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Bernini per il Primo Maggio: pensiero a università, ricerca e AFAM
Editoriali

Bernini per il Primo Maggio: pensiero a università, ricerca e AFAM

Disponibile in formato audio

Il messaggio di Bernini per il Primo Maggio 2026 dedica un pensiero speciale a università, ricerca e alta formazione artistica. Le parole della ministra.

La ministra dell'Università e della Ricerca Anna Maria Bernini ha pubblicato il 1° maggio un messaggio sui social in occasione della Festa dei Lavoratori. Il testo, diffuso dall'Agenzia Nova, riserva un "pensiero speciale" a chi lavora nel mondo dell'università, della ricerca e dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM), definite dalla ministra "realtà che custodiscono conoscenza, formano nuove generazioni e costruiscono futuro".

Il testo del messaggio

Nel post, Bernini allarga il riconoscimento a diversi settori del lavoro: "In ogni ospedale che cura, dietro ogni strumento che dà vita alla musica, in ogni divisa che garantisce sicurezza, in ogni aula universitaria che si apre al sapere, ci sono persone. Persone che ogni giorno lavorano con impegno, passione, responsabilità". L'augurio finale è rivolto a "tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori" per "il contributo concreto che offrono, ogni giorno, alla crescita dell'Italia".

Università, ricerca e AFAM: i tre settori del ministero

La citazione esplicita dell'AFAM nel messaggio di Primo Maggio riflette la competenza del Ministero dell'Università e della Ricerca, che sovrintende non solo agli atenei e agli enti di ricerca, ma anche all'alta formazione artistica, musicale e coreutica. Questo comparto comprende i Conservatori di musica, le Accademie di Belle Arti, l'Accademia Nazionale di Danza, l'Accademia Nazionale di Arte Drammatica e gli Istituti superiori per le industrie artistiche (ISIA), distribuiti su tutto il territorio nazionale.

Il sistema universitario italiano include atenei statali, non statali e telematici, con centinaia di migliaia di iscritti ogni anno. Gli enti pubblici di ricerca vigilati dal Ministero comprendono il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e altre istituzioni scientifiche di rilievo nazionale. A questi si aggiunge la rete AFAM, che Bernini cita nel proprio messaggio di Primo Maggio sullo stesso piano degli altri due comparti.

I docenti che operano in Conservatori e Accademie di Belle Arti sono inquadrati secondo un contratto collettivo specifico del settore AFAM, distinto da quello dei docenti universitari. Il Ministero dell'Università e della Ricerca è l'amministrazione di riferimento per l'assunzione e la gestione del personale, anche in relazione alle procedure di stabilizzazione dei lavoratori precari che interessano il settore da anni.

Il riferimento di Bernini segnala la visibilità di un settore spesso meno presente nel dibattito pubblico rispetto agli atenei e agli enti di ricerca. Il comparto AFAM è da anni oggetto di discussioni parlamentari riguardo al riconoscimento giuridico dei propri lavoratori e all'armonizzazione con il sistema universitario.

Le istituzioni AFAM formano ogni anno migliaia di professionisti nel campo dell'arte, della musica e dello spettacolo. Accademie, Conservatori e Istituti ISIA sono presenti in quasi tutte le regioni italiane, con una rete che copre sia i grandi centri urbani sia molte realtà territoriali minori. Docenti e personale tecnico-amministrativo di questi istituti rientrano nel perimetro diretto del Ministero dell'Università e della Ricerca, che per il Primo Maggio 2026 li ha inclusi esplicitamente nel proprio messaggio di riconoscimento ai lavoratori.

Pubblicato il: 1 maggio 2026 alle ore 11:40

Domande frequenti

Cosa si intende per AFAM e quali istituzioni ne fanno parte?

AFAM è l'acronimo di Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica e comprende Conservatori di musica, Accademie di Belle Arti, Accademia Nazionale di Danza, Accademia Nazionale di Arte Drammatica e gli Istituti Superiori per le Industrie Artistiche (ISIA), distribuiti su tutto il territorio italiano.

Qual è il ruolo del Ministero dell'Università e della Ricerca nei confronti di università, ricerca e AFAM?

Il Ministero sovrintende agli atenei statali, non statali e telematici, agli enti pubblici di ricerca e all'intero comparto AFAM, occupandosi dell'assunzione e gestione del personale e delle procedure di stabilizzazione dei lavoratori precari.

Perché la ministra Bernini ha menzionato esplicitamente il settore AFAM nel suo messaggio del Primo Maggio?

La ministra Bernini ha voluto riconoscere il contributo concreto di tutti i lavoratori del settore AFAM, un comparto spesso meno visibile nel dibattito pubblico rispetto agli atenei e agli enti di ricerca, sottolineando la sua importanza nella formazione e nella crescita del Paese.

Quali sono le principali problematiche che coinvolgono il settore AFAM?

Il settore AFAM è da anni oggetto di discussioni sul riconoscimento giuridico dei lavoratori e sull'armonizzazione con il sistema universitario, oltre che sulle procedure di stabilizzazione del personale precario.

Come sono inquadrati i docenti e il personale degli istituti AFAM rispetto a quelli universitari?

I docenti e il personale tecnico-amministrativo degli istituti AFAM hanno un contratto collettivo specifico, distinto da quello dei docenti universitari, e sono gestiti direttamente dal Ministero dell'Università e della Ricerca.

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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