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Salute a scuola, il DDL 1357 ignora il divario Nord-Sud
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Salute a scuola, il DDL 1357 ignora il divario Nord-Sud

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Il DDL 1357 porta la prevenzione tra i banchi con 1 milione l'anno, ma in Campania il 37,2% dei bambini è in eccesso ponderale contro il 22,9% lombardo.

Il Senato discute il DDL 1357 per portare la prevenzione tra i banchi con 1 milione di euro l'anno, ma i dati ISS sul peso dei bambini mostrano che il problema non è uniforme: in Campania il 37,2% dei bambini di 8-9 anni è in eccesso ponderale, contro il 22,9% della Lombardia.

Cosa prevede il DDL 1357 sulla salute a scuola

Il disegno di legge 1357, primo firmatario il senatore Roberto Marti (Lega), prevede l'adozione di un Piano triennale di prevenzione e promozione della salute nelle scuole entro 180 giorni dall'entrata in vigore della legge. Il Piano sarà elaborato dal Ministero dell'istruzione e del merito d'intesa con il Ministero della salute, con la supervisione scientifica dell'Istituto Superiore di Sanità.

Gli obiettivi includono educazione alimentare e prevenzione dei disturbi del comportamento alimentare, attività fisica quotidiana, informazione sui rischi di fumo, alcol e droghe, uso consapevole dei social network. Sono previsti interventi differenziati per scuola dell'infanzia e primaria (art. 6) e per la secondaria di primo e secondo grado (art. 7), con la possibilità per gli istituti di costituire reti territoriali e di inserire i contenuti nel PTOF.

Il testo istituisce anche la Giornata nazionale della prevenzione e dei corretti stili di vita il 28 novembre, in memoria di Umberto Veronesi. L'art. 11 stanzia 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2025, 2026 e 2027 per l'attuazione del Piano.

Il vero divario non è nazionale, è territoriale

I dati dell'indagine Okkio alla Salute 2023 dell'Istituto Superiore di Sanità raccontano un'Italia divisa. A livello nazionale il 19% dei bambini di terza primaria è in sovrappeso e il 9,8% è obeso, ma la media nasconde una voragine Nord-Sud che il DDL affronta in modo uniforme.

In Campania il 24,6% dei bambini di 8-9 anni è in sovrappeso, il 12,6% è obeso e il 6% è in obesità grave: complessivamente il 37,2% è in eccesso ponderale. In Lombardia la quota si ferma al 22,9%. Sono oltre 14 punti percentuali di scarto fra due regioni che riceveranno lo stesso Piano triennale, finanziato in modo identico.

Il problema non riguarda solo il peso. Secondo l'indagine HBSC 2022 dell'ISS, meno di un adolescente su dieci fra 11 e 15 anni rispetta la soglia OMS di un'ora al giorno di attività motoria moderata-intensa. La quota di ragazzi che non fa mai attività fisica sale dal 7,2% degli undicenni al 18,2% dei quindicenni: cresce con l'età, proprio nel segmento in cui il DDL 1357 vorrebbe agire in modo più strutturato.

Il milione di euro stanziato ogni anno corrisponde a circa 14 centesimi per ognuno dei 7,1 milioni di studenti delle scuole statali registrati dal Ministero dell'istruzione nell'anno scolastico 2024/2025. La stessa cifra dovrà finanziare progetti molto più ampi nelle regioni dove il bisogno è doppio.

Cosa dovranno fare le scuole dopo il sì del Senato

Dirigenti e collegi docenti dovranno inserire i contenuti del Piano nel PTOF, in coordinamento con i servizi sanitari locali e con gli enti del Terzo settore indicati dal testo. Per non disperdere risorse, il DDL spinge sulla costituzione di reti di scuole su base territoriale, in modo da condividere progetti, laboratori e partner.

Le scuole hanno già strumenti operativi a disposizione. Tra questi il minisito dell'ISS dedicato alla salute e al benessere scolastico lanciato dall'Istituto Superiore di Sanità, che raccoglie materiali didattici, indicatori di sorveglianza e protocolli di prevenzione utilizzabili in classe.

Resta il nodo delle condizioni materiali: la salute si impara in edifici sicuri, con palestre funzionanti e mense adeguate. Le mobilitazioni come la protesta degli studenti lombardi contro il degrado scolastico e quella contro l'accorpamento degli istituti nella Regione Lazio mostrano un contesto in cui spazi insufficienti e classi sovraffollate rendono difficile applicare un piano di prevenzione strutturato.

Senza correttivi territoriali, il rischio è che il Piano triennale finisca per coincidere con la Giornata del 28 novembre. Per far calare davvero il 37,2% di eccesso ponderale dei bambini campani serve un finanziamento ponderato sui bisogni, non 14 centesimi a testa uguali per tutti.

Domande frequenti

Cosa prevede il DDL 1357 sulla salute a scuola?

Il DDL 1357 introduce un Piano triennale di prevenzione e promozione della salute nelle scuole, con interventi su educazione alimentare, attività fisica, prevenzione delle dipendenze e uso consapevole dei social network. Il Piano sarà elaborato dai Ministeri dell'istruzione e della salute, con la supervisione scientifica dell'Istituto Superiore di Sanità.

Come vengono ripartite le risorse economiche previste dal DDL 1357?

Il DDL stanzia 1 milione di euro all'anno per tre anni, destinati in modo uniforme a tutte le regioni, senza differenze in base ai bisogni specifici dei territori. Questo corrisponde a circa 14 centesimi per ogni studente delle scuole statali italiane.

Qual è il divario Nord-Sud sulla salute dei bambini rilevato dai dati ISS?

I dati ISS mostrano un forte divario: in Campania il 37,2% dei bambini di 8-9 anni è in eccesso ponderale, mentre in Lombardia la percentuale è del 22,9%. Questo evidenzia la necessità di interventi mirati e risorse differenziate tra le regioni.

Cosa dovranno fare le scuole dopo l'approvazione del DDL 1357?

Le scuole dovranno inserire i contenuti del Piano triennale nei propri documenti di programmazione (PTOF) e coordinarsi con servizi sanitari locali e enti del Terzo settore. È incoraggiata la costituzione di reti territoriali tra scuole per condividere progetti e risorse.

Quali sono le principali criticità segnalate nell’attuazione del Piano?

Le criticità principali sono la mancanza di finanziamenti adeguati alle esigenze territoriali e le difficili condizioni materiali delle scuole, come edifici insicuri, palestre non funzionanti e mense inadeguate. Senza correttivi, il rischio è una scarsa efficacia degli interventi, soprattutto nelle regioni più in difficoltà.

Esistono strumenti operativi già disponibili per le scuole?

Sì, le scuole possono già utilizzare il minisito dell'Istituto Superiore di Sanità dedicato alla salute e al benessere scolastico, che offre materiali didattici, indicatori di sorveglianza e protocolli di prevenzione utilizzabili in classe.

Pubblicato il: 30 giugno 2026 alle ore 08:38

Antonello Torchia

Articolo creato da

Antonello Torchia

Direttore Responsabile di EduNews24.it Antonello Torchia è giornalista professionista, politologo e geografo, con un percorso formativo e professionale di ampio respiro che integra competenze in ambito economico, geopolitico, comunicativo e territoriale. Vanta una solida formazione accademica multidisciplinare: ha conseguito la Laurea in Economia e Commercio (quadriennale, Vecchio Ordinamento), la Laurea Magistrale in Relazioni Internazionali (LM-52) con la votazione di 110/110 e lode, e la Laurea Magistrale in Scienze Geografiche (LM-80). Un trittico di competenze che gli consente di leggere i fenomeni contemporanei con una prospettiva che abbraccia le dinamiche economiche, le relazioni tra Stati e le dimensioni spaziali e territoriali della società. Nel corso della sua carriera ha maturato una significativa esperienza nella comunicazione istituzionale e politica, collaborando con emittenti televisive e testate della carta stampata. Questa esperienza sul campo gli ha conferito una padronanza trasversale dei linguaggi mediatici, dalla televisione al digitale. Attualmente ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di EduNews24.it, testata giornalistica online dedicata al mondo dell'istruzione, della formazione e delle politiche educative italiane ed europee, dove cura la linea editoriale e supervisiona la produzione di contenuti rivolti a docenti, studenti, istituzioni e operatori del settore educativo. È inoltre docente di Comunicazione presso la SSML Città di Lamezia Terme, istituto universitario specializzato nella mediazione linguistica, dove mette a disposizione delle nuove generazioni di professionisti della comunicazione il proprio bagaglio di competenze giornalistiche, analitiche e accademiche.

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