Il Ddl Bilancio presentato dal Governo proroga al 2027 il bonus scuole paritarie per le famiglie che iscrivono i figli, con un contributo massimo di 1.500 euro per studente. L'articolo 104 del disegno di legge conferma lo stanziamento di 20 milioni di euro già previsto per il 2026 e replica integralmente i criteri di accesso: Isee familiare non superiore a 30mila euro, importo riconosciuto in base a scaglioni inversamente proporzionali all'indicatore economico e platea limitata ad alcuni gradi scolastici. La misura, introdotta per la prima volta nella Legge di Bilancio 2026, viene estesa di dodici mesi senza modifiche sostanziali e senza nuove risorse aggiuntive rispetto alla dotazione iniziale.
Chi può ricevere il contributo
Il beneficio è destinato alle famiglie con studenti iscritti alle scuole secondarie di primo grado paritarie e al primo biennio delle secondarie di secondo grado paritarie. L'importo massimo riconoscibile è di 1.500 euro per ciascuno studente, ma il contributo effettivo è determinato in base a scaglioni Isee: le famiglie con l'indicatore più basso ricevono la quota più alta, nei limiti delle risorse disponibili. Il meccanismo degli scaglioni ricalca quello già applicato nell'anno in corso e non prevede automatismi di indicizzazione all'inflazione. Lo stanziamento di 20 milioni di euro resta invariato rispetto al 2026 e, nell'ipotesi in cui ogni nucleo percepisse il massimo, la platea potenziale si fermerebbe intorno alle 13mila famiglie. La soglia Isee a 30mila euro circoscrive il beneficio alle fasce di reddito medio-basse. La Relazione tecnica al Ddl precisa che il contributo è riconosciuto ai genitori degli studenti iscritti e non costituisce un finanziamento diretto agli istituti scolastici: una distinzione che incide sul regime fiscale e sulla procedura di erogazione.
Cosa resta fuori dalla copertura
La proroga non amplia il perimetro introdotto nella Legge di Bilancio 2026. Restano escluse le scuole dell'infanzia paritarie, le elementari e gli ultimi tre anni delle scuole secondarie di secondo grado. Sui tredici anni che vanno dalla prima elementare all'ultimo anno di superiori il buono copre soltanto cinque anni: i tre delle medie e i primi due delle superiori. Fuori dal beneficio, dunque, otto anni di istruzione paritaria. La disposizione modifica la Legge di Bilancio 2026 estendendo di dodici mesi sia la durata dell'agevolazione sia l'autorizzazione di spesa, senza intervenire sul tetto Isee di 30mila euro né sull'elenco dei gradi scolastici ammessi. In questa fase il Governo non ha annunciato emendamenti volti ad allargare la platea dei beneficiari né a innalzare il tetto reddituale.
L'iter parlamentare della manovra proseguirà nelle prossime settimane in Commissione Bilancio del Senato. Le famiglie interessate potranno presentare domanda nei tempi e con le modalità che il Ministero dell'Istruzione e del Merito definirà con decreto attuativo, sulla falsariga di quanto già previsto per l'esercizio 2026. Il canale amministrativo resta quello delle piattaforme ministeriali già utilizzate per il contributo in corso. Il testo definitivo dell'articolo 104 sarà noto dopo le votazioni di dicembre.
Domande frequenti
Chi può beneficiare del contributo per le scuole paritarie previsto dalla legge di bilancio 2027?
Il contributo è destinato alle famiglie con un Isee non superiore a 30mila euro e con figli iscritti alle scuole secondarie di primo grado paritarie e al primo biennio delle secondarie di secondo grado paritarie.
Qual è l'importo massimo del contributo e come viene determinato?
L'importo massimo riconosciuto è di 1.500 euro per studente, ma il contributo effettivo varia in base a scaglioni Isee: le famiglie con reddito più basso ricevono una quota maggiore, nei limiti delle risorse disponibili.
Quali gradi scolastici restano esclusi dal beneficio?
Restano escluse le scuole dell'infanzia paritarie, le scuole primarie e gli ultimi tre anni delle scuole secondarie di secondo grado; il contributo copre solo i tre anni delle medie e i primi due anni delle superiori paritarie.
Come e quando si potrà presentare domanda per ottenere il contributo?
Le famiglie potranno presentare domanda attraverso le piattaforme ministeriali già in uso, seguendo modalità e tempistiche che saranno definite da un decreto attuativo del Ministero dell'Istruzione e del Merito.
Il contributo costituisce un finanziamento diretto alle scuole paritarie?
No, il contributo viene riconosciuto direttamente ai genitori degli studenti iscritti e non rappresenta un finanziamento agli istituti scolastici, con implicazioni specifiche sul regime fiscale e sulla procedura di erogazione.
Sono previste modifiche ai criteri di accesso o all'importo del beneficio per il 2027?
No, la proroga al 2027 replica integralmente i criteri già previsti per il 2026, senza modifiche al tetto Isee, agli importi o ai gradi scolastici ammessi.