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Violenza a scuola, colpi ai docenti triplicati: cosa dice il rapporto Cnr

Violenza a scuola, colpi ai docenti triplicati: cosa dice il rapporto Cnr

Espad Italia 2026: colpi agli insegnanti dall'1,2% al 3,6% in sette anni. Sopra i livelli pre-pandemici. Chi ha conflitto con i prof sale al 48,1%.

Dall'1,2% al 3,6% in sette anni: nel 2025 sono più che triplicati i ragazzi tra i 15 e i 19 anni che dichiarano di aver colpito un insegnante. Il dato arriva dallo studio Espad Italia dell'Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr e resta sopra i livelli pre-pandemici. In parallelo, le minacce con un'arma per ottenere qualcosa sono passate dall'1,4% al 3,5%.

La fotografia Espad 2025

Il 43,4% degli studenti tra i 15 e i 19 anni riferisce di aver agito o subìto almeno un comportamento violento nell'anno precedente: più di un milione di ragazzi e ragazze. Il 14,2% (oltre 350mila) segnala due o più episodi. Le stime si basano su oltre 17mila questionari raccolti nelle scuole italiane, come indicato nella nota stampa Cnr sulla violenza giovanile.

La partecipazione a risse resta il comportamento più diffuso (38,3%), ma in calo rispetto al 43,1% del 2018. Seguono le risse di gruppo (11,9%), il danneggiamento di beni (5,9%) e le ferite che hanno richiesto cure mediche (5%). La cornice mostra un doppio movimento: alcune condotte di gruppo scendono, mentre le condotte a maggior rischio, colpi al personale scolastico e minacce con armi, corrono nella direzione opposta.

Il divario di genere e le relazioni che tengono

Sui due indicatori in crescita la distanza tra ragazzi e ragazze è più che doppia. I maschi che dichiarano di aver colpito un docente sono il 5,1%, contro il 2,1% delle femmine; per la minaccia con arma la forbice è 5% contro 2%. Sul totale dei comportamenti violenti la prevalenza tra i ragazzi è del 49,8%, quella tra le ragazze del 37,2%: dodici punti di distanza.

L'altra chiave di lettura la offrono le relazioni. Tra chi segnala rapporti conflittuali con gli insegnanti, la quota di studenti coinvolti in comportamenti violenti sale al 48,1%, più del doppio rispetto al 19,5% di chi non riferisce difficoltà. Lo stesso schema vale per le amicizie (48% contro 24%) e per il rapporto con i genitori (43,1% contro 21,2%). Sale ancora, al 58,3%, tra chi subisce cyberbullismo. Non si tratta di rapporti diretti di causa-effetto, come precisa la stessa équipe Cnr, ma di associazioni che indicano dove si concentra il fenomeno.

Accanto ai comportamenti agiti cresce anche la violenza esibita: nel corso dell'anno 332mila studenti hanno assistito a una scena filmata con un cellulare (11,8%) o l'hanno girata in prima persona (3,8%). Più del doppio rispetto al 6% del 2018, il valore più alto mai registrato dalla serie. Sul clima quotidiano che i docenti percepiscono pesa anche l'ultima rilevazione sul calo di apprendimento a settembre: il 44% degli insegnanti segnalava già difficoltà crescenti al rientro in aula.

Cosa cambia con la legge 25/2024

Sul piano normativo il quadro è cambiato prima che uscissero i numeri di Espad. La legge 4 marzo 2024, n. 25 ha introdotto un'aggravante comune per i reati commessi con violenza o minaccia ai danni di dirigenti, docenti e personale ATA, ha aumentato fino a metà le pene per l'oltraggio e la violenza a pubblico ufficiale quando l'autore è un genitore, e ha istituito un Osservatorio nazionale sulla sicurezza del personale scolastico presso il Mim. La stessa legge fissa al 15 dicembre la Giornata nazionale di educazione e prevenzione.

Sul lato dei giovani, i dati Cnr indicano dove intervenire: competenze emotive, educazione digitale, lavoro costante sulle dinamiche di gruppo, rete tra scuola, famiglie e servizi territoriali. Sulla stessa linea si muove chi valorizza esperienze extrascolastiche di responsabilità, come racconta la storia dei 120 studenti volontari a Lourdes con il liceo Tosi: un altro modo di costruire relazioni tra pari.

Il prossimo passaggio istituzionale è la Giornata del 15 dicembre 2026 e la relazione dell'Osservatorio Mim. Nel frattempo il calendario scolastico corre: dopo la maturità dei 527mila studenti chiusa a giugno, il rientro di settembre riporterà in aula la generazione che questi numeri fotografano.

Domande frequenti

Quali sono i principali dati emersi dal rapporto Espad Italia sulla violenza a scuola?

Il rapporto evidenzia che la percentuale di studenti tra i 15 e i 19 anni che dichiarano di aver colpito un docente è triplicata in sette anni, passando dall'1,2% al 3,6%. Anche le minacce con arma sono cresciute dall'1,4% al 3,5%, mentre il 43,4% degli studenti riferisce di aver agito o subìto almeno un comportamento violento nell'ultimo anno.

Esistono differenze di genere nei comportamenti violenti tra studenti?

Sì, il rapporto mostra che i maschi sono più coinvolti nei comportamenti violenti rispetto alle femmine: il 5,1% dei ragazzi contro il 2,1% delle ragazze ha dichiarato di aver colpito un docente. Anche per le minacce con arma la prevalenza tra i maschi è più del doppio rispetto alle femmine.

Quali fattori relazionali sono associati a un maggior rischio di comportamenti violenti?

Gli studenti che hanno rapporti conflittuali con insegnanti, genitori o amici, o che subiscono cyberbullismo, mostrano una maggiore incidenza di comportamenti violenti. Ad esempio, tra chi segnala rapporti difficili con i docenti, la quota di comportamenti violenti sale al 48,1%.

Cosa prevede la legge 25/2024 in materia di violenza a scuola?

La legge introduce un'aggravante per i reati di violenza o minaccia contro personale scolastico, aumenta le pene per oltraggio e violenza a pubblico ufficiale se commessi da genitori e istituisce un Osservatorio nazionale sulla sicurezza nelle scuole. Inoltre, stabilisce il 15 dicembre come Giornata nazionale di educazione e prevenzione.

Quali sono le raccomandazioni del Cnr per prevenire la violenza tra i giovani a scuola?

Il Cnr suggerisce di intervenire su competenze emotive, educazione digitale e sulle dinamiche di gruppo, promuovendo una rete tra scuola, famiglie e servizi territoriali. Valorizzare le esperienze extrascolastiche di responsabilità è ritenuto un altro strumento utile per prevenire la violenza.

Come è cambiata la diffusione di comportamenti violenti visibili, come la ripresa di scene con il cellulare?

La percentuale di studenti che ha assistito o ripreso scene violente con il cellulare è più che raddoppiata rispetto al 2018, passando dall'6% all'11,8%. Anche la quota di chi ha girato personalmente tali video è aumentata, raggiungendo il 3,8%.

Pubblicato il: 27 luglio 2026 alle ore 13:33

Sara Giorgione

Articolo creato da

Sara Giorgione

Sara Giorgione è laureanda in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Foggia. Ha maturato esperienza nel settore editoriale, occupandosi di attività legate alla redazione e alla valorizzazione dei contenuti, e svolge attività di moderatrice in eventi letterari, curando il dialogo con autori e pubblico e la conduzione di incontri culturali. Grazie al proprio percorso formativo e professionale ha sviluppato solide competenze nella comunicazione, nella scrittura e nell'organizzazione di iniziative culturali. Su Edunews24 si occupa della cura di contenuti e approfondimenti dedicati al mondo della cultura, dell'attualità e della formazione. È ideatrice e curatrice della rassegna letteraria “Storie da Tè”, progetto nato con l'obiettivo di promuovere la lettura e favorire il confronto tra autori, opere e pubblico attraverso incontri e dialoghi dedicati alla letteratura contemporanea.

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