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Bambini italiani sovrappeso: processo alla dieta mediterranea. La Tv inglese Bbc riporta i dati dell'Oms
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Bambini italiani sovrappeso: processo alla dieta mediterranea. La Tv inglese Bbc riporta i dati dell'Oms

Reportage BBC riprende i dati OMS sull'obesità infantile: Italia tra i primi in Europa, picchi oltre il 40% in Campania.

La BBC ha pubblicato il 26 luglio 2026 un reportage sull'obesità infantile in Italia, riprendendo i dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Secondo la rilevazione OMS citata dall'emittente pubblica britannica, i bambini e gli adolescenti italiani figurano tra i più sovrappeso d'Europa e il numero di minori che convivono con l'eccesso di peso risulta in crescita costante. Il dato riguarda un Paese storicamente identificato con la dieta mediterranea, modello alimentare divenuto negli ultimi decenni punto di riferimento internazionale per la prevenzione delle patologie cardio-metaboliche.

La quota cresce in modo marcato al Sud. In alcune zone della Campania oltre il 40% dei bambini tra 8 e 9 anni risulta in sovrappeso, secondo i dati riportati dal servizio britannico. Il quartiere di Ponticelli, alla periferia di Napoli, viene indicato tra i territori con l'incidenza più alta a livello mondiale per l'obesità infantile. Il consumo elevato di pizza, pasta, pane, patate e proteine è segnalato come uno dei fattori principali, insieme alla progressiva riduzione di frutta, verdura e legumi nelle diete quotidiane delle famiglie. Il quadro complessivo mostra un cambiamento di abitudini che interessa tutto il territorio, ma che nelle regioni meridionali si presenta con intensità maggiore rispetto al resto del Paese, in aree già toccate da vulnerabilità economiche e da un accesso più limitato a alternative alimentari fresche e varie.

Il paradosso della dieta mediterranea

«La dieta mediterranea tradizionale è andata perduta e solo il 10% degli italiani la segue realmente», dichiara Valter Longo, direttore del Longevity Institute presso la University of Southern California, citato dal reportage. La constatazione arriva in un Paese in cui, a partire dagli anni Cinquanta, il fisiologo statunitense Ancel Keys e la biochimica Margaret Keys studiarono le abitudini alimentari del Sud Italia nell'ambito del cosiddetto Seven Countries Study, contribuendo a codificare il modello poi diffuso a livello internazionale. Le comunità osservate all'epoca nel Cilento e nella Campania rurale mostravano un consumo prevalente di cereali integrali, legumi, verdura, pesce e olio d'oliva, con un uso limitato di carne e latticini. La ricerca segnala che quelle abitudini si sono progressivamente ridotte, sostituite da modelli più simili a quelli dei Paesi dell'Europa continentale e del Nord America, dove prevalgono cibi industriali, snack confezionati e bevande zuccherate.

I numeri OMS restituiscono un quadro in cui il Mezzogiorno, area simbolica della cucina mediterranea, registra oggi la maggiore prevalenza di sovrappeso tra i più giovani. Il legame tra abitudini alimentari, condizioni socio-economiche e accesso a una varietà di cibi freschi resta uno dei nodi indicati dagli esperti citati nella ricerca. Insieme a questo, viene sottolineato il ruolo delle politiche di educazione alimentare nelle scuole, della disponibilità di mense scolastiche di qualità e della presenza di alternative accessibili nei quartieri come elementi che possono influire sull'andamento del fenomeno nei prossimi anni.

Domande frequenti

Perché l'obesità infantile è in aumento in Italia nonostante la fama della dieta mediterranea?

L'articolo evidenzia che la dieta mediterranea tradizionale è seguita solo dal 10% degli italiani. Il cambiamento delle abitudini alimentari, con il crescente consumo di cibi raffinati e la riduzione di frutta, verdura e legumi, ha contribuito all'aumento dell'obesità tra i bambini.

Quali sono le regioni italiane più colpite dal sovrappeso infantile?

Le regioni del Sud, in particolare la Campania e aree come Ponticelli a Napoli, registrano le percentuali più alte di bambini sovrappeso, con punte superiori al 40% tra gli 8 e i 9 anni.

Quali fattori contribuiscono maggiormente all'obesità infantile secondo il reportage?

I principali fattori citati sono l'elevato consumo di pizza, pasta, pane, patate e proteine, unito alla riduzione di alimenti freschi come frutta, verdura e legumi, oltre alla diffusione di cibi industriali e snack confezionati.

Come sono cambiate le abitudini alimentari rispetto alla dieta mediterranea tradizionale?

Secondo l'articolo, si è passati da una dieta basata su cereali integrali, legumi, verdura, pesce e olio d'oliva a una più simile a quella dei paesi industrializzati, con un maggiore consumo di cibi confezionati e zuccherati.

Qual è il ruolo delle condizioni socio-economiche nell'obesità infantile in Italia?

Le condizioni socio-economiche incidono sull'accesso a cibi freschi e vari, soprattutto nelle aree più svantaggiate del Sud, contribuendo all'aumento del sovrappeso tra i bambini.

Come possono le scuole contribuire a contrastare l'obesità infantile?

Le scuole svolgono un ruolo chiave attraverso politiche di educazione alimentare e la qualità delle mense scolastiche, offrendo alternative salutari e promuovendo corrette abitudini alimentari tra i giovani.

Pubblicato il: 26 luglio 2026 alle ore 15:52

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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