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Maturità 2026, mai così tanti ammessi: dove i voti dividono l'Italia
Scuola

Maturità 2026, mai così tanti ammessi: dove i voti dividono l'Italia

Voto in condotta e stop scena muta non hanno inasprito i numeri. Sardegna respinge il 7,1% dei maturandi, la Calabria porta al 100 uno studente su 5.

La maturità 2026 doveva essere l'anno della stretta: voto in condotta pesante, stop alla scena muta, colloquio riformato su quattro discipline. I dati del ministero dell'Istruzione e del Merito raccontano il contrario. Il 96,8% dei candidati è stato ammesso all'esame, mai una percentuale così alta negli ultimi anni. Fra chi si è presentato davanti alla commissione, il 99,7% è uscito con il diploma.

La stretta annunciata non si vede nei numeri

Le nuove regole erano pensate per selezionare di più. La Legge 150/2024 sul voto in condotta boccia lo studente con il 5 in comportamento e obbliga all'elaborato di cittadinanza chi si ferma al 6. Il decreto legge 127/2025, poi convertito in Legge 164/2025, ha vietato la scena muta al colloquio: chi rifiuta di rispondere è bocciato anche con crediti alti. Sulla carta, la maturità 2026 sarebbe stata il primo esame con meno ammessi e più bocciature.

La statistica dice altro. Gli ammessi crescono dello 0,3% rispetto al 96,5% del 2025 e dello 0,4% rispetto al 96,4% del 2024. In sede d'esame la bocciatura è un evento marginale: soltanto lo 0,3% dei candidati non ce l'ha fatta. Sui 527.607 studenti coinvolti, cioè 513.479 interni e 14.128 esterni, i respinti dalla commissione sono stati poco più di millecinquecento. La riforma ha cambiato il rito, non l'esito.

Il vero filtro sono gli scrutini, e la mappa spacca l'Italia

Il muro non è l'esame ma il passaggio che lo precede. Il 3,2% di studenti che non entrano nemmeno in commissione nasconde differenze regionali molto ampie. La Sardegna respinge il 7,1% degli iscritti al quinto anno, oltre il doppio della media nazionale. Seguono la Liguria con il 5,0% e il Trentino-Alto Adige con il 4,6%. All'estremo opposto il Molise ferma appena il 2,6% degli studenti, con Campania, Valle d'Aosta e Veneto tutte al 2,9%.

La forbice tra la regione più rigida e quella più permissiva è di 4,5 punti percentuali. Uno studente sardo, a parità di percorso, ha una probabilità 2,7 volte più alta di un coetaneo molisano di trovare il tabellone bloccato prima ancora di leggere la traccia di italiano. Il voto in condotta introdotto dalla Legge 150/2024 avrebbe dovuto rendere più omogenea la selezione. Nei fatti, ha lasciato intatta la geografia dei consigli di classe: dove si bocciava tanto si continua a bocciare tanto, dove il tasso di ammissione era largo è rimasto largo. La condotta, variabile autonoma dal 2024, non ha ancora spostato l'ago.

Dove il 100 è la norma, dove resta un'eccezione

Passato lo sbarramento iniziale, i voti tornano a raccontare due Italie. In Calabria un diplomato su cinque esce con il massimo: il 12,0% ottiene 100, un ulteriore 6,1% aggiunge la lode. Sommate, le eccellenze arrivano al 18,1%. In Sicilia il 100 secco è al 10,3%, in Puglia al 9,9%, in Campania al 9,5%. Al Nord la scala si inverte: in Valle d'Aosta la lode è allo 0,3%, in Lombardia i 100 senza lode si fermano al 4,0%, in Piemonte al 5,0%. La Lombardia guida invece la classifica dei 60/100 (6,8%), seguita da Liguria (6,4%) e Veneto (6,0%).

Su base nazionale i 100, con o senza lode, sono il 9,9%: il doppio dei 60 (4,9%). La media delle lodi è del 2,8%, circa 14mila studenti. Il paradosso resta aperto: le stesse regioni che chiudono in fondo alle rilevazioni INVALSI riempiono la parte alta del tabellone di stato. Le nuove regole del colloquio orale su quattro discipline avrebbero dovuto ridurre la discrezionalità delle commissioni. Il tabellone del 2026 dice che non è ancora così.

I dati completi dello scrutinio e dell'esame sono pubblicati nella pagina istituzionale del ministero sull'esame di stato del secondo ciclo, mentre lo stop alla scena muta resta la novità simbolica di questa riforma. La prossima verifica arriverà a settembre con le iscrizioni universitarie: lì si vedrà se un 78 preso a Milano vale quanto un 100 preso a Cosenza.

Domande frequenti

Quali erano le principali novità previste per la maturità 2026?

Le principali novità includevano un voto in condotta più severo, lo stop alla scena muta durante il colloquio orale e una riforma del colloquio su quattro discipline. Queste regole dovevano rendere l'esame più selettivo.

Nonostante le nuove regole, quanti studenti sono stati ammessi e promossi alla maturità 2026?

Il 96,8% dei candidati è stato ammesso all'esame e il 99,7% di chi ha sostenuto la maturità ha ottenuto il diploma. Si tratta delle percentuali più alte degli ultimi anni.

Perché ci sono così grandi differenze regionali nei tassi di ammissione e bocciatura?

Le differenze dipendono dalle diverse pratiche dei consigli di classe nelle varie regioni, che hanno mantenuto le loro abitudini nonostante le nuove regole. Ad esempio, la Sardegna boccia il 7,1% degli studenti, mentre il Molise solo il 2,6%.

Come sono distribuiti i voti finali tra le diverse regioni italiane?

Al Sud, specialmente in Calabria, Sicilia e Puglia, si registrano più studenti con il massimo dei voti e la lode, mentre al Nord i punteggi alti sono meno frequenti e sono più numerosi i voti minimi di 60/100.

Le nuove regole hanno davvero reso la maturità più selettiva?

No, nonostante i cambiamenti normativi, i dati dimostrano che il tasso di ammissione e promozione è aumentato e le differenze tra le regioni sono rimaste pressoché invariate.

Pubblicato il: 19 luglio 2026 alle ore 10:10

Savino Grimaldi

Articolo creato da

Savino Grimaldi

Giornalista Pubblicista Savino Grimaldi è un giornalista laureando in Economia e Commercio, con una solida esperienza maturata nel settore della formazione. Da anni lavora con competenza nell’ambito della formazione professionale, distinguendosi per una conoscenza approfondita delle politiche attive del lavoro e delle dinamiche che legano istruzione, occupazione e sviluppo delle competenze. Alla preparazione economica e professionale affianca una grande passione per la lettura e per il giornalismo, che ne arricchiscono il profilo umano e culturale. Spazia con disinvoltura tra diverse tematiche, offrendo sempre il proprio punto di vista con equilibrio, sensibilità e spirito critico.

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