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Salvatores in classe: i dati reali su autismo e sostegno scolastico
Scuola

Salvatores in classe: i dati reali su autismo e sostegno scolastico

Disponibile in formato audio

Il film di Salvatores racconta Vincent autistico. Nelle scuole italiane sono 107mila e per il 57% il docente di sostegno cambia ogni anno.

Nelle scuole italiane gli alunni con disturbo dello spettro autistico sono circa 107mila, uno su tre fra quelli con disabilità certificata. Il film di Gabriele Salvatores Tutto il mio folle amore torna a circolare come strumento didattico per medie e superiori, accompagnato da schede su italiano, educazione civica, psicologia e filosofia. Vale la pena leggerlo accanto ai numeri reali della scuola italiana, perchè il contesto che il film racconta ha dati molto specifici e di forte impatto.

Vincent, Willi e il film come scheda interdisciplinare

Tratto dal libro di Fulvio Ervas Se ti abbraccio non aver paura è ispirato alla vicenda reale di Franco e Andrea Antonello, il film del 2019 racconta il road movie di Willi, musicista girovago, e di Vincent, sedici anni, autistico, che non ha mai conosciuto il padre naturale. Il cast unisce Claudio Santamaria, Giulio Pranno, Diego Abatantuono e Valeria Golino.

Le schede didattiche che circolano nelle scuole insistono su un punto preciso: non identificare la persona con la diagnosi, ragionare sulla neurodiversità, lavorare sul tempo necessario per costruire un rapporto. Lo stesso approccio guida iniziative culturali ad ampio raggio come la campagna #ioleggoperche 2025 per donare libri alle biblioteche scolastiche, pensata per portare contenuti culturali in classe in modo strutturato.

I 107mila Vincent della scuola italiana

Il dato che inquadra la portata della questione viene dal rapporto Istat sull'inclusione scolastica degli alunni con disabilità. Nell'anno scolastico 2022/2023 gli studenti con disturbo dello spettro autistico nelle scuole italiane erano circa 107mila, il 32% degli alunni con disabilità. Cinque anni prima, nel 2017/2018, erano 43mila: la crescita supera il 149% ed e il maggiore aumento fra tutte le categorie di disabilità censite.

Allargando lo sguardo all'anno scolastico 2023/2024, i numeri ufficiali Istat consegnano un quadro ancora più definito:

  • 359mila alunni con disabilita nelle scuole italiane, pari al 4,5% degli iscritti (fonte MIM)
  • +6% rispetto all'anno precedente e +26% rispetto al 2018/2019, con 75mila studenti in più in cinque anni
  • Disturbi dello sviluppo psicologico al 34,8% degli alunni con disabilità, quota che sale al 62,7% nella scuola dell'infanzia e al 39,1% nella primaria
  • 228 maschi ogni 100 femmine tra gli alunni con disabilità, divario tipico dei disturbi dello sviluppo neurologico, autismo incluso

Cosa frena l'inclusione che il film racconta

Nel film, il legame tra Willi e Vincent funziona perchè c'è tempo per costruirlo. Nelle aule italiane il tempo è la risorsa più rara. Sempre dal rapporto Istat aggiornato al 2023/2024 emerge che il 57% degli alunni con disabilità ha cambiato insegnante di sostegno rispetto all'anno precedente. La quota sale al 61% nella secondaria di primo grado e tocca il 69% nella scuola dell'infanzia. Un ulteriore 8,4% cambia docente di sostegno anche nel corso dello stesso anno scolastico.

A questo si aggiunge il nodo della formazione: il 27% degli insegnanti di sostegno è stato selezionato dalle liste curricolari, quindi senza specializzazione specifica. Al Nord la quota arriva al 38%, nel Mezzogiorno si ferma al 13%. Un altro 11% degli insegnanti di sostegno risulta non assegnato a un mese dall'inizio della scuola. Per uno studente come Vincent, che ha bisogno di una relazione costruita nel tempo per fidarsi e comunicare, ricominciare ogni settembre con un volto nuovo è il primo ostacolo concreto al lavoro di inclusione che la scuola si propone.

Portare il film in classe: la scheda che manca

Il cinema italiano di autore ha già mostrato di poter dare alle scuole materiali di discussione ad alta densità, dalla rilettura del rapporto fra famiglia e identità nelle nuove rivelazioni su Maria Seccardi, l'amore giovanile di Pasolini fino al road movie di Salvatores. Per gli insegnanti che intendono usare il film alle medie e alle superiori, la scheda più utile è quella che incrocia il piano narrativo con quello dei dati: il messaggio sull'accettazione della diversità acquista significato se accanto al lavoro su Vincent gli studenti vedono numeri precisi sull'inclusione reale. Sei alunni con disabilità su dieci, ogni anno, devono ricominciare con un volto nuovo davanti.

Domande frequenti

Quanti sono gli alunni con disturbo dello spettro autistico nelle scuole italiane?

Secondo i dati Istat relativi all'anno scolastico 2022/2023, gli alunni con disturbo dello spettro autistico nelle scuole italiane sono circa 107mila, pari al 32% degli studenti con disabilità certificata.

Qual è il ruolo del film 'Tutto il mio folle amore' di Salvatores nella didattica scolastica?

Il film viene utilizzato come strumento didattico nelle scuole medie e superiori, accompagnato da schede interdisciplinari che aiutano a riflettere su temi come la neurodiversità, l'identità e l'inclusione, integrando dati reali e favorendo la discussione in classe.

Quali sono le principali difficoltà nell'inclusione scolastica degli studenti con autismo?

Le difficoltà principali sono la frequente rotazione degli insegnanti di sostegno, la mancanza di continuità nella relazione educativa e la presenza di insegnanti non specializzati, fattori che ostacolano la costruzione di rapporti di fiducia fondamentali per l'inclusione.

Come sono distribuiti gli alunni con disabilità nelle scuole italiane?

Nell'anno scolastico 2023/2024 gli alunni con disabilità sono 359mila, pari al 4,5% degli iscritti, con una prevalenza di disturbi dello sviluppo psicologico e un rapporto di 228 maschi ogni 100 femmine tra gli alunni con disabilità.

Perché è importante integrare i dati reali con l'opera cinematografica in classe?

L'integrazione tra narrazione cinematografica e dati reali permette agli studenti di comprendere la complessità dell'inclusione scolastica, rendendo il messaggio sull'accettazione della diversità più concreto e attuale.

Quanto incide la formazione degli insegnanti di sostegno sull'inclusione?

La formazione degli insegnanti di sostegno è cruciale: il 27% è selezionato senza specializzazione specifica, con percentuali più alte al Nord, il che può limitare l'efficacia degli interventi inclusivi e la qualità dell'accompagnamento educativo.

Pubblicato il: 15 giugno 2026 alle ore 10:49

Antonello Torchia

Articolo creato da

Antonello Torchia

Direttore Responsabile di EduNews24.it Antonello Torchia è giornalista professionista, politologo e geografo, con un percorso formativo e professionale di ampio respiro che integra competenze in ambito economico, geopolitico, comunicativo e territoriale. Vanta una solida formazione accademica multidisciplinare: ha conseguito la Laurea in Economia e Commercio (quadriennale, Vecchio Ordinamento), la Laurea Magistrale in Relazioni Internazionali (LM-52) con la votazione di 110/110 e lode, e la Laurea Magistrale in Scienze Geografiche (LM-80). Un trittico di competenze che gli consente di leggere i fenomeni contemporanei con una prospettiva che abbraccia le dinamiche economiche, le relazioni tra Stati e le dimensioni spaziali e territoriali della società. Nel corso della sua carriera ha maturato una significativa esperienza nella comunicazione istituzionale e politica, collaborando con emittenti televisive e testate della carta stampata. Questa esperienza sul campo gli ha conferito una padronanza trasversale dei linguaggi mediatici, dalla televisione al digitale. Attualmente ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di EduNews24.it, testata giornalistica online dedicata al mondo dell'istruzione, della formazione e delle politiche educative italiane ed europee, dove cura la linea editoriale e supervisiona la produzione di contenuti rivolti a docenti, studenti, istituzioni e operatori del settore educativo. È inoltre docente di Comunicazione presso la SSML Città di Lamezia Terme, istituto universitario specializzato nella mediazione linguistica, dove mette a disposizione delle nuove generazioni di professionisti della comunicazione il proprio bagaglio di competenze giornalistiche, analitiche e accademiche.

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