Loading...
Maturità 2026: perché il voto in condotta pesa più dell'esame
Scuola

Maturità 2026: perché il voto in condotta pesa più dell'esame

Disponibile in formato audio

Con la Legge 150/2024 il 5 in condotta boccia subito e il 6 obbliga all'elaborato: ecco i numeri reali della Maturità 2025.

All'Esame di Maturità 2026 in tutte le sue novità, 527.607 studenti scoprono per la prima volta cosa significa concretamente la riforma del voto in condotta. Con un 5 nel comportamento si è bocciati subito, senza nemmeno entrare in commissione.

La regola scritta nella Legge 150/2024

La Legge 1° ottobre 2024 n. 150 sulla valutazione degli studenti, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 16 ottobre 2024 ed entrata in vigore il 31 ottobre dello stesso anno, ha riscritto tre passaggi chiave del decreto legislativo 62/2017 sulla valutazione degli studenti.

Il primo punto: con voto in comportamento inferiore a sei decimi il consiglio di classe delibera la non ammissione alla classe successiva o all'esame di Stato conclusivo. Il secondo riguarda direttamente la Maturità: con un 6 in condotta il consiglio assegna un elaborato critico di cittadinanza attiva e solidale, da discutere al colloquio orale. Il terzo tocca il credito scolastico: il punteggio massimo della fascia spetta solo se il voto di comportamento è pari o superiore a nove decimi.

Le nuove regole si intrecciano con la riforma complessiva della Maturità 2026, ridisegnata dal D.L. 127/2025 convertito in Legge 164/2025, che ha già modificato commissioni e materie d'esame, come fissato nella ordinanza ministeriale per l'esame di Maturità 2025/2026.0000054.26-03-2026.pdf).

Il vero filtro non è l'esame, sono gli scrutini

La fotografia dei dati MIM aiuta a capire dove pesa davvero la nuova regola. Alla Maturità 2025 i bocciati in commissione sono stati lo 0,3% dei candidati ammessi: praticamente nessuno fallisce davanti ai commissari. Il filtro reale arriva prima, allo scrutinio.

Nell'anno scolastico 2024/2025 il MIM ha registrato negli scrutini finali della secondaria di secondo grado un 5,6% di non ammessi e un 17,8% di studenti con il giudizio sospeso, in crescita rispetto al 16,9% del 2023/2024. Con la nuova legge il voto in condotta diventa una variabile autonoma di quelle percentuali: una sola insufficienza in comportamento porta alla bocciatura anche con la media del 9 in tutte le materie. Le regioni più severe sono state la Valle d'Aosta, con gli ammessi crollati dal 72,7% al 66,5%, e gli istituti tecnici, dove i non ammessi sono saliti all'8,1% contro il 3,1% dei licei.

Lo stesso vale per la lode. Alla Maturità 2025 i 100 e lode sono stati il 2,8% dei diplomati, circa 14.000 studenti, con la Calabria al 6,1% di lodi contro lo 0,3% della Valle d'Aosta. Da quest'anno, oltre alla media alta, serve un 9 esplicito in comportamento per accedere al massimo della fascia di credito, che vale fino a 40 punti su 100 dell'esame finale.

Cosa cambia in pratica per gli studenti

Tradotto sui banchi, la riforma toglie il margine che molti consigli di classe usavano fino al 2023/2024. Una sospensione disciplinare reiterata non si recupera più con uno scritto brillante: con un 5 in condotta lo studente non entra all'esame, indipendentemente dal voto in matematica o in latino. Anche le nuove regole della seconda prova della Maturità 2025 restano del tutto irrilevanti se il consiglio di classe non ammette il candidato.

Il 6 in condotta non boccia ma costringe a discutere un elaborato individuale assegnato dal consiglio di classe in sede di scrutinio. Il tema è legato al comportamento che ha portato all'insufficienza: il colloquio diventa così una prova aggiuntiva dentro l'orale, non un approfondimento generico sulla cittadinanza.

Per chi punta al massimo il taglio è altrettanto netto. Con 8 in comportamento si scende di un punto nella fascia di credito del quinto anno. Un alunno con la media del 9 ma una sanzione disciplinare durante l'anno parte già perdente nella corsa al 100 e lode. Le scadenze e procedure di convalida della domanda di Maturità restano quelle definite a inizio anno, senza margini per intervenire a posteriori sul voto di comportamento.

Per i 527.607 candidati che affrontano l'esame, l'unica verifica utile è leggere la propria pagella e contare quanti decimi separano il voto di comportamento dal 9. Da quest'anno quei decimi valgono punti reali sull'esame di Stato.

Domande frequenti

Cosa succede se uno studente prende 5 in condotta alla Maturità 2026?

Con un 5 in comportamento lo studente viene bocciato automaticamente e non è ammesso all'esame di Stato, a prescindere dai voti ottenuti nelle altre materie.

Quali sono le principali novità introdotte dalla Legge 150/2024 riguardo al voto in condotta?

La Legge 150/2024 stabilisce che il voto di condotta inferiore a sei decimi comporta la non ammissione all'anno successivo o all'esame di Stato; inoltre, un 6 in condotta impone la discussione di un elaborato specifico durante l'orale, mentre il massimo credito scolastico si ottiene solo con almeno 9 in condotta.

Come incide il voto di condotta sul credito scolastico e sul 100 e lode?

Per ottenere il massimo punteggio di credito scolastico, che può valere fino a 40 punti sull'esame finale, è necessario avere almeno 9 in condotta. Anche chi ha una media alta, ma un comportamento inferiore a 9, non potrà accedere al 100 e lode.

Cosa comporta avere 6 in condotta alla Maturità?

Avere 6 in condotta non comporta la bocciatura, ma obbliga lo studente a presentare e discutere un elaborato critico sul comportamento durante il colloquio orale dell'esame di Stato.

Quando viene deciso se uno studente è ammesso o meno all'esame di Maturità?

La decisione viene presa durante gli scrutini finali dal consiglio di classe, che valuta il comportamento e i risultati scolastici; il vero filtro all'ammissione è quindi lo scrutinio, non la commissione d'esame.

Pubblicato il: 22 giugno 2026 alle ore 08:29

Savino Grimaldi

Articolo creato da

Savino Grimaldi

Giornalista Pubblicista Savino Grimaldi è un giornalista laureando in Economia e Commercio, con una solida esperienza maturata nel settore della formazione. Da anni lavora con competenza nell’ambito della formazione professionale, distinguendosi per una conoscenza approfondita delle politiche attive del lavoro e delle dinamiche che legano istruzione, occupazione e sviluppo delle competenze. Alla preparazione economica e professionale affianca una grande passione per la lettura e per il giornalismo, che ne arricchiscono il profilo umano e culturale. Spazia con disinvoltura tra diverse tematiche, offrendo sempre il proprio punto di vista con equilibrio, sensibilità e spirito critico.

Articoli Correlati