Il ministero dell'Università e della Ricerca ha firmato il 31 luglio 2026 il decreto ministeriale n. 987, che ripartisce tra gli atenei italiani 1.520 borse di specializzazione destinate ai laureati non medici dell'area sanitaria per l'anno accademico 2025/2026. Il provvedimento porta la firma della ministra Anna Maria Bernini e chiude un blocco amministrativo che la Commissione Albo Odontoiatri e la Fnomceo avevano denunciato ad aprile con una lettera ai ministri Bernini, Orazio Schillaci e Giancarlo Giorgetti.
I destinatari delle 1.520 borse
Le borse sono riservate a sette categorie di laureati non medici: biologi, chimici, farmacisti, fisici, odontoiatri, veterinari e psicologi. Sono le figure indicate dall'articolo 8, comma 1, della legge n. 401/2000, considerate strategiche per il funzionamento del Servizio sanitario nazionale. I 1.520 posti coprono il primo anno delle scuole di specializzazione di area sanitaria non medica e sono finanziati con fondi statali; la distribuzione ateneo per ateneo è fissata nella tabella allegata al Decreto Ministeriale n. 987/2026 - MUR. Si tratta della prima applicazione del nuovo sistema di programmazione introdotto dalla legge di Bilancio 2025, che ha esteso ai non medici la borsa di studio già prevista per gli specializzandi medici.
Un iter partito ad aprile e le criticità aperte
L'iter si era arenato dopo l'approvazione della legge di Bilancio 2025. Perché la borsa diventasse operativa serviva un Dpcm attuativo, adottato su proposta del Mur e di concerto con i ministeri della Salute e dell'Economia. Il decreto della Presidenza del Consiglio è stato firmato il 20 maggio 2026, ma il passaggio finale, cioè la ripartizione dei posti tra gli atenei, è arrivato solo con il decreto n. 987 di oltre due mesi dopo. Nel frattempo la Commissione Albo Odontoiatri, presieduta da Andrea Senna, e la Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, guidata da Filippo Anelli, avevano scritto ai tre ministri competenti per sollecitare lo sblocco delle scuole di specializzazione in ambito odontoiatrico, ferme per ragioni amministrative. Dopo la pubblicazione, Senna ha giudicato positivo il provvedimento, che a suo avviso pone fine a una situazione paradossale con disagi non solo per i colleghi in attesa di specializzarsi ma per l'intero Servizio sanitario nazionale. Il presidente Cao ha però indicato tre criticità irrisolte: l'importo esiguo delle borse, il numero limitato di posti e l'assegnazione vincolata a un reddito sotto la soglia di rischio povertà. Ha inoltre auspicato che il decreto sia il primo passo verso una completa equiparazione delle specialità non mediche a quelle di area medica.
Gli atenei possono ora avviare le procedure di ammissione per l'anno accademico 2025/2026 sulla base della ripartizione approvata. Le associazioni di categoria hanno annunciato che continueranno a chiedere un intervento sul valore economico delle borse e sui criteri di assegnazione, aspetti sui quali il decreto n. 987 non è intervenuto.
Domande frequenti
A chi sono destinate le 1.520 borse di specializzazione previste dal decreto MUR?
Le borse sono destinate a laureati non medici dell'area sanitaria, in particolare a biologi, chimici, farmacisti, fisici, odontoiatri, veterinari e psicologi.
Quali sono le principali novità introdotte dal decreto ministeriale n. 987/2026?
Il decreto ripartisce tra gli atenei italiani 1.520 borse di specializzazione per i non medici, applicando per la prima volta il nuovo sistema previsto dalla legge di Bilancio 2025 che estende la borsa agli specializzandi non medici.
Quali criticità sono state evidenziate dalle associazioni di categoria riguardo al provvedimento?
Le criticità principali riguardano l'importo ritenuto esiguo delle borse, il numero limitato di posti disponibili e l'assegnazione vincolata a un reddito inferiore alla soglia di rischio povertà.
Cosa cambia per gli atenei dopo la firma del decreto?
Gli atenei possono ora avviare le procedure di ammissione per l'anno accademico 2025/2026, seguendo la ripartizione dei posti approvata dal decreto ministeriale n. 987/2026.
Qual è stato l'iter amministrativo che ha portato all'emanazione del decreto?
Dopo l'approvazione della legge di Bilancio 2025, è stato necessario attendere l'adozione di un Dpcm attuativo e infine la ripartizione dei posti con il decreto MUR, superando un blocco amministrativo denunciato dalle associazioni di categoria.
Le associazioni di categoria sono soddisfatte del decreto?
Pur giudicando positivamente lo sblocco delle scuole di specializzazione, le associazioni continueranno a chiedere miglioramenti sull'importo delle borse e sui criteri di assegnazione, considerati ancora insoddisfacenti.