Le domande per gli elenchi regionali per il ruolo 2026/2027 si apriranno presumibilmente il 6 maggio e chiuderanno il 25 maggio 2026 alle ore 23.59, secondo quanto comunicato dalla UIL Scuola. Le date non sono ancora confermate ufficialmente dal Ministero, ma il decreto MIM n. 68 del 22 aprile 2026 ha fissato tutte le regole operative. Chi vuole partecipare ha meno di una settimana per verificare di avere SPID o CIE attivi e l'accesso al servizio Istanze on line.
Come e quando presentare la domanda
L'istanza va inviata esclusivamente in modalità telematica tramite il Portale unico del reclutamento, raggiungibile su www.inpa.gov.it, oppure attraverso la Piattaforma Concorsi e Procedure Selettive del MIM (www.mim.gov.it). Per accedere servono SPID o Carta di Identità Elettronica (CIE) e l'abilitazione al servizio Istanze on line. Istanze presentate con modalità diverse non verranno prese in considerazione.
La finestra si apre presumibilmente il 6 maggio alle ore 9.00 e scade il 25 maggio alle ore 23.59, ovvero al dicianovesimo giorno successivo all'apertura delle funzioni sul portale. Una sola istanza copre tutte le classi di concorso per cui si ha titolo nella regione prescelta.
Chi può fare domanda: concorsi ammessi e requisiti
Possono richiedere l'inserimento i docenti che hanno partecipato a concorsi banditi dal 1° gennaio 2020 e ottenuto almeno 70 punti nella prova orale, con graduatoria pubblicata entro il 10 dicembre 2025. Rientrano nella platea:
- concorsi ordinari 2020 per infanzia, primaria e secondaria
- concorso straordinario 2020 per la secondaria (minimo 56 punti nella prova scritta)
- concorsi STEM 1 e STEM 2
- concorso per l'educazione motoria nella primaria
- concorsi PNRR 1 del 2023 e PNRR 2 del 2024
Sono esclusi i docenti già titolari di contratto a tempo indeterminato o di contratto a tempo determinato finalizzato al ruolo, a prescindere dalla procedura concorsuale con cui lo hanno ottenuto.
La scelta della regione e la finestra dei 5 giorni
Il punto che più distingue gli elenchi regionali dalle altre procedure di reclutamento è questo: ogni candidato può concorrere per una sola regione. La scelta vale per tutte le classi di concorso inserite nell'istanza e non può essere modificata dopo l'invio. Non esistono domande parallele per più regioni.
Questo significa che un docente che lavora in una regione diversa da quella in cui vuole stabilizzarsi deve decidere con attenzione prima del 6 maggio. Puntare sulla regione dove si ha già supplenza garantisce continuità nel breve periodo, ma gli elenchi regionali per il ruolo non sono una graduatoria di mobilità: la nomina arriverà solo nella regione indicata nell'istanza.
Una volta che lo scorrimento porta a un'assegnazione, scatta un secondo vincolo: il docente ha cinque giorni per accettare o rinunciare esplicitamente alla sede scolastica. Se non risponde entro quel termine, la mancata accettazione viene equiparata a rinuncia. La decadenza è automatica e comporta la cancellazione dall'elenco regionale per tutte le classi di concorso.
Accettare la sede ha un'ulteriore conseguenza concreta: rende impossibile ottenere qualsiasi incarico a tempo determinato o supplenza per il resto dell'anno scolastico. Chi è inserito anche nelle graduatorie GPS per le supplenze 2025 deve tenerne conto: accettare la nomina da elenco regionale significa rinunciare a qualsiasi altra supplenza fino a settembre.
Per chi ha presentato domanda anche per gli elenchi aggiuntivi GPS di prima fascia, vale la pena fare un confronto tra le due strade prima di inviare l'istanza: la via del ruolo offre stabilità contrattuale, quella delle supplenze mantiene la flessibilità sulla sede e sull'anno scolastico.
Per seguire gli aggiornamenti sulle date ufficiali e le istruzioni operative definitive, il punto di riferimento resta il portale inPA su www.inpa.gov.it: le funzionalità di candidatura si attiveranno al momento dell'apertura della procedura, attesa per il 6 maggio.