Giovedì 22 ottobre il PalaFacchetti di Treviglio ospita 1.800 tra studenti e docenti arrivati da tutta Italia per la quinta edizione di HackersGen, l'iniziativa di orientamento digitale promossa da Fondazione Gianfranco Marilli E.T.S. con SORINT.lab. Il progetto è l'unico italiano tra i dieci finalisti del Global EdTech Prize 2026 nella categoria Non-Profit, con la finale di T4 Education in programma a Londra il 16 e 17 gennaio 2027.
L'evento e il riconoscimento internazionale
Rivolto a ragazze e ragazzi tra 16 e 19 anni, HackersGen si articola tra PalaFacchetti BCC Carate e Treviglio e Anteo Spazio Cinema. L'obiettivo dichiarato è mettere in contatto diretto scuole, giovani e professionisti del settore IT. L'edizione 2026 porta il titolo «Che ExploIT! No shortcuts. Just Direction», un gioco sul doppio significato della parola exploit tra sicurezza informatica e impresa straordinaria.
Il premio di T4 Education valorizza esperienze educative con impatto misurabile e replicabile. Essere tra i dieci finalisti al mondo nella categoria dei progetti non profit è un risultato notevole per un'iniziativa nata nel territorio bergamasco e cresciuta per cinque edizioni.
Dietro i numeri dell'evento: l'Italia resta al 4%
A questi 1.800 giovani che un giovedì mattina si confrontano con le professioni digitali fa da sfondo un quadro nazionale distante dagli standard europei. Il report Digital Decade 2025 della Commissione europea fissa al 45,8% la quota di italiani 16-74 anni con competenze digitali almeno di base, contro una media UE del 55,6% e un obiettivo 2030 fissato all'80%. Il divario pesa quasi dieci punti percentuali.
Il quadro peggiora sul fronte professionale. Secondo i dati Eurostat sugli specialisti ICT nell'occupazione UE, nel 2024 gli specialisti ICT rappresentavano il 4% degli occupati italiani, contro il 5% della media europea. L'Italia è terz'ultima nell'Unione, davanti solo a Grecia (2,5%) e Romania (2,8%). Nel 2025 la quota italiana è scesa ancora al 3,8%, mentre la media UE è rimasta stabile.
STEM e divario di genere: il bacino di partenza
A monte della professionalizzazione c'è il tema dei laureati STEM. Eurostat misura per il 2023 una media UE di 22,4 laureati in discipline scientifico-tecnologiche ogni mille abitanti tra 20 e 29 anni. L'ultimo dato italiano certificato da Istat nel Rapporto annuale 2024 si ferma a 18,3 ogni mille, con un divario di genere ampio: 21 uomini contro 14,3 donne. La forbice si allarga sul mercato del lavoro, dove tra gli occupati ICT italiani le donne sono il 15,7%, quasi quattro punti sotto la media UE del 19,5%.
Progetti come HackersGen agiscono proprio su questo imbuto, cercando di avvicinare studenti e studentesse alle carriere tecnologiche prima che la scelta universitaria sia già fatta. L'esodo studentesco raccontato in Nuova Zelanda spinge, l'Italia perde 110mila iscritti in un anno ricorda che il bacino di partenza sta subendo il doppio colpo del calo demografico e della mobilità in uscita.
Volontariato bottom-up e politica che resta indietro
Il Piano nazionale Scuola 4.0 e i fondi PNRR dovrebbero accompagnare il recupero sulle competenze digitali, ma il monitoraggio della Commissione europea segnala ancora un ritardo strutturale. L'apertura dell'anno scolastico ad Amatrice con Mattarella e Valditara ha riportato le priorità dichiarate dal Governo per il nuovo anno, con la formazione tecnica e l'orientamento tra i temi centrali ma senza indicatori intermedi di avanzamento verso il target 2030.
Nel frattempo altri Paesi europei riducono il sostegno alla mobilità internazionale: lo mostra il caso della chiusura di NORSTIP nel budget 2027 di Oslo, segnale di un clima in cui ogni sistema nazionale deve puntare sulle risorse interne per generare specialisti ICT. Per l'Italia significa che iniziative volontarie come HackersGen diventano un pezzo necessario di una filiera dove la componente pubblica non basta ancora.
Il verdetto del Global EdTech Prize arriverà a Londra tra meno di tre mesi. Portare un progetto territoriale sul podio mondiale confermerebbe la vitalità di esperienze dal basso, in un sistema che per ora resta un punto percentuale sotto la media UE di specialisti ICT e deve ancora recuperare quasi dieci punti sulle competenze digitali di base.
Domande frequenti
Che cos'è HackersGen e qual è il suo obiettivo principale?
HackersGen è un'iniziativa di orientamento digitale rivolta a studenti e docenti, promossa da Fondazione Gianfranco Marilli E.T.S. con SORINT.lab. L'obiettivo è mettere in contatto diretto giovani e professionisti IT per favorire l'avvicinamento alle carriere tecnologiche.
Perché la partecipazione di HackersGen al Global EdTech Prize è considerata significativa?
Essere tra i dieci finalisti mondiali nella categoria Non-Profit del Global EdTech Prize rappresenta un riconoscimento internazionale di grande rilievo, valorizzando l'impatto e la replicabilità del progetto partito dal territorio bergamasco.
Qual è la situazione dell'Italia rispetto alle competenze digitali e agli specialisti ICT in Europa?
L'Italia è terz'ultima in UE per quota di specialisti ICT sugli occupati e registra un livello di competenze digitali di base inferiore di quasi dieci punti percentuali rispetto alla media europea. Inoltre, la percentuale di donne nel settore ICT è decisamente più bassa rispetto alla media UE.
Come contribuisce HackersGen alla riduzione del divario di genere nelle discipline STEM?
HackersGen cerca di coinvolgere sia studenti che studentesse nell'orientamento verso le carriere tecnologiche prima delle scelte universitarie, agendo sul divario di genere che vede ancora poche donne tra i laureati e gli occupati ICT in Italia.
Quali sono le criticità strutturali che ostacolano la crescita degli specialisti ICT in Italia?
Le principali criticità sono il basso numero di laureati STEM, il calo demografico, la mobilità studentesca in uscita e un ritardo strutturale nel recupero delle competenze digitali, nonostante i piani nazionali e i fondi europei.
Qual è il ruolo delle iniziative dal basso come HackersGen rispetto alle politiche pubbliche italiane?
In assenza di un sufficiente avanzamento delle politiche pubbliche e con indicatori intermedi ancora carenti, iniziative volontarie come HackersGen sono fondamentali per promuovere l'educazione digitale e la formazione di nuovi specialisti ICT in Italia.