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Smartphone vietati a scuola: in Europa cresce il nodo tempo libero
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Smartphone vietati a scuola: in Europa cresce il nodo tempo libero

Un esperimento ORF su 46.000 studenti mostra: tre settimane senza smartphone riducono depressione e insonnia. I divieti a scuola bastano?

La maggioranza dei paesi dell'Unione europea ha già introdotto o sta valutando regole nazionali sull'uso dello smartphone a scuola. Un rapporto preparato per la Commissione europea, ripreso dai media austriaci e italiani, mostra però che il tempo passato davanti allo schermo fuori dall'aula pesa più del divieto in classe. Il segnale più forte arriva da un esperimento austriaco condotto a marzo 2026 su 46.000 studenti tra Austria, Svizzera, Germania e Alto Adige.

L'esperimento ORF su 46.000 studenti

A marzo 2026 la trasmissione Dok 1 della televisione pubblica austriaca ORF ha organizzato quello che i suoi autori definiscono uno dei più grandi esperimenti europei sul tema. Circa 46.000 studenti dell'area DACH e dell'Alto Adige hanno vissuto tre settimane senza cellulare. Il primo giorno è stato il più difficile e due terzi dei partecipanti hanno completato il percorso, con i più giovani che hanno retto meglio dei più grandi. I risultati indicano una riduzione del 15% dei sintomi depressivi e un calo superiore al 20% dei disturbi del sonno. Numeri che, secondo la produzione, riguardano l'esposizione complessiva agli schermi e non soltanto le ore trascorse in aula. Il perimetro dell'esperimento, quindi, va oltre quello dei divieti scolastici già in vigore in mezza Europa.

Come si muovono i paesi Ue

In Polonia dal 1 settembre entrerà in vigore la legge approvata dal Sejm, ancora da confermare al Senato e da firmare al presidente, che vieta smartphone e dispositivi elettronici simili nelle scuole primarie durante le lezioni e le pause. In parlamento il divieto è stato esteso anche ai bambini della scuola dell'infanzia, con eccezioni per motivi di salute, per contatti urgenti con i genitori o quando l'insegnante ritiene il dispositivo utile all'attività didattica. In Italia il divieto in classe e nelle pause, introdotto prima per i più piccoli, è stato allargato alle scuole secondarie nel 2025: il Ministero dell'Istruzione ha giustificato la scelta con l'impatto dell'uso eccessivo dei dispositivi sulla concentrazione, sullo sviluppo cognitivo e sul rendimento scolastico. In Austria la regola vale anche nelle gite, salvo le uscite di più giorni durante le quali l'insegnante può concedere finestre di utilizzo. La Grecia nel 2025 ha lanciato l'iniziativa Smartphone negli zaini, con sanzioni progressive: confisca del telefono per la giornata, un giorno di sospensione per chi viene sorpreso a usarlo e possibile espulsione in caso di riprese o foto senza consenso. Da settembre 2024 a marzo 2026 sono state registrate circa 23.000 sospensioni, un dato che restituisce la scala effettiva dell'applicazione.

I divieti scolastici, per quanto capillari, coprono al massimo sei o sette ore al giorno. Il dato dell'esperimento austriaco riporta l'attenzione sull'uso serale, del fine settimana e delle vacanze, la parte del tempo di esposizione più difficile da regolare per una singola scuola o per un ministero.

Domande frequenti

Quali sono i principali risultati dell'esperimento austriaco sul divieto di smartphone?

L'esperimento, che ha coinvolto 46.000 studenti, ha mostrato una riduzione del 15% dei sintomi depressivi e oltre il 20% dei disturbi del sonno, evidenziando benefici collegati alla diminuzione dell'esposizione complessiva agli schermi.

Come stanno regolamentando l'uso degli smartphone le scuole nei diversi paesi europei?

La maggior parte dei paesi UE ha già introdotto o sta valutando normative che vietano l'uso degli smartphone a scuola. Le regole variano: in Polonia il divieto riguarda tutte le scuole primarie e dell'infanzia, in Italia è esteso fino alle scuole secondarie e in Grecia sono previste sanzioni progressive.

Perché il tempo libero trascorso davanti allo schermo è considerato più problematico del solo uso in classe?

Secondo il rapporto europeo, il tempo passato davanti agli schermi fuori dall'orario scolastico ha un impatto maggiore sul benessere degli studenti rispetto alle ore trascorse a scuola, rendendo più difficile il controllo da parte delle istituzioni scolastiche.

Quali eccezioni sono previste dalle normative per il divieto di smartphone a scuola?

Le eccezioni includono motivi di salute, necessità di contattare urgentemente i genitori o l'utilizzo del dispositivo quando ritenuto utile dall'insegnante per l'attività didattica, come specificato ad esempio dalla normativa polacca.

Quali sono le principali motivazioni dietro l'introduzione dei divieti di smartphone nelle scuole italiane?

Il Ministero dell'Istruzione italiano ha motivato il divieto con l'impatto negativo dell'uso eccessivo dei dispositivi sulla concentrazione, sullo sviluppo cognitivo e sul rendimento scolastico degli studenti.

Pubblicato il: 19 luglio 2026 alle ore 18:39

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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