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Caporalato 2026: 10mila ispezioni contro 200mila irregolari
Lavoro

Caporalato 2026: 10mila ispezioni contro 200mila irregolari

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L'Ispettorato lancia 4 mesi di vigilanza in agricoltura, ma le 10.044 ispezioni 2025 coprono il 5% degli irregolari stimati. I dati INL e ISTAT.

L'Ispettorato nazionale del lavoro ha avviato il 9 giugno una campagna straordinaria di vigilanza in agricoltura che si estende fino a settembre 2026, con base operativa partita da Reggio Calabria. La nota INL prot. 4227 promette controlli a tappeto nelle aree agricole più esposte allo sfruttamento, ma il confronto con la platea reale mostra un divario strutturale: le 10.044 ispezioni condotte in tutto il comparto nel 2025 hanno raggiunto circa il 5% dei 200mila lavoratori irregolari stimati nel settore.

Cosa prevede la campagna estiva contro il caporalato

La nota dell'Ispettorato fissa quattro mesi di operatività continuativa, da giugno a settembre, con la facoltà di prolungare la vigilanza in autunno se i picchi della manodopera stagionale lo richiedono. Le attività sono condotte da squadre miste che uniscono ispettori del lavoro, personale INPS e INAIL e militari dell'Arma dei Carabinieri, lo stesso schema della task force annunciata dopo la riunione del 5 giugno convocata dal Ministero del Lavoro presso l'Ispettorato d'area metropolitana di Reggio Calabria.

La selezione dei bersagli segue tre criteri: il calendario delle colture stagionali e i picchi di richiesta di manodopera, le aree territoriali storicamente più colpite e le segnalazioni dell'intelligence territoriale. È lo stesso approccio data-driven che il Rapporto annuale Vigilanza 2025 dell'Ispettorato nazionale del lavoro indica come svolta operativa rispetto ai controlli a campione del passato. La filiera degli appalti pubblici resta uno snodo critico, come ricorda il manifesto per l'economia dei servizi e l'equità negli appalti.

Diecimila ispezioni contro 200mila irregolari

Il numero delle ispezioni in agricoltura nel 2025 è cresciuto del 13,5% rispetto al 2024 (da 8.847 a 10.044), un balzo in valore assoluto che però resta poco visibile se rapportato alla platea. Le stime più diffuse parlano di 200mila lavoratori irregolari nel comparto agricolo italiano, 12mila solo in Calabria. Tradotto in matematica operativa, significa circa una ispezione ogni venti potenziali lavoratori sommersi, anche escludendo i 4.366 ispettori che a fine 2025 dovevano coprire l'intero perimetro della vigilanza nazionale.

Il dato sproporzionato emerge ancora più nettamente dal confronto con i tassi ufficiali. Secondo il Report ISTAT sull'economia non osservata nei conti nazionali pubblicato a ottobre 2025, il tasso di irregolarità nel settore agricoltura ha raggiunto il 17,6% nel 2023, contro una media nazionale del 12,7%. Nel Mezzogiorno la quota sale al 26,8% e in Campania e Sicilia supera il 30%, una concentrazione territoriale che rende inevitabile la scelta di partire da Reggio Calabria, ma che lascia scoperti i due epicentri di maggiore rischio.

Cosa cambia nei campi tra giugno e settembre

Sul terreno, le squadre miste si concentrano negli orari di picco della raccolta, quando la richiesta di manodopera è più alta e cresce la probabilità di assunzioni in nero. Oltre alla regolarità del contratto, i team verificano alloggi, trasporti collettivi, rispetto degli orari di riposo, indicatori di sfruttamento previsti dall'articolo 603-bis del Codice penale. Nel 2025 le vittime di caporalato registrate dall'INL sono state 895, di cui 227 nel settore agricolo, in calo rispetto alle 519 del 2024, anche se l'Ispettorato ricorda che i dati restano provvisori finché i procedimenti penali non si chiudono.

Per i lavoratori l'effetto pratico è duplice. Da un lato, chi viene trovato in nero durante un'ispezione ha diritto all'emersione del rapporto e al recupero dei contributi previdenziali e assicurativi non versati. Dall'altro, gli operai sfruttati che denunciano il proprio caporale possono accedere alle tutele del permesso di soggiorno per casi speciali e a percorsi di reinserimento. Cambia anche il quadro più ampio della domanda di lavoro stagionale, sempre più intrecciata con le filiere globali e con le nuove competenze digitali che stanno trasformando il mercato del lavoro, comprese quelle utili a tracciare manodopera e turni nei campi.

L'INL ha previsto la pubblicazione di un primo bilancio operativo a chiusura della campagna agricola, con i dati intermedi sulle ispezioni, sui lavoratori tutelati e sulle aziende sospese. Quel report dirà se l'approccio per aree di rischio e colture stagionali riesce a recuperare almeno parte del divario tra controlli effettuati e platea irregolare, oltre i tetti già toccati nel 2024-2025.

Domande frequenti

Qual è l'obiettivo principale della campagna straordinaria di vigilanza contro il caporalato avviata dall'Ispettorato nazionale del lavoro?

L'obiettivo è intensificare i controlli nelle aree agricole più esposte allo sfruttamento dei lavoratori, attraverso una serie di ispezioni mirate per contrastare il lavoro irregolare e il fenomeno del caporalato.

Come vengono selezionate le aziende o le aree da ispezionare durante la campagna?

Le selezioni si basano su tre criteri: il calendario delle colture stagionali, le aree storicamente più colpite dal caporalato e le segnalazioni dell'intelligence territoriale, adottando un approccio data-driven rispetto ai controlli a campione del passato.

Cosa succede ai lavoratori trovati in nero durante un'ispezione?

Chi viene trovato in nero ha diritto all'emersione del rapporto di lavoro e al recupero dei contributi previdenziali e assicurativi non versati. Inoltre, gli operai che denunciano lo sfruttamento possono accedere a tutele specifiche, come il permesso di soggiorno per casi speciali e percorsi di reinserimento.

Qual è il divario tra le ispezioni effettuate e il numero stimato di lavoratori irregolari?

Nel 2025 sono state effettuate 10.044 ispezioni, che rappresentano circa il 5% dei 200mila lavoratori irregolari stimati nel settore agricolo, evidenziando un divario strutturale tra controlli e dimensione reale del fenomeno.

Quali sono i principali indicatori di sfruttamento verificati durante le ispezioni nei campi?

Oltre alla regolarità del contratto di lavoro, le squadre ispezionano le condizioni degli alloggi, i trasporti collettivi, il rispetto degli orari di riposo e altri indicatori previsti dall'articolo 603-bis del Codice penale.

Quando saranno disponibili i primi risultati della campagna e cosa conterranno?

L'INL prevede di pubblicare un primo bilancio operativo al termine della campagna agricola, con dati intermedi sulle ispezioni effettuate, i lavoratori tutelati e le aziende sospese per verificare l'efficacia dell'approccio adottato.

Pubblicato il: 12 giugno 2026 alle ore 07:35

Antonello Torchia

Articolo creato da

Antonello Torchia

Direttore Responsabile di EduNews24.it Antonello Torchia è giornalista professionista, politologo e geografo, con un percorso formativo e professionale di ampio respiro che integra competenze in ambito economico, geopolitico, comunicativo e territoriale. Vanta una solida formazione accademica multidisciplinare: ha conseguito la Laurea in Economia e Commercio (quadriennale, Vecchio Ordinamento), la Laurea Magistrale in Relazioni Internazionali (LM-52) con la votazione di 110/110 e lode, e la Laurea Magistrale in Scienze Geografiche (LM-80). Un trittico di competenze che gli consente di leggere i fenomeni contemporanei con una prospettiva che abbraccia le dinamiche economiche, le relazioni tra Stati e le dimensioni spaziali e territoriali della società. Nel corso della sua carriera ha maturato una significativa esperienza nella comunicazione istituzionale e politica, collaborando con emittenti televisive e testate della carta stampata. Questa esperienza sul campo gli ha conferito una padronanza trasversale dei linguaggi mediatici, dalla televisione al digitale. Attualmente ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di EduNews24.it, testata giornalistica online dedicata al mondo dell'istruzione, della formazione e delle politiche educative italiane ed europee, dove cura la linea editoriale e supervisiona la produzione di contenuti rivolti a docenti, studenti, istituzioni e operatori del settore educativo. È inoltre docente di Comunicazione presso la SSML Città di Lamezia Terme, istituto universitario specializzato nella mediazione linguistica, dove mette a disposizione delle nuove generazioni di professionisti della comunicazione il proprio bagaglio di competenze giornalistiche, analitiche e accademiche.

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