Dopo la mobilità 2026/27 restano 46.826 cattedre vacanti nelle scuole statali italiane, secondo gli esiti pubblicati dagli Uffici scolastici regionali e raccolti dalla UIL Scuola. Quel numero, però, è solo il tetto teorico delle assunzioni: lo storico dell'ultimo biennio mostra che il contingente effettivamente autorizzato dal MEF si è fermato tra il 70% e il 92% dei posti residui dopo la mobilità.
I 46.826 posti vacanti, ordine per ordine
La cifra esce dai tabulati SIDI elaborati dopo la chiusura della mobilità del 29 maggio 2026. Si tratta dei posti in organico di diritto, le cattedre stabili che la legge impone di coprire con contratti a tempo indeterminato. Il riparto tra ordini e tra posto comune e sostegno è dettagliato:
- 4.240 nella scuola dell'infanzia, di cui 786 sul sostegno
- 18.799 nella primaria, di cui 8.215 sul sostegno
- 7.734 nella secondaria di primo grado, di cui 1.404 sul sostegno
- 16.053 nella secondaria di secondo grado, di cui 1.056 sul sostegno
Il sostegno pesa per 11.461 cattedre sul totale, oltre il 24%, con una concentrazione marcata al Nord. Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna assorbono più della metà dei posti vacanti; Milano, Bergamo, Brescia e Monza-Brianza guidano la classifica provinciale. È in queste aree che si gioca la copertura reale del prossimo settembre. Vanno aggiunti a parte i circa 6.000 posti di religione cattolica, che seguono un decreto separato.
Il dato storico che ridimensiona il tetto
Il principio richiamato dagli Uffici scolastici è netto: il contingente MEF non può superare i posti residui dell'organico di diritto. Negli ultimi due anni, però, la regola si è applicata in modo molto diverso, con un divario significativo fra il tetto e le assunzioni effettive.
Per il 2024/25 il decreto ministeriale 158 del 31 luglio 2024 autorizzò 45.124 assunzioni a fronte di 64.156 posti vacanti: tasso di copertura del 70,3%. Per il 2025/26 il Decreto ministeriale 137/2025 sulle immissioni in ruolo.0000137.11-07-2025.pdf) ha autorizzato 48.504 assunzioni su 52.885 posti vacanti, salendo al 91,7%. Il delta tra i due anni è di oltre 20 punti percentuali.
Applicando lo stesso intervallo ai 46.826 posti del 2026/27, le assunzioni reali si collocherebbero tra circa 32.800 e 43.000. La media biennale, intorno all'81%, porterebbe a circa 37.900 assunzioni autorizzate: quasi novemila posti in meno rispetto al totale dei vacanti. La forchetta è ampia perché dipende dalle scelte di accantonamento: nel 2025/26 i 4.381 posti non coperti sono finiti nelle disponibilità del concorso PNRR3. Lo stesso meccanismo potrebbe ripetersi quest'anno per il PNRR2 ancora in corso, come mostrano i numeri sui posti vacanti del concorso PNRR2.
Cosa cambia per chi è in graduatoria
Il decreto del MEF è atteso tra fine giugno e inizio luglio 2026. Una volta firmato, il Ministero ripartirà il contingente tra le regioni, che dovranno poi suddividerlo tra le procedure (50% graduatorie a esaurimento, 50% concorsi) e tra le classi di concorso. Chi ha presentato istanza passa per due fasi: assegnazione della provincia in fase 1, scelta della scuola in fase 2, con cinque giorni di tempo per accettare. La presa di servizio è fissata al 1° settembre 2026.
Per chi è in graduatoria, la differenza fra 46.826 e contingente reale può tradursi in centinaia di posti spostati al concorso PNRR3, in particolare nei territori a maggiore pressione. La secondaria di secondo grado, in cui ricadono 16.053 cattedre vacanti, è la più esposta vista la riforma in arrivo: vedi le novità per gli istituti tecnici dal 2026/27.
Il prossimo passaggio è la firma del decreto. Da quel momento, gli Uffici scolastici regionali avranno poche settimane per pubblicare istruzioni operative e convocare gli aspiranti, in tempo per il 1° settembre. Per orientarsi sulla logica del tetto autorizzato vale la pena confrontare con il contingente del personale scolastico all'estero, che segue criteri simili di posti finanziati anno per anno.
Domande frequenti
Quanti sono i posti vacanti previsti per le immissioni in ruolo dei docenti nel 2026/27?
Dopo la mobilità restano 46.826 cattedre vacanti nelle scuole statali italiane, suddivise tra i vari ordini di scuola e tra posto comune e sostegno.
Qual è la percentuale di posti vacanti che vengono effettivamente autorizzati per le assunzioni?
Negli ultimi due anni, il contingente autorizzato dal MEF è stato tra il 70% e il 92% dei posti vacanti, con una media biennale di circa l’81%.
Perché il numero di assunzioni effettive può essere inferiore ai posti vacanti?
Il numero effettivo dipende dalle autorizzazioni del MEF e da eventuali accantonamenti per concorsi straordinari come il PNRR; alcuni posti possono essere destinati a procedure specifiche e non immediatamente disponibili.
Come viene suddiviso il contingente autorizzato tra le diverse procedure di assunzione?
Il contingente viene ripartito tra le regioni e suddiviso al 50% tra graduatorie a esaurimento e concorsi, e poi ulteriormente tra le classi di concorso.
Cosa cambia per chi è in graduatoria dopo la pubblicazione del decreto MEF?
Gli aspiranti passano per due fasi: assegnazione della provincia e scelta della scuola, con tempi stretti per accettare la proposta e presa di servizio fissata al 1° settembre 2026.
Quali regioni e province hanno la maggiore concentrazione di posti vacanti?
Le regioni del Nord, in particolare Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna, assorbono oltre la metà dei posti vacanti, con Milano, Bergamo, Brescia e Monza-Brianza in testa tra le province.