In Italia l'indice di vecchiaia ha raggiunto quota 199,8 anziani ogni 100 giovani, il valore più alto nell'Unione Europea, e ora il Ministero dell'Istruzione e del Merito chiede alle scuole di raccontare cosa stanno facendo. Con la nota 15191 del 19 giugno 2026, il MIM ha aperto la rilevazione nazionale sulle iniziative scolastiche a favore della popolazione anziana: la compilazione del questionario online si chiude il 15 luglio 2026.
A chi è rivolta e come si compila
Il questionario è destinato alle istituzioni scolastiche statali e paritarie del primo e secondo ciclo, alle realtà autonome di Trento, Bolzano e Valle d'Aosta. La piattaforma è ospitata da INAPP, l'Istituto nazionale per l'analisi delle politiche pubbliche, sul portale survey.inapp.org. Il link è ad uso esclusivo dei dirigenti scolastici incaricati e non può essere condiviso con personale esterno o non coinvolto nella compilazione.
Operativamente: il link va usato solo per il primo accesso. Una volta avviata la compilazione, anche se solo parziale, il modulo si recupera con un percorso alternativo illustrato nelle istruzioni, scaricabili dalla terza schermata della piattaforma. La rilevazione attua l'articolo 6, comma 4, del Decreto legislativo 29/2024 - politiche per le persone anziane, che impone al Dipartimento per le politiche della famiglia di trasmettere al Parlamento una relazione annuale entro il 31 dicembre sulle iniziative intraprese.
Perché conta: l'Italia più vecchia d'Europa
Il quadro demografico parla chiaro. Secondo gli Indicatori demografici ISTAT - Popolazione e società, la popolazione residente al 1° gennaio 2024 era di 58,9 milioni di persone, in calo, e l'indice di vecchiaia ha raggiunto il valore più alto fra i 27 paesi dell'Unione Europea. La quota di over 65 continua a salire, mentre la fecondità è scesa a 1,20 figli per donna.
Il dato nazionale nasconde un divario regionale profondo. In Liguria e in Sardegna l'indice sfiora i 280 anziani ogni 100 giovani: per ogni adolescente ci sono quasi tre persone over 65. Sul fronte opposto, Campania e Trentino-Alto Adige restano sotto quota 165. La forbice tra l'estremo più alto e quello più basso supera i 115 punti, una distanza che racconta due Italie demografiche diverse e che dovrebbe orientare in modo specifico le iniziative scolastiche locali.
Per questo la mappatura ministeriale non è un adempimento burocratico: serve a capire dove le scuole sono già attive, dove c'è bisogno di rafforzare la rete e con quali partner territoriali stanno lavorando. Il decreto legislativo 29/2024 ha cambiato la prospettiva normativa: gli anziani non sono solo soggetti da assistere, ma una risorsa educativa, culturale e civile.
Cosa devono raccontare le scuole nel questionario
La nota MIM 2778 del 15 settembre 2025, illustrativa dei contenuti d'interesse del Ministero, aveva già indicato gli ambiti operativi su cui le scuole sono chiamate a muoversi nei propri PTOF. Il primo riguarda i progetti in collaborazione con enti locali, terzo settore e associazioni dei caregiver familiari, con attività di carattere storico e di valorizzazione del patrimonio culturale del territorio nelle scuole.
Il secondo ambito è il volontariato studentesco: esperienze in strutture per anziani o presso il domicilio, da inserire nel curriculum dello studente e potenzialmente discusse all'esame di Stato. Il terzo è il divario digitale: i PCTO del secondo ciclo possono includere corsi sull'uso degli strumenti digitali rivolti alla popolazione anziana, in un quadro che si confronta con il dibattito internazionale sull'uso della tecnologia a scuola.
Il quarto sono le attività di cura verso anziani non autosufficienti nel contesto familiare, sempre nel quadro dei PCTO, con il coinvolgimento di studenti caregiver. A questi si aggiungono possibili percorsi formativi complementari di sostegno a chi assiste un familiare in casa. La compilazione serve a rilevare quali iniziative sono già attive, con quale capillarità sul territorio e con quali partner.
La finestra utile è di quattro settimane scarse, a cavallo della chiusura dell'anno scolastico. I dirigenti che vogliono rappresentare il proprio territorio nella relazione che il Dipartimento per le politiche della famiglia trasmetterà al Parlamento il 31 dicembre 2026 devono accedere alla piattaforma INAPP entro il 15 luglio.
Domande frequenti
A chi è rivolta la rilevazione MIM sulle iniziative scolastiche a favore della popolazione anziana?
La rilevazione è destinata alle istituzioni scolastiche statali e paritarie del primo e secondo ciclo, nonché alle realtà autonome di Trento, Bolzano e Valle d'Aosta.
Come si accede e si compila il questionario online per la rilevazione?
Il questionario si compila tramite la piattaforma INAPP accessibile su survey.inapp.org, utilizzando un link riservato ai dirigenti scolastici incaricati. Il link deve essere usato solo per il primo accesso; per i successivi, si segue un percorso alternativo descritto nelle istruzioni disponibili sulla piattaforma.
Quali sono gli ambiti operativi che le scuole devono descrivere nel questionario?
Le scuole devono riportare progetti con enti locali e associazioni, attività di volontariato studentesco con anziani, iniziative per il superamento del divario digitale (come corsi PCTO per anziani), e attività di cura rivolte a familiari non autosufficienti, inclusi percorsi di sostegno agli studenti caregiver.
Perché la rilevazione ministeriale è considerata importante per le scuole?
La rilevazione serve a mappare le iniziative già attive, identificare i bisogni e rafforzare la rete territoriale, contribuendo alla relazione annuale che il Dipartimento per le politiche della famiglia trasmetterà al Parlamento. Inoltre, risponde a un cambiamento normativo che riconosce gli anziani come risorsa educativa e culturale.
Qual è il termine per la compilazione del questionario e perché la scadenza è significativa?
La compilazione si chiude il 15 luglio 2026, poco dopo la fine dell'anno scolastico, lasciando alle scuole un breve periodo per partecipare. Rispettare la scadenza è fondamentale per garantire la rappresentatività del territorio nella relazione parlamentare annuale.
Cosa evidenziano i dati demografici sul rapporto tra popolazione anziana e giovane in Italia?
L'Italia ha il più alto indice di vecchiaia dell'Unione Europea, con significative differenze regionali: in Liguria e Sardegna l'indice sfiora 280 anziani ogni 100 giovani, mentre Campania e Trentino-Alto Adige restano sotto 165, riflettendo gravi squilibri demografici.