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Borgonzoni:  più 35% di presenzae in sala al cinema  e gli incassi crescono del 45%
Cultura

Borgonzoni: più 35% di presenzae in sala al cinema e gli incassi crescono del 45%

Borgonzoni cita +35% presenze e +45% incassi al cinema. La ricerca Anica-Ergo: 40,6 milioni di ingressi nel primo semestre, pubblico pre-Covid.

Al 21 ottobre 2026 le presenze nelle sale cinematografiche italiane risultano in crescita del 35% rispetto allo stesso periodo del 2025, con incassi in aumento del 45%. Il dato è stato richiamato dalla sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni, intervenuta il 22 ottobre a Palazzo Barberini, a Roma, alla presentazione della nuova edizione della ricerca Sala e salotto, realizzata da Ergo Research per Anica nell'ambito della XII edizione del MIA, il Mercato Internazionale dell'Audiovisivo.

Un pubblico tornato ai livelli pre-pandemia

La fotografia che emerge dall'indagine conferma la ripresa della sala. Nel primo semestre 2026 gli ingressi hanno raggiunto quota 40,6 milioni, in crescita del 19% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il bacino di spettatori calcolato sugli ultimi 18 mesi torna a 29,6 milioni di individui, un valore sovrapponibile a quello registrato prima dello stop legato al Covid. A trainare il recupero è soprattutto il pubblico giovane: il 56% degli ingressi complessivi è generato dagli under 35 e l'età media della platea si ferma a 36 anni, mentre gli over 50 restano i principali fruitori dei servizi a pagamento. L'industria legge il dato come il segnale di un ritorno strutturale, non episodico, dopo gli anni in cui la chiusura delle sale era data per probabile.

Dal biglietto allo streaming, un moltiplicatore

Il secondo dato richiamato dalla sottosegretaria riguarda la vita del film oltre la sala. Secondo la ricerca di Ergo Research per Anica, per ogni biglietto staccato al cinema si registrano otto visioni successive sui servizi pay. Il moltiplicatore sale a 19 nel caso specifico del cinema italiano, trainato dai campioni del botteghino come Buen Camino di Checco Zalone, con 9,6 milioni di spettatori in sala, e Diamanti di Ferzan Özpetek, che ha superato i 3 milioni al cinema; nella top 10 pay figurano anche long runner come C'è ancora domani di Paola Cortellesi. In media ogni italiano guarda 91 film all'anno, uno ogni quattro giorni: la fruizione free pesa per il 62% degli atti di visione, i servizi pay per il 22%, mentre la sala si ferma sotto il 2%. Sul rapporto fra le due finestre è intervenuta anche Tinny Andreatta, vicepresidente contenuti italiani di Netflix, secondo cui il 70% degli atti di visione pay arriva da persone che vanno al cinema, segno di una filiera che allarga il pubblico invece di dividerlo.

A margine Borgonzoni ha confermato la riproposizione di Cinema Revolution anche nel 2027, dopo l'edizione dell'estate 2026, parlando di un sistema di sfruttamento del film tornato sano, dalla sala alla tv lineare. Al dibattito, moderato dal presidente Anica Alessandro Usai, è intervenuto anche Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema, che ha ricordato come la prima finestra pay affianchi la sala garantendo la chiusura del cerchio finanziario della produzione. Il prossimo riscontro sulla tenuta del botteghino è atteso con i dati di chiusura del 2026.

Domande frequenti

Quali sono i principali dati di crescita delle sale cinematografiche italiane nel 2026?

Al 21 ottobre 2026, le presenze nelle sale sono aumentate del 35% rispetto al 2025 e gli incassi sono cresciuti del 45%. Nel primo semestre 2026, gli ingressi hanno raggiunto i 40,6 milioni, segnando un +19% rispetto all'anno precedente.

Qual è il profilo del pubblico che frequenta maggiormente le sale cinematografiche italiane?

Il pubblico giovane traina la ripresa: il 56% degli ingressi è generato dagli under 35 e l'età media degli spettatori è di 36 anni. Gli over 50, invece, restano i principali utilizzatori dei servizi a pagamento.

Come si sviluppa la vita di un film dopo la sua uscita in sala?

Per ogni biglietto venduto in sala, si registrano otto visioni successive sui servizi pay, che salgono a 19 per il cinema italiano. Questo dimostra una forte sinergia tra la fruizione in sala e quella tramite piattaforme a pagamento.

Qual è l'impatto dello streaming e dei servizi pay sul consumo di film in Italia?

Il 22% degli atti di visione avviene tramite servizi pay, mentre il 62% è fruizione gratuita e meno del 2% riguarda la sala. Il 70% degli utenti pay sono anche spettatori abituali del cinema, segnalando una complementarità tra i canali.

Cosa prevede il futuro per il settore cinematografico italiano secondo le istituzioni?

La sottosegretaria Borgonzoni ha annunciato la riproposizione di Cinema Revolution anche nel 2027, segnalando la stabilità del sistema di sfruttamento dei film dalla sala alla TV. Il prossimo importante riscontro arriverà con i dati di fine 2026.

Pubblicato il: 22 ottobre 2026 alle ore 18:11

Natale Labia

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Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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