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Il 44% Docenti segnale un calo di apprendimento negli studenti al rientro a scuola a settembre
Scuola

Il 44% Docenti segnale un calo di apprendimento negli studenti al rientro a scuola a settembre

Sondaggio LeTueLezioni su 700 docenti: quasi uno su due vede studenti tornare a settembre con ritmo e sicurezza ridotti. Le cause e i consigli.

Quasi un insegnante su due in Italia, il 44%, stima che oltre la metà dei propri studenti torni a settembre con un ritmo di studio o una sicurezza ridotta rispetto a giugno. Il dato arriva da un sondaggio condotto dalla piattaforma di ripetizioni LeTueLezioni su più di 700 insegnanti attivi in Italia, diffuso a fine luglio in vista dell'avvio del prossimo anno scolastico. La percezione del calo estivo, oggetto di dibattito da anni tra pedagogisti e famiglie, trova qui una fotografia interna al corpo docente.

I dati del sondaggio

Sul lungo periodo il quadro peggiora: il 42% dei docenti osserva un aggravamento del fenomeno negli ultimi cinque anni, il 41% lo considera stabile e appena il 4% nota un miglioramento. Quando devono indicare la causa principale, il 38% parla di un mix di più fattori, il 21% punta il dito sulle conoscenze dimenticate durante la pausa e il 19% su un calo di motivazione al rientro.

Il primo segnale che gli insegnanti registrano in classe sono gli errori di base che gli studenti prima non commettevano, citato dal 38% del campione. Segue un calo generale di coinvolgimento nelle prime settimane di lezione, indicato dal 31% dei docenti. Soltanto il 16% dichiara di dover ricorrere a più ripetizioni del solito per far riemergere i contenuti già affrontati.

Cosa consigliano i docenti per prevenirlo

Sul come contenere il calo il parere del corpo docente è netto: il 70% ritiene che bastino tra 30 minuti e due ore di pratica leggera a settimana per limitare la perdita, contro appena il 10% che indica più di due ore. Tra le attività estive giudicate più efficaci, la lettura per piacere guida la classifica con il 45%, davanti al viaggiare e usare una lingua in contesti reali (39%) e alle sessioni brevi con un tutor (35%). I compiti tradizionali per le vacanze, spesso al centro del dibattito familiare, si fermano al 26%.

«A settembre spesso si nota una riduzione della fluidità nella lettura e una maggiore fatica nel riprendere gli esercizi di matematica e le routine di studio, non perché i ragazzi hanno dimenticato tutto, ma perché alcune competenze richiedono esercizio costante», afferma Patrizia Di Flaviano, formatrice e tutor dell'apprendimento. Il suo consiglio alle famiglie è trovare un equilibrio fatto di piccoli obiettivi e abitudini semplici, ritagliando ogni giorno qualche pagina di lettura o un paio di esercizi mirati.

Sul terreno della praticabilità di queste indicazioni si muove anche il dibattito su esercizi ridotti e più lettura durante le vacanze, che ricorda come non tutte le famiglie riescano a garantire routine estive strutturate. La distanza tra ciò che i docenti considerano efficace e ciò che è concretamente accessibile a casa resta uno dei nodi aperti del rientro tra i banchi.

Domande frequenti

Qual è la percentuale di docenti che segnala un calo di apprendimento negli studenti al rientro a scuola?

Il 44% dei docenti italiani ritiene che oltre la metà dei propri studenti torni a settembre con un ritmo di studio o una sicurezza ridotta rispetto a giugno.

Quali sono le principali cause individuate dai docenti per il calo di apprendimento dopo l’estate?

Le cause principali sono un mix di fattori (38%), le conoscenze dimenticate durante la pausa estiva (21%) e un calo di motivazione al rientro a scuola (19%).

Quali segnali di calo di apprendimento vengono osservati più frequentemente dagli insegnanti?

Il segnale più citato è il ritorno di errori di base che gli studenti non commettevano prima (38%), seguito da un calo di coinvolgimento nelle prime settimane di lezione (31%).

Quali attività estive sono considerate più efficaci dai docenti per prevenire la perdita di apprendimento?

Secondo i docenti, le attività più efficaci sono la lettura per piacere (45%), viaggiare e usare una lingua in contesti reali (39%) e le sessioni brevi con un tutor (35%).

Quante ore di esercizio settimanale consigliano gli insegnanti per limitare il calo di apprendimento?

Il 70% dei docenti suggerisce tra 30 minuti e due ore di pratica leggera a settimana durante l’estate per limitare la perdita di apprendimento.

Quali difficoltà possono incontrare le famiglie nel seguire le raccomandazioni dei docenti per l’estate?

Non tutte le famiglie riescono a garantire routine estive strutturate, e spesso c'è una distanza tra ciò che i docenti considerano efficace e ciò che è concretamente accessibile a casa.

Pubblicato il: 26 luglio 2026 alle ore 16:00

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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