L'inizio scuola 2026 non è uniforme: la prima campanella suona il 7 settembre in provincia di Bolzano e nelle scuole dell'infanzia lombarde, l'ultima il 17 settembre in Puglia. Fra i due estremi corrono dieci giorni di calendario e sei date differenti scelte dalle regioni.
Chi parte prima, chi parte dopo
Dopo Bolzano e l'infanzia lombarda aprono il 10 settembre Trento, Valle d'Aosta e Veneto. Il 14 settembre partono Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia (primaria e secondarie), Marche, Molise, Piemonte e Umbria. Il 15 tocca a Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Sicilia e Toscana. Il 16 rientrano Abruzzo, Basilicata e Sardegna, il 17 chiude la Puglia.
Le festività nazionali restano identiche ovunque: 1° novembre, 8 dicembre, dal 25 dicembre al 1° gennaio, Epifania, Pasqua e Lunedì dell'Angelo (28 e 29 marzo 2027), 25 aprile, 1° maggio, 2 giugno e la festa del santo patrono. Sulle sospensioni aggiuntive decide invece ciascuna giunta regionale, con effetti concreti sulla lunghezza dell'anno.
I 200 giorni minimi cambiano la matematica
Il perimetro entro cui le regioni si muovono è fissato dall'articolo 74, comma 3, del testo unico dell'istruzione: al netto delle sospensioni, l'anno scolastico deve garantire almeno 200 giorni di lezione. La regola vale per Bolzano come per Bari e spiega perché il ritardo iniziale della Puglia non si traduce in un anno più corto, ma in un calendario ricomposto altrove.
Il calendario ufficiale della Regione Puglia, che parte il 17 settembre e chiude l'8 giugno 2027, conta 209 giornate potenziali di lezione: il minimo di legge scatta il 1° giugno, poi ci sono otto giorni cuscinetto per assorbire eventuali chiusure straordinarie. Bolzano compie l'operazione opposta: parte dieci giorni prima e concede tre pause aggiuntive (ponte di Ognissanti dal 31 ottobre all'8 novembre, carnevale dal 6 al 14 febbraio, Pentecoste dal 15 al 17 maggio), chiudendo comunque il 16 giugno con margine sui 200 giorni.
Le sei regioni che aprono il 15 settembre giocano su un terzo modello: calendario centrale, ponti singoli (il 2 novembre e il 7 dicembre, quasi ovunque) e chiusura fra il 5 e il 10 giugno. Le scuole dell'infanzia restano invece l'unico segmento con termine uniforme, il 30 giugno 2027, in tutte le regioni tranne il Friuli Venezia Giulia che chiude il 26.
Cosa cambia per famiglie e docenti
Per le famiglie con figli in regioni diverse (frequente dopo un trasferimento estivo) il divario di dieci giorni pesa sull'organizzazione di centri estivi, viaggi e turni di lavoro. Il problema si riaffaccia a giugno, quando la chiusura anticipata dell'Emilia-Romagna (5 giugno) o delle Marche precede di una settimana quella di Sicilia e Toscana (10 giugno).
Per i docenti l'effetto è concreto sulle assegnazioni provvisorie e sui neoassunti: chi prende servizio in Bolzano deve essere operativo con una settimana di anticipo rispetto a chi va in Puglia. Le operazioni di avvio (collegi, adozioni libri, orario) si comprimono in agosto. Ai rientri, i primi giorni pesano anche sugli apprendimenti: la rilevazione sul calo di apprendimento a settembre segnala un 44% di insegnanti con un arretramento misurabile nelle prime settimane.
Chi deve muoversi sul territorio trova aggiornamenti operativi sulla piattaforma sindacale per le assegnazioni 2026/27; sul fronte progettuale l'anno che sta per aprirsi porta anche i tre avvisi del Piano cinema per la scuola 2026 da 201 milioni, utili a chi vuole inserire attività aggiuntive nel curricolo entro l'estate.
Il quadro completo delle deroghe, ponti e recuperi resta nelle delibere regionali: per la Puglia il testo di riferimento è pubblicato dalla Regione Puglia - calendario scolastico regionale 2026/27 e ricostruisce giorno per giorno il conteggio delle 200 giornate. Il vincolo normativo generale è nel Testo unico dell'istruzione D.Lgs. 297/1994, articolo 74.
Le prossime settimane serviranno a docenti e dirigenti per verificare eventuali delibere correttive: alcune regioni tornano sul calendario a fine agosto per allineare i ponti al santo patrono locale.
Domande frequenti
Perché le date di inizio della scuola nel 2026 sono diverse tra le regioni italiane?
Le date di inizio scuola variano perché ogni regione stabilisce il proprio calendario, pur rispettando il vincolo nazionale dei 200 giorni minimi di lezione. Questo porta a un divario di dieci giorni tra la prima e l’ultima campanella.
Quali sono le principali festività nazionali comuni a tutte le scuole italiane?
Le festività nazionali comuni sono: 1° novembre, 8 dicembre, dal 25 dicembre al 1° gennaio, Epifania, Pasqua e Lunedì dell’Angelo, 25 aprile, 1° maggio, 2 giugno, e la festa del santo patrono locale.
Come viene garantito il rispetto dei 200 giorni minimi di lezione nonostante le differenze nei calendari regionali?
Ogni regione organizza il proprio calendario per assicurare almeno 200 giorni effettivi di lezione, compensando eventuali differenze con l’aggiunta o la riduzione di sospensioni e giorni cuscinetto.
Quali sono le principali conseguenze di queste differenze di calendario per famiglie e docenti?
Le differenze incidono sull’organizzazione familiare, specialmente per chi si trasferisce tra regioni, e sui docenti, che devono adattarsi a tempi diversi per avvio delle lezioni e assegnazioni. Ciò può influire anche sulle attività estive e sui piani di lavoro.
Dove è possibile trovare i dettagli ufficiali sui calendari scolastici regionali?
I dettagli ufficiali sono pubblicati dalle singole regioni, come ad esempio la Regione Puglia per il proprio calendario. Le informazioni aggiornate si trovano sui siti istituzionali regionali e sulle piattaforme sindacali.
Le scuole dell'infanzia hanno un calendario diverso rispetto agli altri ordini scolastici?
Sì, le scuole dell'infanzia terminano generalmente il 30 giugno 2027 in tutte le regioni, tranne in Friuli Venezia Giulia dove chiudono il 26 giugno, garantendo una maggiore uniformità rispetto agli altri ordini.