Anna Maria Bernini, ministro dell'Università e della Ricerca, ha aperto a Gibuti un percorso di cooperazione scientifica e accademica con il governo del Corno d'Africa. La missione rientra nel Piano Mattei per la ricerca e l'alta formazione - MUR e ha toccato sette settori strategici, dalla ricerca marina all'intelligenza artificiale, ed è stata accompagnata da una tappa alla base militare italiana e alla stazione dei cavi sottomarini.
Sette settori al centro del dialogo accademico
Nel corso della visita, Bernini ha incontrato il presidente Ismail Omar Guelleh e quattro ministri gibutiani: Ilyas Moussa Dawaleh per Economia, Finanze e Industria, Radwan Abdillahi Bahdon per l'Agricoltura, Mohamed Abdulkader Mussa Elém per le Comunicazioni e Djama Mohamed Hassan per l'Energia. Un ventaglio di interlocutori che copre gli assi economici e tecnologici indicati dai due governi come prioritari per la cooperazione.
Al centro dei colloqui, l'avvio di una collaborazione fra atenei ed enti di ricerca dei due Paesi. I settori individuati come strategici sono energie rinnovabili, gestione delle risorse idriche, intelligenza artificiale, scienze marine, agritech, salute pubblica e cambiamenti climatici. Sono aree che intercettano sia le priorità dello sviluppo gibutiano, esposto a scarsità idrica e transizione energetica, sia le competenze accreditate del sistema universitario italiano, dalle scienze del mare alle agrotecnologie.
Il ministero segnala che la missione pone le basi per accordi futuri fra università, enti di ricerca e istituzioni, ma non anticipa risorse economiche né tempi definiti per i primi bandi di collaborazione. Restano da definire i canali di finanziamento e la governance operativa dei tavoli tecnici.
Base 'Amedeo Guillet', cavi sottomarini e sicurezza del Mar Rosso
L'agenda scientifica si è intrecciata con la componente militare e infrastrutturale della presenza italiana a Gibuti. Bernini ha visitato la Base Militare Italiana di Supporto 'Amedeo Guillet' e la fregata 'Carlo Bergamini', portando il saluto delle istituzioni al contingente impegnato nell'area del Mar Rosso, tra le rotte marittime più esposte del pianeta.
Il ministro si è poi recato alla stazione di transito dei cavi sottomarini per le telecomunicazioni. Un progetto promosso dalla Fondazione Med-Or consentirà alle autorità gibutiane di ispezionare e mettere in sicurezza le infrastrutture di comunicazione che passano dal Paese, snodo obbligato per il traffico dati tra Europa, Africa e Asia.
L'operazione rafforza le capacità di controllo dei cavi rispetto al passato, in un tratto di mare in cui gli incidenti alle dorsali digitali hanno effetti diretti su banche, servizi cloud e traffico internet europeo, con ricadute anche sulle comunicazioni militari e sulle rotte commerciali del Mar Rosso.
La visita non produce accordi vincolanti, ma inserisce l'università e la ricerca italiana fra gli strumenti operativi del Piano Mattei per il Corno d'Africa. I prossimi mesi diranno se dalle sette aree indicate emergeranno progetti concreti fra atenei e centri di ricerca dei due Paesi, con quali finanziamenti pubblici o privati e con quale ruolo per gli enti di ricerca coinvolti.
Domande frequenti
Quali sono i settori strategici individuati per la cooperazione tra Italia e Gibuti?
I settori strategici individuati sono energie rinnovabili, gestione delle risorse idriche, intelligenza artificiale, scienze marine, agritech, salute pubblica e cambiamenti climatici.
Qual è l'obiettivo principale della missione di Anna Maria Bernini a Gibuti?
L'obiettivo principale è avviare un percorso di cooperazione scientifica e accademica tra università ed enti di ricerca italiani e gibutiani, nell'ambito del Piano Mattei per la ricerca e l'alta formazione.
Sono già stati definiti accordi concreti o finanziamenti per i progetti di collaborazione?
No, la missione non ha prodotto accordi vincolanti né ha anticipato risorse economiche o tempi definiti per i primi bandi di collaborazione. Restano ancora da definire i canali di finanziamento e la governance operativa.
Che ruolo hanno avuto la base militare e la stazione dei cavi sottomarini nella visita?
La visita ha incluso la base militare italiana e la stazione dei cavi sottomarini per sottolineare l'importanza della sicurezza infrastrutturale e delle comunicazioni, elementi chiave per la stabilità e lo sviluppo della regione.
In che modo questa iniziativa si inserisce nel Piano Mattei per il Corno d'Africa?
L'iniziativa inserisce università e ricerca italiana tra gli strumenti operativi del Piano Mattei, puntando a rafforzare la cooperazione in settori prioritari per lo sviluppo e la sicurezza del Corno d'Africa.