Ottomila bambini delle scuole primarie dell'Emilia-Romagna sono tornati in aula il 31 agosto, due settimane prima del suono ufficiale della campanella fissato al 15 settembre 2026. Il progetto Settembre insieme, finanziato con 3 milioni di euro dalla Regione, coinvolge 150 istituti scolastici in 42 Comuni, da Piacenza a Rimini. Diviso il budget per i partecipanti, si tratta di circa 375 euro pubblici a bambino per due settimane di attività gratuite.
Come funziona la sperimentazione delle primarie aperte prima
L'iniziativa non anticipa la didattica ordinaria: niente zaini pesanti né compiti. Nelle due settimane che precedono l'avvio dell'anno scolastico, i bambini iscritti su base volontaria dai genitori partecipano ad attività affidate a personale educante non docente. Il menù comprende laboratori Stem, corsi di lingue straniere, percorsi multisportivi e attività ricreative. Ogni Comune ha organizzato in autonomia il proprio calendario, in collaborazione con associazioni ed enti del territorio, e ha assunto personale dedicato, incluso quello per la pulizia degli spazi utilizzati.
A Bologna, principale città coinvolta, il servizio è attivo in 22 plessi e riguarda circa 1.700 bambini. Gli altri 6.300 partecipanti si distribuiscono tra le altre 41 amministrazioni del programma Atuss. La conferenza stampa con i dati definitivi sulla partecipazione è convocata per il 10 settembre, cinque giorni prima dell'apertura ufficiale dell'anno scolastico.
Il conto: 375 euro pubblici a bambino, contro i centri estivi privati
Il calcolo aritmetico sul budget stanziato dice che ogni partecipante costa alle casse regionali circa 375 euro per l'intero periodo. Un servizio equivalente sul mercato dei centri estivi bolognesi va dai 99 ai 148 euro a settimana per il tempo pieno, quindi tra i 200 e i 300 euro complessivi per due settimane a carico delle famiglie. La Regione, attraverso il bando estivo ordinario, eroga un contributo massimo di 300 euro a figlio per nuclei con ISEE sotto i 26mila euro. Settembre insieme, in questa fase pilota, azzera invece la spesa per tutti gli iscritti indipendentemente dal reddito.
Il risparmio arriva in un momento in cui il rientro a scuola pesa già sui bilanci familiari: 673 euro per il corredo e 545 per i libri di testo secondo Federconsumatori è la stima 2026 dell'associazione consumatori. La misura sposta due settimane di conciliazione lavoro-famiglia dal capitolo spesa privata a quello del welfare regionale, con copertura totale per chi rientra tra i beneficiari.
Solo 42 Comuni Atuss coinvolti, ma il rientro è il più precoce d'Italia
La sperimentazione riguarda soltanto i 42 Comuni inseriti nel programma delle Agende trasformative urbane per lo sviluppo sostenibile, finanziato con risorse europee del Fondo europeo di sviluppo regionale. Gli oltre 280 Comuni restanti della regione restano fuori in questa fase pilota. Dal punto di vista del calendario, chi aderisce anticipa il rientro di 15 giorni rispetto alla data ufficiale prevista dalla delibera regionale sul calendario scolastico 2026/2027.
In pratica, i bambini partecipanti tornano in aula prima ancora di quelli di Bolzano, che apre le sue scuole il 7 settembre con il calendario più precoce d'Italia. Il divario nazionale tra prima e ultima campanella resta di 10 giorni, tra Bolzano e la Puglia dove le lezioni ripartono solo il 17 settembre. La scelta emiliano-romagnola tocca anche una preoccupazione condivisa: il 44% dei docenti italiani segnala un calo di apprendimento al rientro dopo l'estate, un rischio che le due settimane di attività informali provano ad attenuare senza sovrapporsi alla didattica ordinaria.
L'assessora regionale alla scuola Isabella Conti e il presidente Michele de Pascale hanno anticipato che dal prossimo anno la misura diventerà strutturale ed estesa a tutti i Comuni dell'Emilia-Romagna. Il primo test è fissato per il 10 settembre, quando saranno resi noti i dati definitivi di partecipazione e i costi effettivi sostenuti dai singoli Comuni durante la fase pilota.
Domande frequenti
Cos'è il progetto 'Settembre insieme' e quali scuole coinvolge?
'Settembre insieme' è un'iniziativa regionale che permette a 8.000 bambini delle scuole primarie di 42 Comuni dell'Emilia-Romagna di tornare in aula due settimane prima dell'inizio ufficiale dell'anno scolastico. Coinvolge 150 istituti scolastici da Piacenza a Rimini, con attività non didattiche organizzate su base volontaria.
Quali attività vengono proposte durante il rientro anticipato?
Durante le due settimane di rientro anticipato, i bambini partecipano a laboratori Stem, corsi di lingue straniere, percorsi multisportivi e attività ricreative, gestite da personale educante non docente. Non sono previste lezioni tradizionali, compiti o l'uso di zaini pesanti.
Quanto costa il progetto e chi sostiene la spesa?
Il progetto è finanziato dalla Regione Emilia-Romagna con 3 milioni di euro, pari a circa 375 euro pubblici per bambino. La partecipazione è gratuita per tutte le famiglie, indipendentemente dal reddito.
Quali sono i vantaggi rispetto ai centri estivi privati?
Rispetto ai centri estivi privati, che costano in media tra i 200 e i 300 euro per due settimane, 'Settembre insieme' è completamente gratuito per le famiglie. Inoltre, offre un supporto alla conciliazione lavoro-famiglia proprio nel periodo di rientro scolastico, sollevando i bilanci familiari da una spesa significativa.
L'iniziativa sarà estesa in futuro ad altri Comuni?
Secondo quanto dichiarato dall’assessora regionale e dal presidente della Regione, dal prossimo anno la misura dovrebbe diventare strutturale ed essere estesa a tutti i Comuni dell’Emilia-Romagna, superando così la fase pilota limitata ai 42 Comuni attuali.