La spesa pubblica per l'Istruzione nell'Unione europea resta stabile al 4,7% del Pil nel 2023, invariata rispetto al 2022. Il dato è contenuto nell'aggiornamento diffuso da Eurostat il 18 agosto 2026 sulla spesa pubblica per funzione.
Svezia in testa, Romania in coda
La classifica dei ventisette Paesi Ue in base all'incidenza sul Pil vede la Svezia al primo posto con il 6,8%, seguita da Finlandia (6,3%) e Belgio (6,2%). All'estremo opposto della graduatoria si trovano Romania (3,0%), Grecia (3,3%) e Malta (3,4%): sono i tre Stati che destinano la quota più bassa all'Istruzione in rapporto al proprio Pil. Complessivamente i Ventisette hanno stanziato 806 miliardi di euro per il settore nel 2023. La classifica non tiene conto della differenza di ricchezza tra i Paesi ma misura lo sforzo finanziario che ciascuno destina all'Istruzione in rapporto al proprio prodotto interno lordo.
Il gap tra il primo e l'ultimo della classifica supera i 3,8 punti percentuali. Rispetto al 5,0% del 2020, quando la spesa per l'Istruzione aveva toccato il livello più alto dall'avvio della rilevazione Eurostat nel 2012, il rapporto sul Pil europeo segna un calo di 0,3 punti. Il picco pandemico era stato sostenuto dalle misure straordinarie messe in campo dai Governi europei durante l'emergenza sanitaria.
Italia al 4,06%, sotto la media Ue di 0,64 punti
Secondo i dati Eurostat, nel 2023 l'Italia ha destinato all'Istruzione il 4,06% del Pil: 0,64 punti percentuali sotto la media europea e 2,74 punti sotto la Svezia. Il margine sul fanalino di coda romeno resta di 1,06 punti. Rispetto al picco pandemico del 2020, la quota italiana risulta in calo di circa 0,4 punti percentuali, in linea con la traiettoria discendente registrata su scala continentale. L'incidenza sul Pil dipende sia dall'andamento assoluto della spesa sia dalla crescita del prodotto, e nel 2023 il Pil italiano è cresciuto in valore corrente, comprimendo il rapporto pur in presenza di uno stanziamento nominalmente stabile.
Le rilevazioni Eurostat coprono tutti i livelli di insegnamento, dalla scuola dell'infanzia fino all'Istruzione terziaria, e includono sia le spese correnti sia gli investimenti in conto capitale del settore pubblico. Il dato italiano risulta inferiore anche a quello di partner di dimensione o area simile, come Spagna, Portogallo e Germania, che si collocano tutti sopra il 4,3% del Pil secondo il dettaglio per singolo Stato pubblicato da Eurostat.
Il posizionamento italiano torna al centro del dibattito sulla nuova legge di Bilancio, con l'apertura del nuovo anno scolastico che riporta la voce delle risorse per il settore tra i temi in discussione. Nel prossimo aggiornamento Eurostat, atteso nel 2027, sarà possibile verificare se il calo del triennio 2020-2023 tenderà a stabilizzarsi o se il divario con i Paesi nordici, oggi pari a oltre due punti percentuali di Pil, si amplierà ulteriormente.
Domande frequenti
Qual è la percentuale di spesa pubblica per l'Istruzione in Italia rispetto al Pil nel 2023?
Nel 2023, l'Italia ha destinato all'Istruzione il 4,06% del proprio Pil, risultando 0,64 punti percentuali sotto la media europea.
Come si posiziona l'Italia rispetto agli altri Paesi europei nella spesa per l'Istruzione?
L'Italia si colloca sotto la media Ue e anche al di sotto di Stati simili come Spagna, Portogallo e Germania, che superano tutti il 4,3% del Pil destinato all'Istruzione.
Quali Paesi europei investono di più e di meno in Istruzione in rapporto al Pil?
La Svezia guida la classifica con il 6,8% del Pil, seguita da Finlandia e Belgio, mentre Romania, Grecia e Malta investono le quote più basse, con la Romania al 3,0%.
Come è cambiata la spesa pubblica per l'Istruzione in Europa dal 2020 al 2023?
La spesa pubblica per l'Istruzione in rapporto al Pil è scesa dal 5,0% del 2020 al 4,7% nel 2023, dopo il picco pandemico sostenuto dalle misure straordinarie adottate durante l'emergenza sanitaria.
Cosa comprende la rilevazione Eurostat sulla spesa pubblica per l'Istruzione?
La rilevazione Eurostat include tutti i livelli di insegnamento, dalla scuola dell'infanzia all'istruzione terziaria, e considera sia le spese correnti sia gli investimenti in conto capitale del settore pubblico.
Quali fattori incidono sul rapporto tra spesa per l'Istruzione e Pil in Italia?
L'incidenza dipende sia dall'andamento assoluto della spesa sia dalla crescita del Pil: nel 2023, la crescita del Pil italiano ha compresso il rapporto, nonostante uno stanziamento nominalmente stabile.