Sui 150.480 posti nido finanziati dal PNRR i cantieri chiudono, ma il personale che dovrebbe farli funzionare non c'è. Circa 1.400 progetti tra nidi, scuole dell'infanzia e servizi 0-8 anni sono in fase di collaudo al 30 giugno 2026, secondo la ricognizione della struttura di missione. Il problema arriva dopo: applicando i rapporti educatore-bambino previsti dalle norme regionali, servono almeno 21.500 educatori aggiuntivi da assumere entro l'inizio dell'anno educativo 2026/2027. E il PNRR non li paga.
Cosa è successo al target originario
Il numero di 150.480 posti è già il frutto di una rimodulazione. Il target iniziale del Piano nazionale di ripresa e resilienza era 264.480 nuovi posti tra nidi e scuole dell'infanzia, poi ridotto dopo la revisione dei fondi approvata a fine 2023. Il Piano asili nido su Italia Domani indica un costo totale di 3,24 miliardi, destinati a costruzione, ristrutturazione e messa in sicurezza degli edifici. Non un euro va al personale educativo, che secondo il modello dei servizi comunali resta a carico dei Comuni titolari delle strutture. La Corte dei Conti nel rapporto semestrale di maggio 2026 conferma il quadro dei ritardi: sulle 159 scadenze del primo semestre 2026, solo 11 risultavano completate ad aprile e la maggior parte dei cantieri procede al collaudo con tempi lunghi.
La matematica del personale mancante
Il conto è meccanico. Lo standard di riferimento del Dlgs 65/2017, recepito dalle Regioni, fissa rapporti tipici di 1 educatore ogni 5-6 lattanti, 1 ogni 7-8 divezzi e fino a 1 ogni 10 per la fascia più grande. Con una media prudenziale di 1 a 7, i 150.480 posti nuovi richiedono circa 21.500 educatori da reclutare in blocco, oltre al ricambio fisiologico dei nidi già in funzione. Sindacati e ricerche di categoria stimano un fabbisogno complessivo del comparto già oggi vicino alle 29.000 unità: la nuova offerta lo raddoppia in molti territori.
Sul lato dei bilanci comunali il quadro è altrettanto rigido. Il CCNL Funzioni Locali colloca l'educatore d'asilo full-time attorno ai 20.000 euro lordi tabellari annui, ai quali il Comune deve aggiungere oneri e coperture sostitutive: il costo effettivo per singola figura si assesta tra 32.000 e 35.000 euro l'anno. Un nido tipo da 60 posti, con 8-9 educatori a rotazione, comporta 270-315.000 euro di spesa corrente annua che i Comuni devono coprire con risorse proprie. Il tema del personale non docente resta scoperto anche altrove nella filiera educativa: lo racconta l'analisi sulla carta ATA e il piano MIM, che ricorda come le misure recenti si concentrino sui docenti e lascino indietro tutti gli altri profili.
Dove il buco pesa di più
La copertura nazionale dei nidi si è attestata al 31,6% dei bambini 0-2 nell'anno educativo 2023/2024, in avvicinamento al target europeo del 33% fissato dagli obiettivi di Barcellona. Il report ISTAT sui servizi educativi per l'infanzia 2023/2024 mostra però un divario territoriale che il PNRR rischia di aggravare: Centro al 36,7%, Nord-est al 36,2%, Nord-ovest al 31,5%, Sud fermo al 16,0% e Isole al 16,6%, con Campania 15,4%, Sicilia 15,5% e Calabria 17,2%. Le regioni meridionali hanno più posti da attivare grazie al criterio di riequilibrio del piano, ma hanno anche i bilanci comunali più fragili per finanziare in via strutturale educatori nuovi.
Il collegamento con la fotografia demografica è diretto: le stesse fasce d'età che il PNRR intende raggiungere sono al centro dell'osservazione sulla comunità educante letta con i dati Istat sui bambini, che mostra come la copertura reale dipenda dalla capacità del territorio di mettere insieme scuola, servizi e famiglie. Le mense, i sostituti in caso di malattia e il coordinamento pedagogico incidono ulteriormente sul conto che i sindaci devono chiudere entro l'estate. E sul fronte delle condizioni di lavoro il confronto sindacale è già aperto: cosa possa davvero chiedere il personale nei tavoli di trattativa lo ha ricordato di recente il pezzo su caldo in aula e collegi docenti, con dinamiche che valgono anche per gli educatori dei servizi 0-6.
Per l'anno educativo 2026/2027 la partita si gioca tra luglio e agosto: le graduatorie comunali per educatori si stanno chiudendo in queste settimane e chi non trova personale entro settembre lascia le aule vuote. La differenza tra un cantiere consegnato e un servizio attivo la fanno le buste paga, non le targhe.
Domande frequenti
Perché, nonostante la costruzione di nuovi nidi finanziati dal PNRR, manca il personale educativo?
Il PNRR finanzia solo la costruzione, ristrutturazione e messa in sicurezza degli edifici, ma non prevede fondi per l'assunzione del personale educativo, che resta a carico dei Comuni.
Quanti nuovi educatori sono necessari per coprire i posti nido creati dal PNRR?
Servono almeno 21.500 educatori aggiuntivi entro l'inizio dell'anno educativo 2026/2027 per garantire il funzionamento dei nuovi posti nido secondo i rapporti educatore-bambino previsti dalle norme regionali.
Qual è l'impatto economico per i Comuni nell'assumere il personale necessario?
Il costo effettivo per ogni educatore d'asilo full-time si attesta tra 32.000 e 35.000 euro l'anno; un nido tipo da 60 posti comporta una spesa annua tra 270.000 e 315.000 euro, che i Comuni devono coprire con risorse proprie.
Quali sono le regioni più in difficoltà nell'attivare i nuovi posti nido?
Le regioni del Sud e le Isole, come Campania, Sicilia e Calabria, hanno sia una copertura dei servizi più bassa che bilanci comunali più fragili, rendendo più complessa l'assunzione del personale necessario.
Cosa succede se i Comuni non riescono ad assumere gli educatori entro settembre 2026?
Se i Comuni non trovano il personale richiesto entro settembre 2026, i nuovi nidi resteranno inutilizzati e le aule rimarranno vuote, nonostante la consegna dei cantieri.
Come incide il divario territoriale sulla copertura dei servizi per l'infanzia?
Il divario territoriale rimane significativo: mentre il Centro e il Nord superano il 31% di copertura, il Sud e le Isole si fermano intorno al 16%, rischiando di aggravare ulteriormente le disuguaglianze nell'accesso ai servizi educativi.