Una direttrice di scuola dell'infanzia torna in sezione dopo una malattia che le ha lasciato segni visibili. I bambini la guardano e una piccola le dice: "non sei più tu". Bastano qualche giorno di gioco e lavoro condiviso perché il riconoscimento si ricomponga. Da quell'aneddoto, raccontato su Il Sussidiario, nasce una riflessione sul "noi originario" che i bambini mostrano agli adulti. Quando però la pedagogia incontra i dati italiani, il quadro cambia volto.
Il "noi" educativo nella lettera apostolica di Leone XIV
Il riferimento dichiarato del pezzo è la Lettera apostolica Disegnare nuove mappe di speranza - Sala Stampa Vaticana, pubblicata il 28 ottobre 2025 per il sessantesimo anniversario della dichiarazione conciliare Gravissimum educationis. Papa Leone XIV scrive che "la comunità educante è un noi" e che "nessuno educa da solo": scuola, famiglia, docenti, personale amministrativo e società civile sono parti di un'unica opera corale.
Il documento non resta sul piano filosofico. Indica tre "fatiche" che oggi pesano sull'educazione: l'iperdigitalizzazione, la crisi delle relazioni e le disuguaglianze. Al Patto Educativo vengono aggiunte tre priorità: vita interiore, digitale umano e pace. Le nuove Indicazioni nazionali difese dal sottosegretario Frassinetti si muovono intorno agli stessi nodi, riportando al centro materie classiche e storiche nella formazione di base.
Nidi al 30%, divario Nord-Sud che spezza la comunità
Per capire se quel "noi" funzioni davvero, il punto di partenza è l'audizione Istat al Senato del 7 ottobre 2025 su povertà educativa. Il tasso di copertura dei posti negli asili nido per i bambini sotto i 3 anni è arrivato al 30%, in lento recupero rispetto al 27,1% del 2019/2020. La media nasconde una spaccatura: Campania al 13,2%, Sicilia al 13,9%, Calabria al 15,7%. Sopra il 40% troviamo Umbria (46,5%), Emilia-Romagna (43,1%), Valle d'Aosta (43%), provincia autonoma di Trento (41,2%) e Toscana (40,7%).
A 4-5 anni il 95% dei bambini frequenta la scuola dell'infanzia o il primo anno della primaria, era il 92,8% nel 2020/2021. Sull'altro capo del primo ciclo i numeri cambiano: nell'anno scolastico 2024/2025 il 41,4% degli studenti di terza media non raggiunge la sufficienza Invalsi in italiano, il 44,3% in matematica. In Sicilia la quota arriva al 53,3% in lettura e al 62% in matematica, in Calabria al 50,8% e al 59,5%, in Sardegna al 49,1% e al 57,9%. La stessa platea su cui il documento vaticano chiede una comunità che educhi insieme parte da posizioni profondamente diverse.
Schermi precoci, anticipo e fiducia: cosa cambia in aula
La "fatica" digitale citata da Leone XIV ha riscontri molto precoci. I dati dell'Istituto Superiore di Sanità rilevano che il 14,6% dei neonati tra 2 e 5 mesi è esposto a schermi (era 22,1% nel 2022) e che a 11-15 mesi la quota tocca il 46,3% (era 58,1%). La direzione è in miglioramento, ma quasi un bambino su due, prima di compiere un anno, condivide tempo con tablet o smartphone.
Sui banchi si traduce in classi sempre più disomogenee. Il dibattito sull'anticipo scolastico e gli effetti sui bambini di seconda generazione mostra che il "noi" educativo deve fare i conti con punti di partenza linguistici e culturali molto diversi. E anche gli episodi minori incidono: il caso recente delle larve trovate nella pasta della mensa scolastica racconta quanto la fiducia tra famiglie e scuola si giochi nei dettagli quotidiani, prima che nelle dichiarazioni programmatiche.
Tre numeri restano sul tavolo: 13% di copertura dei nidi in Campania, 41% di studenti senza sufficienza in italiano a fine medie, 14,6% di neonati davanti agli schermi a pochi mesi di vita. Disegnare nuove mappe di speranza chiede una comunità che educhi insieme. Senza ripartire da queste cifre, il "noi" resta una parola scritta.
Domande frequenti
Cosa significa 'comunità educante' secondo la lettera apostolica di Leone XIV?
Secondo Leone XIV, la comunità educante è un 'noi' che coinvolge scuola, famiglia, docenti, personale amministrativo e società civile in una responsabilità condivisa nell’educazione dei bambini. Nessuno educa da solo: l’educazione è un’opera corale che richiede la collaborazione di tutti.
Quali sono le principali difficoltà individuate nella lettera apostolica per l’educazione oggi?
La lettera apostolica individua tre principali difficoltà: l’iperdigitalizzazione, la crisi delle relazioni e le disuguaglianze. A queste, vengono aggiunte tre priorità per il Patto Educativo: vita interiore, digitale umano e pace.
Cosa dicono i dati ISTAT sulla copertura degli asili nido in Italia?
I dati ISTAT mostrano che il tasso di copertura degli asili nido per i bambini sotto i 3 anni è al 30%, ma con forti differenze territoriali. Regioni come Campania, Sicilia e Calabria hanno percentuali molto basse, mentre Umbria, Emilia-Romagna, Valle d’Aosta, Trento e Toscana superano il 40%.
Qual è la situazione rispetto alle competenze di base degli studenti alla fine della scuola media?
Nel 2024/2025, il 41,4% degli studenti di terza media non raggiunge la sufficienza Invalsi in italiano e il 44,3% in matematica, con punte ancora più alte in alcune regioni del Sud. Questo evidenzia forti disuguaglianze nei livelli di apprendimento alla fine del primo ciclo scolastico.
Quali sono i dati sull’esposizione precoce dei bambini agli schermi digitali?
L'Istituto Superiore di Sanità rileva che il 14,6% dei neonati tra 2 e 5 mesi è esposto a schermi e la percentuale sale al 46,3% tra gli 11 e 15 mesi. Sebbene la situazione sia in miglioramento rispetto agli anni precedenti, quasi un bambino su due viene esposto agli schermi prima di un anno.
In che modo la diversità culturale e linguistica incide sulla costruzione del 'noi' educativo?
Le classi sono sempre più disomogenee per via dell’anticipo scolastico e della presenza di bambini di seconda generazione, che portano punti di partenza linguistici e culturali differenti. Questo rende più complessa la costruzione di una vera comunità educante inclusiva.