tende'. Le rivendicazioni comuni toccano canoni degli alloggi, posti letto negli studentati pubblici e borse di studio insufficienti rispetto al costo della vita nelle città sedi d'ateneo. Diverse occupazioni, come già segnalato nei mesi scorsi sulle denunce di edifici fuori norma, richiamano anche carenze strutturali degli immobili scolastici e universitari.
La giornata del 30 ottobre indicherà la misura della partecipazione ai cortei, mentre lo sciopero Usb porta sul piano nazionale le vertenze su alloggi, borse di studio e condizioni della didattica tra scuole secondarie e università. Nelle prossime ore gli atenei dovranno decidere se mantenere i presidi o riaprire le facoltà occupate.
Domande frequenti
Quali sono le principali motivazioni delle occupazioni nelle università e scuole italiane?
Le occupazioni sono motivate dal carovita, dalla richiesta di maggiori diritti allo studio, dalla crisi abitativa studentesca, dallo smantellamento dell'università pubblica e dalla denuncia di borse di studio e posti letto insufficienti.
Quali città e atenei sono stati coinvolti nelle recenti occupazioni studentesche?
Le occupazioni hanno coinvolto atenei e scuole a Milano, Roma, Torino, Napoli, Pisa, Firenze, Bologna, Palermo, Cagliari e Padova, con particolare rilievo per Università Bicocca, Statale di Milano, Sapienza, Campus Luigi Einaudi, L'Orientale, Federico II e la Scuola Normale Superiore di Pisa.
In cosa consiste la crisi abitativa studentesca denunciata durante le proteste?
La crisi abitativa riguarda l'aumento dei canoni degli alloggi, la scarsità di posti letto negli studentati pubblici e l'insufficienza delle borse di studio rispetto al costo della vita nelle città universitarie.
Che ruolo ha lo sciopero generale USB nella mobilitazione studentesca?
Lo sciopero generale USB, indetto per il 30 ottobre, ha dato una dimensione nazionale alle proteste, portando l'attenzione su problemi legati ad alloggi, borse di studio e condizioni della didattica sia nelle scuole secondarie che nelle università.
Come hanno partecipato le scuole superiori alle proteste?
Numerose scuole superiori, tra cui diversi licei storici di Roma, hanno aderito alle occupazioni e ai presidi, estendendo la mobilitazione studentesca in tutta Italia e ponendo l'accento anche sulle carenze strutturali degli edifici scolastici.
Quali sono le possibili decisioni attese dagli atenei dopo i cortei del 30 ottobre?
Nelle ore successive ai cortei, gli atenei dovranno valutare se mantenere i presidi e le occupazioni o riaprire le facoltà occupate, in base all'evoluzione della mobilitazione e al livello di partecipazione riscontrato.