Loading...
Festa, divieto o lezione: cosa può fare la scuola per Halloween 2026
Editoriali

Festa, divieto o lezione: cosa può fare la scuola per Halloween 2026

Il 31 ottobre 2026 cade di sabato. L'ultimo giorno utile è venerdì 30. Guida alla scelta per docenti e famiglie, con dati Ipsos 2025 e calendario.

Indice: In breve | Il dato 2025: una festa di massa, soprattutto nelle famiglie con figli | Il caso di Parona: ricostruzioni discordanti, non divieto accertato | Dove decide la scuola e perché il livello conta | Cosa fare entro venerdì 30 ottobre 2026 | Errori comuni | Domande frequenti

In breve

  • Halloween 2026 cade di sabato: il dibattito su Halloween a scuola si sposta a prima.
  • Secondo Ipsos per Confesercenti, nel 2025 il 61% degli italiani partecipa ad Halloween; tra le famiglie con figli minori la quota sale al 73%.
  • Lunedì 2 novembre può essere giorno utile per un lavoro didattico a freddo, senza costumi.
  • Da quanto risulta non esistono indicazioni ministeriali specifiche: decide la singola scuola nell'ambito dell'autonomia.
  • Il punto non è vietare o festeggiare, ma dichiarare la scelta e condividerla con le famiglie.

Il dato 2025: una festa di massa, soprattutto nelle famiglie con figli

Secondo i dati Ipsos per Confesercenti ripresi dal Corriere dell'Economia il 31 ottobre 2025, il 61% degli italiani ha partecipato ad Halloween nel 2025, in lieve calo rispetto al 64% del 2024. La partecipazione comprende sia chi festeggia sia chi acquista prodotti legati alla ricorrenza. Tra gli under 34 la quota sale al 70%, mentre si ferma al 58% tra gli over 35. Nelle famiglie con figli minori arriva al 73%. La spesa complessiva è stimata in 300 milioni di euro. Il 23% degli italiani pratica il "dolcetto o scherzetto" e il 34% di chi partecipa acquista maschere o costumi per bambini. Sono dati 2025: l'indagine 2026 è attesa a ridosso del 31 ottobre, dopo questa pubblicazione.

Il caso di Parona: ricostruzioni discordanti, non divieto accertato

Il 31 ottobre 2025, Open ha raccontato le ricostruzioni discordanti arrivate dalla scuola primaria C. Zorzi di Parona, frazione di Verona. Alcuni genitori hanno riferito che le insegnanti avrebbero comunicato che i bambini non potevano andare a scuola vestiti o truccati a tema Halloween, attribuendo la scelta alla nuova dirigente. La dirigente, Linda Franchini, ha dichiarato di non aver mai emesso circolari né dato indicazioni in questo senso. Il caso rimane una vicenda di versioni divergenti, non un divieto accertato. Serve a mostrare che, quando una scuola non comunica in modo chiaro cosa prevede per il 31 ottobre, lo spazio vuoto viene occupato da interpretazioni che circolano tra genitori e docenti.

Dove decide la scuola e perché il livello conta

Da quanto risulta non esistono indicazioni ministeriali specifiche su Halloween a scuola: la decisione ricade nell'autonomia della singola scuola. Nel dibattito pubblico, come riportato da Scuolainforma il 26 ottobre 2025, si confrontano due posizioni. Chi è contrario sostiene che Halloween non appartiene alla tradizione italiana, è una moda arrivata da fuori e rischia di mettere in ombra Ognissanti e la commemorazione dei defunti. Chi è favorevole la considera un'occasione di apprendimento interculturale, oltre che un momento ludico e creativo. Il nodo pratico, però, non è la posizione in sé, ma il livello a cui viene presa. Una scelta di istituto comunicata per iscritto alle famiglie evita che singole classi vadano in direzioni opposte lo stesso giorno, con richieste contraddittorie sui costumi.

Cosa fare entro venerdì 30 ottobre 2026

  1. Portare il tema a livello di istituto e non lasciarlo alla singola classe: decidere il livello della scelta prima ancora del contenuto.
  2. Comunicare la decisione alle famiglie con un avviso scritto entro venerdì 30 ottobre 2026, specificando cosa è previsto e cosa no (costumi, trucchi, laboratori, uscite).
  3. Se si sceglie di trattare il tema, preparare un modulo didattico su Ognissanti e sulla commemorazione dei defunti, con un riferimento storico attribuito a una fonte, senza presentare tradizioni come "origine" di Halloween.
  4. Dove le lezioni riprendono lunedì 2 novembre 2026, usare quella giornata per un lavoro a freddo: lettura di un testo, confronto fra ricorrenze, scrittura breve.
  5. Controllare il calendario scolastico regionale: in alcune regioni il 2 novembre o i giorni vicini possono essere giorni di sospensione delle lezioni.

Errori comuni

Lasciare la scelta alla singola classe. Due classi vicine che vanno in direzioni opposte lo stesso giorno producono richieste contraddittorie alle famiglie e tensioni evitabili. La decisione a livello di istituto, anche quando si risolve nel "ciascun docente decide", va comunque dichiarata e messa per iscritto.

Comunicare in modo informale. Un'indicazione data a voce o affidata al passaparola apre la strada a interpretazioni divergenti. Il caso di Parona, con la sua catena di ricostruzioni e la smentita della dirigente, mostra cosa succede quando il canale ufficiale manca o arriva tardi.

Confondere tre ricorrenze diverse. Halloween cade il 31 ottobre, Ognissanti il 1 novembre (festività nazionale), la commemorazione dei defunti il 2 novembre (non festività nazionale). Appiattirle in un unico "giorno dei morti" o presentarle come la stessa cosa non aiuta i bambini a riconoscerne le differenze.

Vietare senza spiegare o festeggiare senza spiegare. Un divieto netto senza una ragione comunicata lascia bambini e famiglie a cercarla altrove, spesso male. Lo stesso vale per il festeggiamento a scadenza fissa: senza dirsi perché lo si fa, resta un'abitudine inerziale, non una scelta didattica.

Domande frequenti

La scuola può vietare costumi e trucchi per Halloween?

Da quanto risulta non esistono indicazioni ministeriali specifiche. La decisione rientra nell'autonomia della singola scuola, che può scegliere di non ammetterli, di ammetterli con limiti o di non pronunciarsi. Quando una scelta esiste, va comunicata alle famiglie in forma scritta, prima della data.

Perché parlare del 30 ottobre e non del 31?

Il 31 ottobre 2026 cade di sabato. Nelle scuole con settimana corta non ci sono lezioni quel giorno, quindi l'ultimo giorno in cui l'eventuale decisione sul "costume in classe" fa differenza è venerdì 30 ottobre.

Il 2 novembre è giorno di lezione o di sospensione?

Il 2 novembre 2026 cade di lunedì e non è una festività nazionale: dove le lezioni riprendono, è un giorno feriale ordinario. Offre uno spazio per un lavoro didattico a freddo, senza costumi. Il calendario scolastico regionale può prevedere sospensioni locali: va controllato prima di programmare attività.

Come affrontare il tema senza schierarsi?

Presentando le tre ricorrenze in parallelo con fonti attribuite: Halloween, Ognissanti, commemorazione dei defunti. Mostrando differenze di data, significato e pratiche, con prudenza quando si parla di origini. La scelta didattica non è pro o contro la festa, ma darle un posto riconoscibile dentro il programma. La scuola italiana si trova davanti a una ricorrenza che, secondo Ipsos 2025, coinvolge quasi tre famiglie con figli minori su quattro. Ignorarla senza dirsi perché, come festeggiarla senza dirsi perché, lascia agli stessi bambini il lavoro di capire da soli. Dichiarare la scelta, qualunque essa sia, e comunicarla per iscritto entro venerdì 30 ottobre è il minimo che l'autonomia scolastica rende possibile.

Pubblicato il: 23 ottobre 2026 alle ore 07:59

Tamara Mancini

Articolo creato da

Tamara Mancini

Laureata in Lettere e Filosofia all’Università La Sapienza di Roma, ha conseguito una laurea triennale in Storia e Relazioni Internazionali e una laurea magistrale in Islamistica e Mediazione Interculturale. È autrice, copywriter ed editor. La formazione umanistica ha contribuito a sviluppare il suo interesse per la scrittura, l’analisi dei testi e la divulgazione, competenze che oggi applica nel lavoro giornalistico e nella produzione di contenuti. Il suo percorso di studi si è concentrato sulle dinamiche culturali, sui processi migratori e sul dialogo tra società e religioni, con particolare attenzione alla comunicazione e alla mediazione. Da circa dieci anni lavora nel campo della scrittura professionale e dell’editoria digitale. Scrive su giornali e testate online occupandosi di informazione e approfondimento. Ha collaborato anche con realtà radiofoniche come speaker, occupandosi inoltre della produzione di contenuti per la programmazione. Nel tempo ha realizzato articoli e contenuti divulgativi destinati al web, collaborando con progetti editoriali e diverse realtà. Parallelamente si occupa di editing e revisione testi, affiancando redazioni e autori nella costruzione di contenuti solidi dal punto di vista editoriale. È autrice di un libro e appassionata di editoria, storia e divulgazione. Su EduNews24.it scrive articoli dedicati ad istruzione, formazione, cultura e cambiamenti sociali, con l’obiettivo di offrire strumenti utili per comprendere la realtà contemporanea.

Articoli Correlati