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Contingente docenti 2026/27, 44.642 assunzioni: 2.184 posti persi
Scuola

Contingente docenti 2026/27, 44.642 assunzioni: 2.184 posti persi

Il MEF ferma a 44.642 le immissioni docenti sui 46.826 posti residui dopo la mobilità. Rispetto al DM 137/2025 mancano 3.862 ruoli. Le scadenze.

Il ministero dell'Istruzione ha chiesto al MEF l'autorizzazione ad assumere 44.642 docenti per il 2026/27, chiudendo la trattativa preliminare con Funzione Pubblica. Sono già 2.184 posti in meno rispetto ai 46.826 residui certificati a fine mobilità.

Il gap tra mobilità e tetto MEF

Gli esiti della mobilità pubblicati il 29 maggio 2026 avevano fissato in 46.826 cattedre il bacino teorico su cui operare con le assunzioni a tempo indeterminato. Con l'invio a Palazzo Chigi della proposta di contingente il numero scende a 44.642: il 4,7% dei posti residui non entra nemmeno nella richiesta al MEF, prima ancora del passaggio in Consiglio dei ministri. Il ripiegamento si è consumato in poco più di un mese, tra le operazioni di mobilità chiuse a maggio e il tavolo con i sindacati aperto sul contingente. Lo schema di ripartizione ricalca quello dell'anno scorso: metà dei posti va alle graduatorie a esaurimento e ai concorsi ordinari, l'altra metà entra nel bacino del concorso PNRR3 ancora in corso di svolgimento. Il decreto attuativo del MEF, che chiude la quadra sui numeri definitivi, è atteso dopo l'ok del Consiglio dei ministri. Esiti mobilità docenti 2026/27 e ripartizione dei 46.826 posti

Rispetto al DM 137/2025 mancano 3.862 assunzioni

L'anno scorso il Decreto ministeriale 137/2025 sulle immissioni in ruolo - MIM.0000137.11-07-2025.pdf) autorizzò 48.504 nomine a fronte di 52.885 posti vacanti, con un tasso di copertura del 91,7%. Il tetto 2026/27 pesa 3.862 assunzioni in meno rispetto al 2025/26: un calo dell'8% che si aggiunge al restringimento delle vacanze già registrato in fase di mobilità. Il divario è ancora maggiore se si guarda al biennio 2024/25: il DM 158 del 31 luglio 2024 autorizzò 45.124 nomine su 64.156 posti vacanti (tasso 70,3%), quindi il 2026/27 perde 482 ruoli anche rispetto a due anni fa. La lettura ottimistica del dato è che, se il MEF confermerà i 44.642 posti proposti, il tasso di copertura sui residui della mobilità salirà al 95,3%: sarebbe il valore più alto dell'ultimo triennio. Ma il paragone regge solo in percentuale. In termini assoluti il bacino si contrae: le vacanze da coprire scendono, l'accantonamento per il PNRR3 taglia un'altra fetta di ruoli, e chi è in graduatoria trova meno cattedre disponibili. I posti reali sono 46.826, non 50mila

Tre scadenze tra il 30 luglio e il 21 agosto

Una volta firmato il decreto MEF il calendario operativo copre tutto agosto. Il primo step si chiude il 30 luglio con l'assegnazione delle sedi per i ruoli e i relativi scorrimenti da graduatorie e concorsi. Il secondo step, dal 31 luglio al 13 agosto, riguarda l'assegnazione delle cattedre di sostegno agli aspiranti della prima fascia GPS. Il terzo step si completa il 21 agosto con l'assegnazione di provincia e sede ai docenti della prima fascia GPS sostegno che avranno partecipato alla minicall veloce, aperta dal 14 al 18 agosto. Il sostegno resta la voce più esposta: pesa 11.461 cattedre vacanti secondo gli esiti della mobilità, quasi un quarto del bacino totale, con la sola scuola primaria che concentra oltre il 70% delle disponibilità di sostegno. Quattro regioni assorbono più della metà del contingente nazionale: Lombardia con circa 9.500 posti tra comuni e sostegno, Campania con 8.372, Sicilia con 6.286 e Lazio con 5.163. Per i vincitori del concorso PNRR3, ancora in svolgimento, la procedura resta agganciata agli elenchi regionali già usati lo scorso anno, con l'ufficio scolastico che ripartisce i posti tra classe di concorso e provincia. Confronto storico DM 137 e DM 158 sui 46.826 posti

La presa di servizio è fissata al 1° settembre 2026: chi è in GaE o in graduatoria di concorso deve monitorare da subito gli avvisi del proprio Ufficio scolastico regionale, perché la finestra di accettazione della nomina si chiude nel giro di pochi giorni.

Domande frequenti

Quanti docenti saranno assunti per l'anno scolastico 2026/27?

Per l'anno scolastico 2026/27 il Ministero dell'Istruzione ha chiesto l'autorizzazione per assumere 44.642 docenti, un numero inferiore di 2.184 posti rispetto ai residui certificati dopo la mobilità.

Come verranno ripartiti i posti disponibili tra le graduatorie?

La ripartizione segue lo schema dell'anno precedente: metà dei posti va alle graduatorie a esaurimento e ai concorsi ordinari, mentre l'altra metà è destinata ai vincitori del concorso PNRR3 ancora in corso.

Quali sono le principali scadenze operative per le assunzioni 2026/27?

Le principali scadenze sono: il 30 luglio per l'assegnazione delle sedi ai ruoli, dal 31 luglio al 13 agosto per le cattedre di sostegno prima fascia GPS, e il 21 agosto per la chiusura della minicall veloce di sostegno.

Qual è la situazione delle cattedre di sostegno per il 2026/27?

Le cattedre di sostegno vacanti sono 11.461, quasi un quarto del totale, con la scuola primaria che concentra oltre il 70% delle disponibilità; Lombardia, Campania, Sicilia e Lazio assorbono più della metà dei posti disponibili.

Come si confronta il contingente 2026/27 con gli anni precedenti?

Il contingente 2026/27 è inferiore sia rispetto al 2025/26, con 3.862 assunzioni in meno, sia al 2024/25, con una riduzione di 482 ruoli, anche se il tasso di copertura dei posti residui è il più alto dell’ultimo triennio.

Quando dovranno prendere servizio i docenti assunti e come seguire le comunicazioni ufficiali?

La presa di servizio è fissata al 1° settembre 2026; è consigliato monitorare costantemente gli avvisi dell'Ufficio scolastico regionale, poiché la finestra per accettare la nomina sarà molto breve.

Pubblicato il: 7 luglio 2026 alle ore 09:49

Savino Grimaldi

Articolo creato da

Savino Grimaldi

Giornalista Pubblicista Savino Grimaldi è un giornalista laureando in Economia e Commercio, con una solida esperienza maturata nel settore della formazione. Da anni lavora con competenza nell’ambito della formazione professionale, distinguendosi per una conoscenza approfondita delle politiche attive del lavoro e delle dinamiche che legano istruzione, occupazione e sviluppo delle competenze. Alla preparazione economica e professionale affianca una grande passione per la lettura e per il giornalismo, che ne arricchiscono il profilo umano e culturale. Spazia con disinvoltura tra diverse tematiche, offrendo sempre il proprio punto di vista con equilibrio, sensibilità e spirito critico.

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