Loading...
34 anni fa la strage di via d'Amelio: la commemorazione a Palermo del giudice Borsellino e degli agenti di scorta trucidati dalla mafia
Mondo

34 anni fa la strage di via d'Amelio: la commemorazione a Palermo del giudice Borsellino e degli agenti di scorta trucidati dalla mafia

A 34 anni dalla strage di via d'Amelio, Palermo ha commemorato Borsellino e i cinque agenti della scorta con un minuto di silenzio alle 16.58.

Palermo ha commemorato il 19 luglio 2026 il giudice Paolo Borsellino e i cinque agenti della scorta uccisi 34 anni fa nella strage di via d'Amelio. Alle 16.58, ora dell'esplosione dell'autobomba caricata di tritolo, centinaia di persone si sono radunate nel luogo dell'attentato per un minuto di silenzio.

La manifestazione è stata organizzata dalle Agende rosse, il movimento nato attorno a Salvatore Borsellino, fratello del giudice, per chiedere verità sui depistaggi che hanno accompagnato le indagini sulla strage. L'attentato del 1992 si inserisce nella stagione più drammatica della lotta alla mafia in Italia: Cosa Nostra colpì il pool antimafia a distanza di appena due mesi tra Falcone e Borsellino, in una sequenza che è considerata uno dei momenti spartiacque della recente storia repubblicana.

La cerimonia in via d'Amelio alle 16.58

Al raccoglimento sono seguiti il Silenzio militare e l'inno di Mameli, prima di un lungo applauso che ha chiuso il momento solenne. Durante la giornata si sono svolti anche eventi con bambini e ragazzi delle scuole cittadine, prima del corteo pomeridiano nel luogo della strage.

Nell'attentato del 19 luglio 1992 furono uccisi il magistrato e cinque agenti della polizia di Stato: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Borsellino era membro del pool antimafia e venne assassinato 57 giorni dopo Giovanni Falcone, ucciso nella strage di Capaci il 23 maggio dello stesso anno. Il giudice si trovava sul posto per andare a trovare la madre quando esplose l'auto imbottita di esplosivo parcheggiata sotto casa.

Le presenze istituzionali e le Agende rosse

Alla cerimonia hanno partecipato il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè e il capo della Polizia Vittorio Pisani, che ha commemorato gli agenti di scorta. Alla manifestazione erano presenti anche il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, l'europarlamentare ed ex sindaco di Palermo Leoluca Orlando, il senatore M5s Roberto Scarpinato, il deputato M5s Federico Cafiero De Raho e i magistrati Nino Di Matteo e Gaetano Paci. Con loro Salvatore Borsellino e Giovanni Impastato, fratello di Peppino e coordinatore delle attività di casa memoria a Cinisi.

Molti giovani hanno alzato l'agenda rossa durante il minuto di silenzio, simbolo storico della richiesta di verità e giustizia sulla strage. Nella folla comparivano cartelli polemici, tra cui uno con la scritta 'Stragi 93, la Commissione non vede non sente non parla', riferito ai lavori dell'attuale commissione parlamentare d'inchiesta sulle stragi del biennio 1992-1993.

A 34 anni dalla strage, con inchieste, processi e depistaggi ancora non pienamente ricostruiti, la richiesta di verità sui livelli di coinvolgimento nell'attentato resta il filo che tiene insieme la memoria di via d'Amelio. La giornata del 19 luglio è ormai un appuntamento fisso della memoria antimafia italiana, insieme a quella del 23 maggio dedicata a Giovanni Falcone e agli agenti della strage di Capaci.

Domande frequenti

Cosa viene commemorato ogni 19 luglio in via d'Amelio a Palermo?

Ogni 19 luglio si commemora la strage di via d'Amelio, in cui il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della scorta furono uccisi da un attentato mafioso nel 1992.

Qual è il significato delle Agende rosse durante la commemorazione?

Le Agende rosse sono il simbolo della richiesta di verità e giustizia sulla strage e sui depistaggi che hanno caratterizzato le indagini, e rappresentano il movimento nato attorno a Salvatore Borsellino, fratello del giudice.

Chi erano le vittime dell'attentato del 19 luglio 1992?

Le vittime furono il giudice Paolo Borsellino e i cinque agenti di scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

Quali personalità hanno partecipato alla commemorazione del 2026?

Alla cerimonia hanno partecipato rappresentanti istituzionali come il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, il capo della Polizia Vittorio Pisani, politici, magistrati, e membri delle associazioni antimafia.

Perché la strage di via d'Amelio è considerata un momento spartiacque nella storia italiana?

La strage si inserisce in una stagione drammatica della lotta alla mafia, avvenendo a soli 57 giorni dall'uccisione di Giovanni Falcone, e segnando profondamente la recente storia repubblicana italiana.

Quali attività sono state organizzate durante la giornata della commemorazione?

Durante la giornata si sono svolti momenti di raccoglimento, eventi con bambini e ragazzi delle scuole, il Silenzio militare, l'inno di Mameli e un corteo pomeridiano nel luogo della strage.

Pubblicato il: 19 luglio 2026 alle ore 18:15

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

Articoli Correlati