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Prima prova maturità 2026, dati MIM: il 61% sceglie l'argomentativo
Scuola

Prima prova maturità 2026, dati MIM: il 61% sceglie l'argomentativo

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Dati MIM 2025: il 61% sceglie l'argomentativo, solo il 9,7% l'analisi letteraria. Come orientarsi alla prima prova del 18 giugno 2026.

Alla prima prova della maturità 2025 il 40,3% degli studenti ha scelto la stessa traccia: il testo di Riccardo Maccioni sul rispetto. Sei maturandi su dieci hanno preferito un testo argomentativo, meno di uno su dieci l'analisi letteraria. I dati pubblicati dal Ministero dell'Istruzione e del Merito a giugno 2025 orientano la preparazione della prima prova maturità 2026, in programma il 18 giugno, molto più di qualsiasi guida generica sulla scaletta.

Sei studenti su dieci hanno scelto l'argomentativo

L'indagine nazionale MIM sulla prima prova 2024-2025 fotografa preferenze nette tra le sette tracce. La tipologia B, testo argomentativo, ha raccolto il 61,3% delle scelte complessive: 40,3% per il brano di Maccioni sul rispetto, 12,8% per Piers Brendon sugli anni Trenta, 8,2% per il passo di Telmo Pievani sull'antropocene.

La tipologia C, riflessione critica su temi d'attualità, si è fermata al 29%: 15,4% per Anna Meldolesi e Chiara Lalli sull'indignazione social, 13,6% per il discorso di Paolo Borsellino sui giovani. La tipologia A, analisi del testo letterario, ha chiuso al 9,7%: 7,4% sulla poesia di Pasolini, appena 2,3% sul brano del Gattopardo.

I numeri cambiano per indirizzo. Il testo di Maccioni è stato scelto dal 39,3% nei licei, dal 39% nei tecnici e dal 45,7% nei professionali. Il Gattopardo ha raccolto il 3,2% nei licei e l'1,1% nei professionali, segno di un divario netto tra chi frequenta percorsi con più ore di italiano e letteratura e chi no. Anche la tipologia C viaggia a due velocità: nei tecnici supera il 36%, nei licei resta vicina al 22%.

La scelta della tipologia pesa più della scaletta

Le guide alla prima prova si concentrano su scaletta, lessico e gestione del tempo. I numeri del ministero dicono che la decisione più rilevante per il voto finale arriva prima: aver coltivato per mesi uno stile argomentativo, una sensibilità per l'analisi letteraria o una conoscenza profonda dell'attualità. L'analisi del testo richiede competenze tecniche su retorica, metrica e contestualizzazione storica che meno di uno studente su dieci sceglie di esibire. Chi le possiede entra in commissione su un terreno scarsamente affollato, dove la valutazione comparativa lavora a favore.

Le commissioni d'esame leggono centinaia di elaborati di tipologia B su tracce identiche. Un'analisi del testo sul Gattopardo ha quasi diciassette volte meno concorrenti del brano di Maccioni (2,3% contro 40,3%). La valutazione comparativa premia chi esce dalla media, e nei tre filoni la media si forma in modo diverso. Allenarsi sui temi degli anni precedenti rende solo se la simulazione è mirata alla tipologia scelta. Le novità sulle seconde prove della maturità confermano la stessa logica di specializzazione: ogni indirizzo gioca sul terreno che conosce meglio.

Come arrivare al 18 giugno con una strategia

Tre indicazioni operative emergono dal report ministeriale. La prima riguarda la lettura iniziale: dedicare i primi quindici minuti a tutte e sette le tracce evita le scelte d'impulso, specie sui titoli più riconoscibili che attirano l'attenzione ma non sempre il proprio bagaglio di letture. La seconda riguarda la concorrenza: il testo argomentativo resta il filone più affollato e quello dove le commissioni applicano criteri più severi per distinguere gli elaborati simili.

La terza riguarda la tipologia C. Le tracce di attualità pescano da dibattiti di fine inverno e primavera: anniversari storici, riforme in corso, dichiarazioni pubbliche. Eventi come la presenza della Regione Marche a Didacta Italia mostrano dove si concentra il confronto istituzionale sulla formazione e offrono riferimenti culturali aggiornati. Anche la composizione delle commissioni 2026 sarà diversa: i nuovi inserimenti nei GPS di prima fascia portano in cattedra docenti formati su criteri di valutazione recenti, più attenti a chiarezza argomentativa e riferimenti aggiornati che a virtuosismi formali.

La prima prova maturità 2026 dura sei ore. La preparazione vera, alla luce dei dati MIM, comincia mesi prima con una scelta di tipologia che vale più di qualsiasi consiglio sulla scaletta perfetta.

Domande frequenti

Qual è stata la traccia più scelta alla prima prova della maturità 2025?

La traccia più scelta è stata il testo argomentativo di Riccardo Maccioni sul rispetto, selezionata dal 40,3% degli studenti.

Perché la scelta della tipologia di prova è considerata più importante della scaletta?

Secondo i dati del MIM, la scelta della tipologia influenza maggiormente il voto finale, poiché richiede competenze specifiche e orienta la preparazione nei mesi precedenti, più di qualsiasi tecnica sulla scaletta.

Come variano le preferenze tra i diversi indirizzi di scuola?

Le percentuali di scelta delle tracce cambiano per indirizzo: ad esempio, il testo di Maccioni è stato scelto dal 39,3% nei licei, dal 39% nei tecnici e dal 45,7% nei professionali, mentre l’analisi del Gattopardo è più popolare nei licei rispetto ai professionali.

Quali strategie operative consiglia il report ministeriale per affrontare la prima prova?

Il report consiglia di dedicare i primi quindici minuti alla lettura di tutte le tracce, considerare la concorrenza sulle tipologie più scelte e aggiornarsi su temi d’attualità per la tipologia C.

Come sarà composta la commissione d'esame nel 2026?

Nel 2026 la commissione includerà nuovi inserimenti nei GPS di prima fascia, con docenti più aggiornati sui criteri di valutazione che privilegiano chiarezza argomentativa e riferimenti culturali recenti.

Qual è la durata della prima prova della maturità 2026?

La prima prova della maturità 2026 avrà una durata di sei ore.

Pubblicato il: 5 giugno 2026 alle ore 14:48

Antonello Torchia

Articolo creato da

Antonello Torchia

Direttore Responsabile di EduNews24.it Antonello Torchia è giornalista professionista, politologo e geografo, con un percorso formativo e professionale di ampio respiro che integra competenze in ambito economico, geopolitico, comunicativo e territoriale. Vanta una solida formazione accademica multidisciplinare: ha conseguito la Laurea in Economia e Commercio (quadriennale, Vecchio Ordinamento), la Laurea Magistrale in Relazioni Internazionali (LM-52) con la votazione di 110/110 e lode, e la Laurea Magistrale in Scienze Geografiche (LM-80). Un trittico di competenze che gli consente di leggere i fenomeni contemporanei con una prospettiva che abbraccia le dinamiche economiche, le relazioni tra Stati e le dimensioni spaziali e territoriali della società. Nel corso della sua carriera ha maturato una significativa esperienza nella comunicazione istituzionale e politica, collaborando con emittenti televisive e testate della carta stampata. Questa esperienza sul campo gli ha conferito una padronanza trasversale dei linguaggi mediatici, dalla televisione al digitale. Attualmente ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di EduNews24.it, testata giornalistica online dedicata al mondo dell'istruzione, della formazione e delle politiche educative italiane ed europee, dove cura la linea editoriale e supervisiona la produzione di contenuti rivolti a docenti, studenti, istituzioni e operatori del settore educativo. È inoltre docente di Comunicazione presso la SSML Città di Lamezia Terme, istituto universitario specializzato nella mediazione linguistica, dove mette a disposizione delle nuove generazioni di professionisti della comunicazione il proprio bagaglio di competenze giornalistiche, analitiche e accademiche.

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