La Manovra 2026 interviene sulla scuola con quattro misure, ma lo stato di approvazione non è uguale per tutte: due sono nel disegno di legge di bilancio e seguono ancora l'iter parlamentare dei 137 articoli della bozza; altre due sono già operative con la Legge 164/2025, che ha convertito il DL 127/2025 ed è in vigore dal 6 novembre 2025. Il quadro finanziario di riferimento resta il Documento Programmatico di Bilancio.
Le due misure già in vigore
La Carta del Docente passa a cadenza quadriennale per hardware e software: dall'anno scolastico 2025/26 l'uso della Carta per computer, tablet o programmi è consentito alla prima erogazione del bonus e poi solo quattro anni dopo. Per chi l'ha già utilizzata prima del 2025/26 resta ammesso un acquisto nell'anno in corso, poi scatta lo stesso vincolo quadriennale. La platea viene estesa ai supplenti con contratto fino al 30 giugno e al personale educativo. L'importo del bonus non è più fissato per legge ma determinato anno per anno con decreto MIM-MEF.
Il sostegno conserva il canale straordinario di immissione in ruolo dalla prima fascia delle GPS, con mini call veloce per i posti residui, fino al 31 dicembre 2026. La proroga non è nella Manovra ma nel DL 127/2025 ed è pensata per convivere con il quadro assunzionale 2026/27. Il 2026/27 è, ad oggi, l'ultimo anno coperto dalla proroga: oltre quella data serve un nuovo intervento normativo.
Le due misure in bozza di bilancio
Sulle supplenze brevi nella secondaria di primo e secondo grado, la bozza trasforma in obbligo per il dirigente scolastico la copertura con personale interno delle assenze fino a dieci giorni su posto comune, salvo motivate esigenze didattiche. Restano fuori dall'obbligo infanzia, primaria e sostegno, dove la sostituzione interna resta una facoltà del dirigente. L'obiettivo dichiarato è ridurre la spesa per supplenze e reinvestire i risparmi nel miglioramento dell'offerta formativa. Per i dirigenti scolastici si apre il tema della regolazione interna su criteri di turnazione, compensi accessori e continuità didattica, da definire a livello di istituto.
La seconda misura è la detassazione dei compensi accessori: imposta sostitutiva al 15% su un massimo di 800 euro annui, con soglia di reddito a 50.000 euro e applicazione limitata all'anno 2026. È una norma orizzontale sul lavoro pubblico, che tocca anche la scuola per straordinari, indennità e trattamenti accessori riconosciuti al personale non dirigenziale. L'aliquota ridotta sostituisce IRPEF e addizionali ordinarie: il risparmio reale dipende dall'aliquota marginale del lavoratore e il meccanismo è automatico salvo rinuncia scritta.
L'operatività delle quattro misure resta condizionata ai decreti attuativi e, per la parte in bozza, al voto parlamentare previsto entro fine anno. I dettagli applicativi arriveranno con indirizzi ministeriali e circolari MIM-MEF nei primi mesi del 2026. Il testo di riferimento per la parte già approvata è il Decreto-legge 127/2025 su Normattiva.
Domande frequenti
Quali sono le principali novità introdotte dalla Manovra 2026 per la scuola?
La Manovra 2026 introduce quattro misure: due già operative (modifica alla Carta del Docente e proroga del canale straordinario per il sostegno) e due ancora in bozza (obbligo di copertura interna delle supplenze brevi e detassazione dei compensi accessori).
Come cambia l'utilizzo della Carta del Docente dal 2025/26?
Dal 2025/26 la Carta del Docente per l'acquisto di hardware e software potrà essere usata solo ogni quattro anni, con estensione anche ai supplenti annuali e al personale educativo. L'importo del bonus non sarà più fisso ma deciso annualmente con decreto MIM-MEF.
Cosa prevede la nuova normativa sulle supplenze brevi nella scuola secondaria?
La bozza della Manovra 2026 prevede che il dirigente scolastico sia obbligato a coprire internamente le assenze fino a dieci giorni su posto comune nella secondaria, salvo motivate esigenze didattiche. Infanzia, primaria e sostegno restano escluse da questo obbligo.
In cosa consiste la detassazione dei compensi accessori per il personale scolastico?
La misura prevede un'imposta sostitutiva del 15% su un massimo di 800 euro annui di compensi accessori per il personale non dirigenziale, con soglia di reddito a 50.000 euro e applicazione solo per il 2026. L'aliquota ridotta sostituisce IRPEF e addizionali, con applicazione automatica salvo rinuncia.
Quando entreranno in vigore le nuove misure e quali passaggi sono ancora necessari?
Le due misure già operative sono in vigore dal 6 novembre 2025 con la Legge 164/2025, mentre quelle in bozza dovranno essere approvate dal Parlamento entro fine anno. L'operatività completa richiederà anche decreti attuativi e circolari ministeriali previste nei primi mesi del 2026.