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Immissioni in ruolo docenti, 44.642 posti valgono l'8% in meno del 2025/26

Immissioni in ruolo docenti, 44.642 posti valgono l'8% in meno del 2025/26

Il MIM chiede 44.642 immissioni in ruolo per il 2026/27, ma sono 3.862 in meno del DM 137/2025. Meta' dei posti va al concorso PNRR3.

Il ministero dell'Istruzione ha chiesto alla Funzione pubblica l'autorizzazione ad assumere 44.642 docenti per l'anno scolastico 2026/2027. E' il numero passato al MEF dopo la trattativa preliminare con i sindacati, sotto ai 46.826 posti residui certificati alla chiusura della mobilità del 29 maggio 2026.

Rispetto al 2025/26 mancano 3.862 assunzioni

L'anno scorso il decreto ministeriale 137/2025 sulle immissioni in ruolo.0000137.11-07-2025.pdf) firmato dal MIM aveva autorizzato 48.504 immissioni in ruolo a fronte di 52.885 posti vacanti, con un tasso di copertura del 91,7%. Il tetto proposto per il 2026/27 pesa 3.862 assunzioni in meno rispetto al 2025/26, un calo dell'8% in valore assoluto. Il confronto con il DM 158 del 31 luglio 2024, che portò a 45.124 nomine su 64.156 posti vacanti, mostra che il contingente proposto per il prossimo settembre è inferiore anche a due anni fa di 482 ruoli, nonostante allora il tasso di copertura fosse fermo al 70,3%.

Il paradosso è che il tasso di copertura sale al 95,3% dei residui, il valore più alto dell'ultimo triennio. La percentuale migliora solo perchè il bacino si contrae: le vacanze scendono, l'accantonamento per il PNRR3 taglia un'altra fetta di ruoli, e chi è in graduatoria trova meno cattedre in valore assoluto. Il confronto storico con DM 158 e DM 137 sui 46.826 posti mostra che negli ultimi due anni il contingente autorizzato si è mosso tra il 70% e il 92% dei vacanti, con una media biennale intorno all'81%.

Metà dei ruoli è già accantonata per il PNRR3

Lo schema di ripartizione ricalca quello dell'anno scorso: metà dei posti va alle graduatorie a esaurimento e ai concorsi ordinari, l'altra metà entra nel bacino del concorso PNRR3 bandito nel 2025 con le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Chi è in GaE o in graduatoria di concorso ordinario si contende quindi circa 22.000 ruoli, non l'intero contingente comunicato al pubblico. La comunicazione ministeriale ai sindacati parlava di copertura al 100% dei vacanti in organico di diritto, ma il numero effettivamente proposto si è fermato 2.184 posti sotto il bacino teorico. Dietro il 100% ci sono 2.184 posti persi: la forbice si è consumata in poco più di un mese tra la chiusura della mobilità e il tavolo con le organizzazioni sindacali.

Sostegno e territorio, gli squilibri del contingente

Il sostegno resta la voce più esposta: le cattedre vacanti pesano 11.461 posti secondo gli esiti della mobilità, quasi un quarto del bacino totale. La sola scuola primaria concentra oltre il 70% delle disponibilità di sostegno, uno squilibrio che si scarica sugli elenchi della prima fascia GPS e sulle procedure di minicall veloce. Sul piano territoriale quattro regioni assorbono più della metà del contingente nazionale: Lombardia con circa 9.500 posti tra comuni e sostegno, Campania con 8.372, Sicilia con 6.286 e Lazio con 5.163. Nel dettaglio della ripartizione dei 44.642 posti tra procedure e territori la quota di sostegno e i pesi provinciali riscrivono la mappa reale delle cattedre disponibili.

Il calendario delle tre finestre di agosto

Il calendario operativo copre agosto in tre step. Il primo si chiude il 30 luglio 2026 con l'assegnazione delle sedi per i ruoli e gli scorrimenti da graduatorie a esaurimento e concorsi. Il secondo, dal 31 luglio al 13 agosto, riguarda l'assegnazione delle cattedre di sostegno agli aspiranti della prima fascia GPS. Il terzo si completa il 21 agosto con l'assegnazione di provincia e sede ai docenti della prima fascia GPS sostegno che avranno partecipato alla minicall veloce, aperta dal 14 al 18 agosto.

Chi riceve la proposta di nomina ha cinque giorni di tempo per accettarla: il mancato riscontro entro il termine è considerato rinuncia e comporta la perdita del posto assegnato. L'intera procedura passa dalla piattaforma telematica del ministero e segue l'ordine di scorrimento delle graduatorie, dai bandi più risalenti fino ai concorsi finanziati dal PNRR.

La presa di servizio resta fissata al 1 settembre 2026. Chi è iscritto a graduatorie a esaurimento o alle liste di concorso ordinario dovrà prepararsi a un bacino di circa 22.000 ruoli spalmato su tutto il territorio nazionale, con Milano, Bergamo, Brescia e Monza-Brianza in testa alla classifica provinciale delle cattedre disponibili.

Domande frequenti

Quanti docenti saranno assunti per l'anno scolastico 2026/2027 e come si confronta questo numero con gli anni precedenti?

Per il 2026/2027 sono previste 44.642 assunzioni, 3.862 in meno rispetto all'anno precedente, con un calo dell'8%. Il contingente è inferiore anche rispetto a due anni fa, nonostante il tasso di copertura sia salito al 95,3% dei posti residui.

Come viene suddiviso il contingente di posti tra le diverse procedure di assunzione?

Metà dei posti disponibili va alle graduatorie a esaurimento e ai concorsi ordinari, mentre l'altra metà è riservata al concorso PNRR3. Pertanto, chi è in GaE o in graduatoria ordinaria può concorrere per circa 22.000 ruoli.

Qual è la situazione delle cattedre di sostegno e come sono distribuite territorialmente?

Le cattedre di sostegno rappresentano 11.461 posti, quasi un quarto del totale, con oltre il 70% delle disponibilità concentrate nella scuola primaria. Quattro regioni (Lombardia, Campania, Sicilia e Lazio) assorbono più della metà dei posti disponibili.

Quali sono le principali scadenze del calendario operativo per le immissioni in ruolo 2026/2027?

Il calendario prevede tre fasi in agosto: assegnazione delle sedi entro il 30 luglio, assegnazione delle cattedre di sostegno dal 31 luglio al 13 agosto e completamento delle procedure per la minicall veloce entro il 21 agosto. La presa di servizio è fissata per il 1 settembre 2026.

Cosa succede se un candidato non accetta la proposta di nomina entro i termini previsti?

Il candidato ha cinque giorni per accettare la proposta di nomina tramite la piattaforma telematica del ministero. Il mancato riscontro entro il termine è considerato rinuncia e comporta la perdita del posto assegnato.

Perché, nonostante il numero di assunzioni sia inferiore, il tasso di copertura dei posti vacanti risulta più alto rispetto agli anni precedenti?

Il tasso di copertura sale perché il numero totale di posti vacanti si è ridotto, anche a causa dell'accantonamento di ruoli per il PNRR3. Di conseguenza, la percentuale di copertura appare più alta pur essendoci meno cattedre disponibili in valore assoluto.

Pubblicato il: 9 luglio 2026 alle ore 13:55

Sara Giorgione

Articolo creato da

Sara Giorgione

Sara Giorgione è laureanda in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Foggia. Ha maturato esperienza nel settore editoriale, occupandosi di attività legate alla redazione e alla valorizzazione dei contenuti, e svolge attività di moderatrice in eventi letterari, curando il dialogo con autori e pubblico e la conduzione di incontri culturali. Grazie al proprio percorso formativo e professionale ha sviluppato solide competenze nella comunicazione, nella scrittura e nell'organizzazione di iniziative culturali. Su Edunews24 si occupa della cura di contenuti e approfondimenti dedicati al mondo della cultura, dell'attualità e della formazione. È ideatrice e curatrice della rassegna letteraria “Storie da Tè”, progetto nato con l'obiettivo di promuovere la lettura e favorire il confronto tra autori, opere e pubblico attraverso incontri e dialoghi dedicati alla letteratura contemporanea.

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