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Flying Tiger Copenhagen e diritti dei lavoratori: turni, part-time e demansionamento
Lavoro

Flying Tiger Copenhagen e diritti dei lavoratori: turni, part-time e demansionamento

Disponibile in formato audio

CCNL Terziario, part-time e demansionamento: cosa prevede la normativa per chi lavora nel commercio e come segnalare le irregolarità.

Indice: In breve | Il contratto applicato nel commercio al dettaglio | Turni e part-time: cosa dice la legge | Demansionamento: quando si configura | Cosa fare in caso di irregolarità | Errori comuni | Domande frequenti

In breve

  • I lavoratori del commercio sono inquadrati con il contratto collettivo nazionale Confcommercio, in vigore fino al 31 marzo 2027.
  • La modifica della collocazione oraria del part-time richiede clausole elastiche firmate e preavviso minimo di due giorni lavorativi, ai sensi del D.Lgs. 81/2015.
  • Lo svolgimento sistematico di mansioni inferiori al livello di inquadramento configura demansionamento, ai sensi dell'articolo 2103 del codice civile.
  • Le segnalazioni passano da sindacato di categoria, datore di lavoro e Ispettorato Nazionale del Lavoro.
  • A maggio 2026 i dipendenti italiani di Flying Tiger Copenhagen hanno reso pubblico un contenzioso che raccoglie le criticità più ricorrenti nel retail.

La vicenda Flying Tiger e il tema delle tutele nel retail

A maggio 2026 alcuni dipendenti italiani di Flying Tiger Copenhagen hanno reso pubbliche, anche attraverso la pagina Instagram “@le_tigri_di_tiger”, una serie di segnalazioni relative all’organizzazione del lavoro nei punti vendita italiani. I lavoratori parlano di criticità nella gestione di orari, turni e carichi di lavoro, denunciando un’organizzazione definita «aggressiva e discriminatoria» nei confronti di chi chiede maggiori tutele o segnala problemi interni.

La vicenda è seguita da Filcams CGIL, che ha presentato una diffida per presunto demansionamento legato ad attività di pulizia straordinaria ritenute non coerenti con l’inquadramento previsto dal CCNL Terziario. Sarebbe stata inoltre avviata un’impugnazione relativa alla gestione del part-time e al mancato rispetto della collocazione oraria indicata nei contratti individuali. Secondo alcune testimonianze rese pubbliche dai lavoratori, i turni verrebbero comunicati con variazioni considerate non conformi alla normativa vigente. Al momento si tratta di contestazioni sindacali e segnalazioni avanzate dai dipendenti coinvolti.

Il contratto applicato nel commercio al dettaglio

Nel commercio al dettaglio non alimentare il riferimento principale resta il CCNL Terziario, distribuzione e servizi, firmato da Confcommercio con Filcams CGIL, Fisascat CISL e UILTuCS. L'ultimo rinnovo è stato sottoscritto il 22 marzo 2024 e ha durata fino al 31 marzo 2027: copre la maggior parte dei dipendenti delle catene di vendita, comprese le insegne internazionali con punti vendita in Italia. Il testo stabilisce livelli di inquadramento, scatti di anzianità, orario settimanale ordinario, regole su lavoro festivo, domenicale e straordinario, oltre agli istituti di welfare contrattuale. Per capire quale contratto si applica al proprio rapporto basta leggere lettera di assunzione e busta paga, dove devono comparire sigla del contratto e livello.

Turni e part-time: cosa dice la legge

Le regole sull'orario di lavoro a tempo parziale sono fissate dal D.Lgs. 81/2015, articoli da 4 a 6. La collocazione temporale della prestazione part-time, secondo l'articolo 5, deve essere indicata nel contratto individuale: ogni variazione successiva richiede il consenso del lavoratore e, se inserita tramite clausole elastiche, comporta diritto a un preavviso non inferiore a due giorni lavorativi. Quando i turni vengono comunicati solo settimana per settimana senza una matrice fissa pattuita o senza la clausola elastica firmata, la modifica risulta unilaterale e impugnabile in giudizio. Per il tempo pieno il riferimento è il contratto collettivo applicato: il datore può modulare i turni entro l'orario settimanale ordinario, ma non può imporre variazioni che incidano sui giorni di riposo o sulle festività previste.

Demansionamento: quando si configura

L'articolo 2103 del codice civile stabilisce che il lavoratore deve essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto o a quelle corrispondenti all'inquadramento superiore eventualmente acquisito. Il datore può assegnare mansioni dello stesso livello e categoria legale e, in caso di modifica degli assetti organizzativi, anche mansioni di livello inferiore appartenenti alla medesima categoria, conservando la retribuzione. L'attribuzione stabile di compiti inferiori a quelli del proprio livello, come pulizie straordinarie richieste con frequenza a un addetto vendita inquadrato come operatore di vendita, può integrare un demansionamento. Va distinta dalla pulizia ordinaria del punto vendita, che rientra fra le attività accessorie tipiche dei livelli di ingresso del settore.

Cosa fare in caso di irregolarità

  1. Conservare ogni comunicazione scritta sui turni, le buste paga e il contratto individuale, anche in formato digitale.
  2. Chiedere formalmente al datore copia della programmazione mensile dei turni e dell'eventuale matrice oraria firmata.
  3. Contattare il sindacato di categoria (Filcams CGIL, Fisascat CISL, UILTuCS) per inquadrare la posizione e valutare l'invio di una diffida.
  4. Se la diffida sindacale non produce esito, presentare segnalazione all'Ispettorato Nazionale del Lavoro tramite il Portale Ispettorato Nazionale del Lavoro, vedi anche: come contattare l'ispettorato del lavoro e presentare una segnalazione per tutelare i propri diritti.
  5. In presenza di indizi solidi di demansionamento o di differenze retributive, rivolgersi a un consulente del lavoro o a un legale per valutare il ricorso al giudice del lavoro entro i termini di prescrizione.

Errori comuni

Confondere flessibilità e clausola elastica: senza una clausola elastica firmata e inserita nel contratto individuale, il datore non può imporre modifiche unilaterali alla collocazione oraria del part-time. Accettare verbalmente cambi continui rischia di essere interpretato come consenso tacito alla nuova organizzazione.

Accettare cambi di mansione senza ordine di servizio: se l'azienda assegna stabilmente attività che non rientrano nel livello di inquadramento, occorre un ordine di servizio scritto. La sola comunicazione orale rende più difficile dimostrare il demansionamento davanti al giudice.

Non documentare i turni effettivamente svolti: senza un registro personale dei turni assegnati e modificati, la ricostruzione del danno diventa complicata in sede giudiziale. Bastano screenshot delle comunicazioni aziendali, copie cartacee dei prospetti o un foglio di calcolo tenuto aggiornato settimana dopo settimana.

Aspettare troppo prima di segnalare: il termine per impugnare un licenziamento è di 60 giorni dal recesso, ma anche per le altre irregolarità una segnalazione tempestiva agevola il recupero di differenze retributive e contributive non ancora prescritte.

Domande frequenti

Cos'è il CCNL Terziario?

Il contratto collettivo Terziario, distribuzione e servizi è firmato da Confcommercio insieme a Filcams CGIL, Fisascat CISL e UILTuCS. Si applica alla maggioranza dei dipendenti del commercio al dettaglio e all'ingrosso, dei pubblici esercizi e dei servizi alle imprese, salvo che l'azienda applichi un contratto differente, situazione che va sempre verificata sulla busta paga.

Il datore può cambiarmi i turni ogni settimana?

Per il part-time la modifica della collocazione oraria richiede clausole elastiche firmate e un preavviso non inferiore a due giorni lavorativi. Per il tempo pieno la variazione è ammessa entro l'orario settimanale ordinario, ma non può violare i riposi e le festività previste dal contratto applicato.

Cosa succede se rifiuto un'attività non prevista dal mio livello?

Il rifiuto va motivato per iscritto, citando il livello di inquadramento e l'articolo 2103 del codice civile. È utile farsi assistere dal sindacato di categoria e chiedere un ordine di servizio formale, in modo da ricostruire la sequenza degli eventi in caso di contestazione disciplinare.

A chi posso rivolgermi se sospetto un demansionamento?

Il primo interlocutore è il sindacato di categoria, che può inviare una diffida al datore. In parallelo è possibile segnalare la situazione all'Ispettorato Nazionale del Lavoro e valutare il ricorso al giudice del lavoro entro i termini di prescrizione previsti dalla legge.

Pubblicato il: 4 giugno 2026 alle ore 06:18

Tamara Mancini

Articolo creato da

Tamara Mancini

Laureata in Lettere e Filosofia all’Università La Sapienza di Roma, ha conseguito una laurea triennale in Storia e Relazioni Internazionali e una laurea magistrale in Islamistica e Mediazione Interculturale. È autrice, copywriter ed editor. La formazione umanistica ha contribuito a sviluppare il suo interesse per la scrittura, l’analisi dei testi e la divulgazione, competenze che oggi applica nel lavoro giornalistico e nella produzione di contenuti. Il suo percorso di studi si è concentrato sulle dinamiche culturali, sui processi migratori e sul dialogo tra società e religioni, con particolare attenzione alla comunicazione e alla mediazione. Da circa dieci anni lavora nel campo della scrittura professionale e dell’editoria digitale. Scrive su giornali e testate online occupandosi di informazione e approfondimento. Ha collaborato anche con realtà radiofoniche come speaker, occupandosi inoltre della produzione di contenuti per la programmazione. Nel tempo ha realizzato articoli e contenuti divulgativi destinati al web, collaborando con progetti editoriali e diverse realtà. Parallelamente si occupa di editing e revisione testi, affiancando redazioni e autori nella costruzione di contenuti solidi dal punto di vista editoriale. È autrice di un libro e appassionata di editoria, storia e divulgazione. Su EduNews24.it scrive articoli dedicati ad istruzione, formazione, cultura e cambiamenti sociali, con l’obiettivo di offrire strumenti utili per comprendere la realtà contemporanea.

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