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Rinnovo CCNL scuola 2025-2027: si apre all'ARAN il tavolo contrattuale, i sindacati puntano su stipendi più alti
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Rinnovo CCNL scuola 2025-2027: si apre all'ARAN il tavolo contrattuale, i sindacati puntano su stipendi più alti

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Primo incontro l'11 marzo tra le parti sociali e l'Agenzia per la rappresentanza negoziale. FLC CGIL denuncia i ritardi, CISL Scuola chiede tempi certi, Gilda Unams vuole aumenti sulle retribuzioni base. Prossimo appuntamento il 24 marzo.

Il primo incontro all'ARAN: parte la trattativa

Dopo mesi di attesa, il cantiere del rinnovo del CCNL del comparto istruzione e ricerca per il triennio 2025-2027 è finalmente aperto. L'11 marzo 2026 si è svolto presso la sede dell'ARAN (Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle pubbliche amministrazioni) il primo incontro formale tra la parte datoriale e le organizzazioni sindacali rappresentative del settore.

Un avvio che, va detto subito, arriva con tempistiche tutt'altro che rapide rispetto alla scadenza del precedente contratto. Una dinamica ormai cronica nel pubblico impiego italiano — e nel comparto scuola in particolare — dove il ritardo nel rinnovo contrattuale è quasi la regola piuttosto che l'eccezione.

Stando a quanto emerge dai resoconti delle delegazioni presenti, la seduta ha avuto carattere prevalentemente esplorativo: l'ARAN ha illustrato il quadro di riferimento normativo e finanziario entro cui si muoverà la negoziazione, mentre i sindacati hanno posto sul tavolo le rispettive piattaforme rivendicative. Il prossimo incontro è fissato per il 24 marzo, data in cui le parti dovrebbero entrare nel merito delle singole questioni contrattuali.

Il tema centrale, come prevedibile, è uno: l'aumento degli stipendi di docenti e personale ATA, una categoria che da anni denuncia il crescente divario retributivo rispetto ai colleghi europei e rispetto ad altri settori della pubblica amministrazione. Una questione che, peraltro, ha alimentato negli ultimi tempi anche forti mobilitazioni, come testimoniato dallo Sciopero nella Scuola: I Dati Definitivi del MIM per l'Adesione al 4 Aprile 2025.

Le posizioni dei sindacati: tra critiche e richieste concrete

Il fronte sindacale si presenta al tavolo con posizioni convergenti sull'obiettivo — stipendi più alti — ma con sfumature diverse su metodo e priorità. Vediamo nel dettaglio.

FLC CGIL: "Ritardi inaccettabili"

La FLC CGIL non ha risparmiato critiche. Il sindacato guidato da Gianna Fracassi ha puntato il dito contro i tempi della trattativa, giudicati del tutto inadeguati rispetto alle esigenze di oltre un milione di lavoratori del comparto. La denuncia è netta: si arriva a discutere del contratto 2025-2027 quando il precedente rinnovo ha richiesto anni di negoziazione, lasciando i lavoratori della scuola in una condizione di prolungata vacanza contrattuale.

"Ogni mese di ritardo — è la sostanza del ragionamento della FLC CGIL — si traduce in una perdita secca di potere d'acquisto per il personale scolastico e della ricerca". Il sindacato chiede dunque un'accelerazione decisa e, soprattutto, risorse aggiuntive rispetto a quelle attualmente stanziate.

La critica si inserisce in un quadro più ampio di disagio del mondo scolastico, dove la difficoltà di attrarre e trattenere professionisti qualificati è ormai un'emergenza riconosciuta. Come sottolineato anche da voci autorevoli della divulgazione scientifica, la scuola fatica sempre più a comunicare con le nuove generazioni, e le condizioni retributive del personale rappresentano un tassello cruciale di questo problema.

CISL Scuola: chiudere il contratto entro il triennio

Approccio diverso, ma non meno determinato, quello della CISL Scuola. Il sindacato guidato da Ivana Barbacci ha posto l'accento su un obiettivo che potrebbe sembrare scontato ma che, alla luce della storia recente delle relazioni sindacali nel comparto, è tutt'altro che banale: chiudere il contratto entro la vigenza del triennio 2025-2027.

Un traguardo che, se raggiunto, rappresenterebbe quasi un'anomalia positiva. Basti ricordare che il CCNL 2019-2021 è stato firmato solo nel gennaio 2024, con un ritardo di quasi tre anni. Per la CISL Scuola, evitare il ripetersi di questa situazione è una questione di credibilità dell'intero sistema di relazioni sindacali nel pubblico impiego.

Sul piano economico, anche la CISL chiede incrementi retributivi significativi, con particolare attenzione alla valorizzazione delle professionalità e alla riduzione del gap con la media europea.

Gilda Unams: la priorità sono gli stipendi base

La Gilda degli Insegnanti - Unams ha portato al tavolo una posizione estremamente chiara e focalizzata: gli aumenti devono andare direttamente sugli stipendi base, senza dispersioni in indennità accessorie, fondi per la contrattazione integrativa o meccanismi premiali che finiscono per coinvolgere solo una parte del personale.

È una posizione storicamente coerente con l'impostazione del sindacato, che da sempre privilegia la tutela della funzione docente e la dignità retributiva dell'insegnamento come professione intellettuale. La Gilda contesta, in sostanza, la tendenza — emersa nei precedenti rinnovi — a frammentare le risorse disponibili in mille rivoli, diluendo l'impatto effettivo sulle buste paga.

La richiesta è semplice quanto ambiziosa: incrementi lineari sulle retribuzioni tabellari, percepibili immediatamente da tutto il personale, senza condizionamenti legati a valutazioni o incarichi aggiuntivi.

Il nodo delle risorse e i prossimi passi

Al di là delle posizioni sindacali, la partita vera si giocherà inevitabilmente sulle risorse finanziarie che il Governo metterà a disposizione del rinnovo. L'ARAN, come noto, negozia nei limiti degli stanziamenti definiti dalle leggi di bilancio, e il margine di manovra dipende interamente dalle scelte di politica economica dell'esecutivo.

I sindacati sono unanimi nel ritenere insufficienti le cifre attualmente previste. Il riferimento implicito è all'inflazione cumulata degli ultimi anni — che ha eroso in modo significativo il potere d'acquisto degli stipendi del comparto — e alla necessità di un segnale forte per rendere la professione docente nuovamente attrattiva.

Il 24 marzo si terrà il secondo round della trattativa. Sarà un passaggio importante per capire se le parti riusciranno a entrare rapidamente nel vivo della negoziazione o se, come temono in molti, si profilerà l'ennesimo percorso a ostacoli destinato a protrarsi ben oltre i tempi fisiologici.

Nel frattempo, il mondo della scuola continua a muoversi su più fronti: dalla riflessione sulle metodologie didattiche innovative — come quelle emerse durante il recente Convegno Nazionale A.N.DI.S. sull'educazione all'aperto — alle questioni strutturali di un sistema che ha bisogno di investimenti, non solo di proclami. La trattativa contrattuale appena avviata dirà molto sulla direzione che il Paese intende dare alla propria istruzione pubblica.

Pubblicato il: 12 marzo 2026 alle ore 10:37

Domande frequenti

Quando è iniziata la trattativa per il rinnovo del CCNL scuola 2025-2027?

La trattativa è iniziata ufficialmente l'11 marzo 2026 con il primo incontro formale presso la sede dell'ARAN tra la parte datoriale e le organizzazioni sindacali rappresentative del settore.

Quali sono le principali richieste dei sindacati in questa fase della trattativa?

I sindacati chiedono principalmente aumenti significativi degli stipendi per docenti e personale ATA, risorse aggiuntive rispetto a quelle attualmente stanziate, e una maggiore valorizzazione delle professionalità, con particolare attenzione alla riduzione del gap retributivo rispetto alla media europea.

Qual è la posizione della Gilda Unams riguardo agli aumenti retributivi?

La Gilda Unams sostiene che gli aumenti debbano andare direttamente sugli stipendi base, senza dispersioni in indennità accessorie o fondi per contrattazione integrativa, puntando su incrementi lineari e immediatamente percepibili da tutto il personale.

Cosa ostacola una rapida conclusione del rinnovo contrattuale?

L'ostacolo principale è rappresentato dalla disponibilità delle risorse finanziarie, che dipendono dagli stanziamenti previsti dal Governo, considerati insufficienti dai sindacati anche a causa dell'inflazione che ha eroso il potere d'acquisto degli stipendi.

Quando si terrà il prossimo incontro tra le parti e cosa ci si attende?

Il prossimo incontro è fissato per il 24 marzo, e sarà un momento chiave per valutare se le parti riusciranno a entrare nel merito delle questioni contrattuali e ad accelerare la negoziazione.

Redazione EduNews24

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