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Sostegno scolastico, il paradosso del Nord nei dati ISTAT 2024-2025
Scuola

Sostegno scolastico, il paradosso del Nord nei dati ISTAT 2024-2025

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Dati ISTAT 2024-2025: al Nord il 32% dei docenti di sostegno non è specializzato (vs 11% al Sud) e il 26% arriva in ritardo all'avvio dell'anno.

Al Nord il 32% dei docenti di sostegno non ha una formazione specifica, al Sud la quota scende all'11%. Il rapporto ISTAT sull'inclusione scolastica per l'anno 2024-2025 capovolge la geografia abituale delle disuguaglianze educative.

I numeri dell'inclusione

Nelle scuole italiane ci sono 377mila alunni con disabilità, il 4,8% degli iscritti totali. La quota è quasi raddoppiata in dieci anni: nel 2014-2015 si fermava al 2,6%. Gli insegnanti dedicati al sostegno hanno superato le 261mila unità, con un incremento del 6% rispetto all'anno precedente, e quasi 250mila operano nelle scuole statali.

Il rapporto alunno-insegnante è 1,4 nella scuola statale, ben sotto il tetto di un docente ogni due alunni fissato dalla Legge 244/2007. Anche la formazione registra progressi: la quota di insegnanti specializzati è salita dal 63% al 78% in cinque anni, mentre gli assistenti all'autonomia hanno raggiunto le 85mila unità (+7%). Il dato medio di ore di sostegno per studente è cresciuto da 15,3 a 15,8 ore settimanali rispetto al 2021/2022. Statistica Report ISTAT sull'inclusione scolastica 2024-2025 documenta tuttavia disparità territoriali e formative ancora marcate.

Il Piano Educativo Individualizzato risulta redatto per il 97% degli studenti, ma solo nel 40% dei casi è collegato a un progetto di vita formalizzato, segnale di scarso coordinamento tra scuola e servizi territoriali.

Il paradosso del Nord

Le regioni settentrionali, di solito viste come quelle con scuole meglio organizzate, mostrano la maggior carenza di personale specializzato. Il 32% dei docenti di sostegno al Nord non ha una formazione specifica, contro l'11% del Mezzogiorno. I ritardi nelle nomine seguono lo stesso schema: a inizio anno scolastico il 26% dei docenti del Nord non era stato ancora assegnato, contro una media nazionale del 22%.

Anche le ore settimanali raccontano un'asimmetria controintuitiva. Nel Mezzogiorno ogni alunno con disabilità riceve mediamente 17,4 ore di sostegno, al Nord 14,3. Una spiegazione la fornisce lo stesso rapporto: nelle regioni meridionali manca l'assistente all'autonomia per il 4,9% degli alunni e le scuole compensano con più ore di sostegno, anche se le due figure non sono sostitutive.

Il paradosso si riflette nei contenziosi: i ricorsi al TAR per ore inadeguate al Nord coinvolgono il 2,9% delle famiglie, al Sud il 5,3%, con media nazionale del 3,8%. La carenza di specialisti pesa soprattutto sui livelli iniziali della scolarizzazione: il 27% nella scuola dell'infanzia, il 28% nella primaria, contro il 10% della secondaria di secondo grado, dove la specializzazione raggiunge il 90% del corpo docente.

Discontinuità e nuove regole sulla conferma

La cifra che resta più stabile nel tempo è quella della discontinuità: il 59,7% degli alunni con disabilità ha cambiato insegnante rispetto all'anno precedente, una quota che sale al 70% nella scuola dell'infanzia e al 61% nella secondaria di primo grado. Il 9,4% cambia anche durante l'anno scolastico, vanificando in molti casi il lavoro impostato nei primi mesi.

Il governo prova a contenere il fenomeno con il DM n. 32 del 26 febbraio 2025, che permette la conferma del docente già assegnato su richiesta delle famiglie. La misura ha generato tensioni con FLC CGIL e Gilda Unams, che hanno impugnato il decreto davanti al TAR del Lazio. Dal 28 maggio 2026 sono aperte le funzioni SIDI per raccogliere le richieste delle famiglie per l'anno scolastico 2026/2027.

Sul versante della formazione, il piano del Ministero passa dai nuovi corsi di specializzazione: l'Osservatorio permanente per l'inclusione scolastica ha dato il via libera ai decreti ministeriali 75 e 77, mentre i percorsi rivolti ai triennalisti e ai docenti specializzati all'estero richiedono almeno tre anni di servizio sul sostegno per l'accesso.

L'allargamento della platea formativa inciderà proprio sul divario Nord-Sud che il rapporto ISTAT certifica: il prossimo Statistica Report, atteso nella primavera 2027, sarà il banco di prova per misurare se la geografia del sostegno comincia a riequilibrarsi.

Domande frequenti

Qual è il principale paradosso emerso dai dati ISTAT 2024-2025 sul sostegno scolastico?

Il paradosso riguarda il fatto che al Nord, solitamente considerato più efficiente, il 32% dei docenti di sostegno non ha una formazione specifica, mentre al Sud questa quota è solo dell'11%.

Come si distribuiscono le ore di sostegno agli alunni con disabilità tra Nord e Sud?

Nel Mezzogiorno ogni alunno con disabilità riceve mediamente 17,4 ore di sostegno settimanali, mentre al Nord le ore sono 14,3, evidenziando una maggiore copertura al Sud.

Quali sono le principali criticità nella continuità degli insegnanti di sostegno?

Il 59,7% degli alunni con disabilità cambia insegnante rispetto all'anno precedente, con percentuali ancora più alte nella scuola dell'infanzia e nella secondaria di primo grado, generando discontinuità nel percorso educativo.

Cosa prevede il DM n. 32 del 26 febbraio 2025 riguardo la conferma degli insegnanti di sostegno?

Il decreto permette la conferma del docente di sostegno già assegnato su richiesta delle famiglie, per ridurre la discontinuità, ma ha incontrato opposizioni sindacali e ricorsi al TAR.

Quali sono le novità introdotte in ambito formativo per gli insegnanti di sostegno?

Sono stati avviati nuovi corsi di specializzazione e percorsi specifici per i docenti triennalisti e quelli formati all'estero, che richiedono almeno tre anni di servizio sul sostegno per l'accesso, con l'obiettivo di riequilibrare il divario Nord-Sud.

A che punto è la redazione dei Piani Educativi Individualizzati (PEI) e la loro efficacia?

Il PEI è redatto per il 97% degli studenti con disabilità, ma solo nel 40% dei casi è collegato a un progetto di vita formalizzato, segnalando una carenza di coordinamento tra scuola e servizi territoriali.

Pubblicato il: 28 maggio 2026 alle ore 16:44

Antonello Torchia

Articolo creato da

Antonello Torchia

Direttore Responsabile di EduNews24.it Antonello Torchia è giornalista professionista, politologo e geografo, con un percorso formativo e professionale di ampio respiro che integra competenze in ambito economico, geopolitico, comunicativo e territoriale. Vanta una solida formazione accademica multidisciplinare: ha conseguito la Laurea in Economia e Commercio (quadriennale, Vecchio Ordinamento), la Laurea Magistrale in Relazioni Internazionali (LM-52) con la votazione di 110/110 e lode, e la Laurea Magistrale in Scienze Geografiche (LM-80). Un trittico di competenze che gli consente di leggere i fenomeni contemporanei con una prospettiva che abbraccia le dinamiche economiche, le relazioni tra Stati e le dimensioni spaziali e territoriali della società. Nel corso della sua carriera ha maturato una significativa esperienza nella comunicazione istituzionale e politica, collaborando con emittenti televisive e testate della carta stampata. Questa esperienza sul campo gli ha conferito una padronanza trasversale dei linguaggi mediatici, dalla televisione al digitale. Attualmente ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di EduNews24.it, testata giornalistica online dedicata al mondo dell'istruzione, della formazione e delle politiche educative italiane ed europee, dove cura la linea editoriale e supervisiona la produzione di contenuti rivolti a docenti, studenti, istituzioni e operatori del settore educativo. È inoltre docente di Comunicazione presso la SSML Città di Lamezia Terme, istituto universitario specializzato nella mediazione linguistica, dove mette a disposizione delle nuove generazioni di professionisti della comunicazione il proprio bagaglio di competenze giornalistiche, analitiche e accademiche.

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