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Castel di Guido, villa imperiale riemersa da uno scavo abusivo bloccato
Cultura

Castel di Guido, villa imperiale riemersa da uno scavo abusivo bloccato

Disponibile in formato audio

Scoperta nata da uno scavo abusivo bloccato: i numeri 2024 dei Carabinieri TPC e cosa vedere all'open day del 20 giugno.

Una villa romana di età imperiale è riemersa nella tenuta di Castel di Guido, alla periferia ovest di Roma, durante un intervento d'urgenza della Soprintendenza Speciale di Roma partito da una segnalazione di scavo abusivo. I funzionari del Ministero della Cultura, con i Carabinieri, hanno bloccato l'intervento clandestino e portato alla luce ambienti con murature alte fino a 1,50 metri, mosaici e intonaci dipinti.

Atrio con impluvium, mosaici e la statua di Silvano

Lo scavo, diretto dall'archeologa Alessia Contino, ha individuato l'atrio della villa con impluvium centrale e decorazioni a motivi geometrici e vegetali. Attorno al cortile si sviluppano vani pavimentati a mosaico e ambienti riferibili alle attività produttive del complesso.

Tra i materiali rinvenuti emerge una statua frammentaria in marmo bianco che raffigura un personaggio barbuto con un piccolo animale domestico, vitello o maialino: gli archeologi la identificano provvisoriamente con Silvano, divinità agreste del mondo rurale latino. La villa è inserita nel contesto di Lorium, antica proprietà imperiale lungo la via Aurelia frequentata da Adriano, da Antonino Pio (che vi morì nel 161 d.C.) e da Marco Aurelio. La qualità delle decorazioni musive e pittoriche, sottolinea la Soprintendenza, riconduce a proprietari dell'aristocrazia romana vicini al demanio imperiale.

Cosa raccontano i numeri 2024 dei Carabinieri TPC

La scoperta di Castel di Guido non è venuta alla luce per una campagna programmata: l'innesco è stato uno scavo clandestino segnalato dal territorio. È il fronte ordinario del lavoro del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, bilancio 2024. Nell'anno appena chiuso i Carabinieri TPC hanno deferito 127 persone proprio per scavo clandestino e recuperato 19.505 reperti archeologici integri, 13.916 frammentati e 10.887 monete: in totale oltre 44.000 reperti archeologici sottratti al mercato illecito.

L'attività complessiva ha riconsegnato allo Stato 80.437 beni culturali per un valore stimato di 129,6 milioni di euro, con 1.874 controlli mirati nelle aree archeologiche: quasi cinque al giorno. Tradotto: l'intervento di Castel di Guido non è un'eccezione, è il modello che si ripete quasi quotidianamente in tutta la penisola, e in cui la denuncia da parte di chi vive il territorio resta il primo anello della catena di tutela. Cambia, qui, l'esito narrativo: la villa che gli scavatori abusivi cercavano è diventata un cantiere ufficiale e ora aprirà al pubblico, con un percorso pensato per i cittadini anziché per il mercato nero, esattamente come accaduto nei mesi scorsi con l'affresco dionisiaco riemerso nella Villa dei Misteri di Pompei.

Open day del 20 giugno: trekking di un chilometro

La Soprintendenza Speciale di Roma ha programmato due visite guidate gratuite sabato 20 giugno, alle 17.00 e alle 18.15. Il percorso è un trekking archeologico di circa un chilometro e dura tra l'ora e mezza e le due ore: punto d'incontro all'incrocio fra via di Castel di Guido e via Quarto delle Colonne, prenotazione obbligatoria su Eventbrite. Ai visitatori sono richiesti abbigliamento e scarpe adeguate al terreno e una scorta d'acqua.

La scelta di restituire subito lo scavo ai cittadini, prima che la villa entri nella fase di studio e restauro pluriennale, ricalca l'approccio già visto nella visita del ministro Giuli a Pompei per la sala affrescata: aprire il cantiere quando il pubblico può ancora vedere il lavoro in corso, non solo il prodotto finito. È la stessa logica con cui altre iniziative culturali sono uscite dagli spazi istituzionali e hanno raggiunto direttamente la cittadinanza, dal patrimonio archeologico al manifesto di Andrea Villa esposto a Torino.

La perimetrazione completa della villa richiederà ulteriori campagne di scavo nei prossimi mesi. Per chi non riesce a partecipare all'open day, le indagini sul sito proseguiranno e i mosaici sono già in corso di restauro: il prossimo passo, secondo la Soprintendenza, è capire quanto si estende davvero la struttura sotto la tenuta agricola di Castel di Guido.

Domande frequenti

Come è stata scoperta la villa imperiale di Castel di Guido?

La villa è stata scoperta grazie a una segnalazione di scavo abusivo, che ha portato a un intervento d'urgenza della Soprintendenza Speciale di Roma con il supporto dei Carabinieri.

Quali sono i principali ritrovamenti emersi dallo scavo della villa?

Sono stati rinvenuti ambienti con murature fino a 1,50 metri, mosaici decorati, intonaci dipinti, un atrio con impluvium centrale e una statua frammentaria identificata con la divinità Silvano.

Perché la villa di Castel di Guido è considerata importante dal punto di vista storico?

La villa è collegata al contesto di Lorium, antica proprietà imperiale frequentata da imperatori come Adriano e Marco Aurelio, e le sue decorazioni indicano la presenza di proprietari dell'aristocrazia romana vicini al demanio imperiale.

Che ruolo hanno avuto i Carabinieri TPC nella tutela del sito?

I Carabinieri TPC hanno bloccato lo scavo clandestino e, più in generale, svolgono un'attività costante di controllo e recupero di beni culturali, con oltre 44.000 reperti archeologici recuperati nel 2024 e quasi cinque controlli al giorno nelle aree archeologiche italiane.

Come sarà possibile visitare la villa di Castel di Guido?

La Soprintendenza ha organizzato due visite guidate gratuite il 20 giugno, con un percorso di trekking archeologico di circa un chilometro; la prenotazione è obbligatoria e sono richiesti abbigliamento e scarpe adatti.

Cosa succederà dopo l’open day e quali sono i prossimi passi per il sito?

Dopo l’open day, proseguiranno le indagini archeologiche e il restauro dei mosaici; ulteriori campagne di scavo serviranno a definire l'estensione completa della villa sotto la tenuta agricola.

Pubblicato il: 15 giugno 2026 alle ore 10:31

Michele Monaco

Articolo creato da

Michele Monaco

Redattore Michele Monaco è imprenditore, ricercatore e docente universitario con oltre vent'anni di esperienza nell'innovazione digitale, nella formazione e nella consulenza strategica. Laureato in Scienze Politiche e Internazionali, è CEO di Adventus Consulting Jdoo (Umag, Croazia dove risiede stabilmente) e Presidente Nazionale di ENBAS, ente bilaterale attivo nella formazione professionale e nelle politiche attive per il lavoro. In qualità di Coordinatore Nazionale dei Progetti di Ricerca presso ERSAF, guida iniziative che coniugano intelligenza artificiale e formazione, tra cui FindYourGoal.it, piattaforma di orientamento scuola-lavoro basata sul modello LifeComp, Avatar4University.Org, sistema AI per la creazione di corsi universitari con avatar docente, KeepYouCare.it, piattaforma di telemedicina, telesoccorso e telerefertazione. È inoltre Delegato della Regione Calabria presso il Ministero degli Esteri per la Cooperazione Internazionale ed è membro del tavolo delle regioni, dove coordina un progetto per la creazione di un Hub Formativo in Tunisia. Docente a contratto di Diritto dell'Economia e Diritto Internazionale presso la SSML di Lamezia Terme e presso l'Università Telematica eCampus, è autore di pubblicazioni in ambito pedagogico sulle competenze caratteriali e il framework LifeComp. Ha tenuto interventi al Senato della Repubblica, alla Camera dei Deputati, in Regione Lombardia e a Buenos Aires su temi che spaziano dalla pedagogia speciale, alla telemedicina ed alla cooperazione internazionale. Innovation Manager certificato MISE, unisce visione strategica e competenza tecnologica con una vocazione per il dialogo istituzionale e la ricerca applicata.

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