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A Bergamo una 19enne al limite: i numeri del disagio da maturità
Scuola

A Bergamo una 19enne al limite: i numeri del disagio da maturità

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Una 19enne di Bergamo salvata per l'ansia da maturità. Il 92,6% è preoccupato e 1 su 3 ha attacchi di panico: i dati e cosa manca nella scuola.

Una studentessa di 19 anni si è seduta sul ballatoio di una finestra al secondo piano della sua scuola di Bergamo, con una gamba nel vuoto. Ha chiamato lei stessa il 112. Un carabiniere l'ha raggiunta in cinque minuti, le ha chiesto il permesso di abbracciarla e l'ha trascinata in sicurezza. La ragazza aveva spiegato di non reggere più la pressione delle ultime settimane: gli esami di maturità 2026 e le interrogazioni di fine anno.

La telefonata al 112 e il salvataggio

Il fatto è avvenuto il 25 maggio in una scuola superiore di Bergamo. Mentre la ragazza teneva il contatto con la centrale operativa del 112, una pattuglia dei carabinieri raggiungeva l'istituto in cinque minuti. Il militare intervenuto ha usato un approccio diretto: ha parlato con lei dei cantanti che le piacevano di più, tenendola in linea. "Piangeva disperata", ha raccontato. "Le ho detto che era tutto risolvibile ed è scoppiata a piangere. Mi è sembrato un abbraccio infinito".

Dopo il salvataggio, la studentessa è stata visitata dal personale del 118 e portata all'ospedale per accertamenti, insieme alla sua famiglia. Al termine dell'intervento, i carabinieri hanno rivolto un messaggio diretto agli studenti: "Invitiamo i ragazzi a contattare il 112, noi siamo sempre a disposizione".

I dati del disagio: non un episodio isolato

I numeri più recenti inquadrano il fatto di Bergamo come segnale di un disagio strutturale. Secondo una rilevazione sulla maturità 2024, il 92,6% degli studenti dichiara forte preoccupazione in vista dell'Esame di Stato e oltre 1 su 3 riferisce episodi riconducibili ad attacchi di panico. Un'indagine della piattaforma LeTueLezioni su 200 tutor privati documenta una trasformazione nella domanda di supporto: il 53% degli insegnanti privati osserva negli ultimi cinque anni un aumento di ragazzi che chiedono aiuto non per colmare lacune didattiche, ma per imparare a gestire l'ansia.

Il Rapporto AlmaDiploma 2025, elaborato su oltre 26.000 diplomati del 2024, conferma la stessa tendenza: più di 1 diplomato su 2 identifica l'ansia come l'emozione più diffusa tra i banchi. Il 55,3% vorrebbe che il benessere psicologico entrasse nel programma scolastico, e quasi il 50% chiede strumenti concreti per gestire stress e fragilità emotive.

Il Rapporto ISTAT sul benessere equo e sostenibile 2024 aggiunge una prospettiva generazionale: l'indice di salute mentale tra i 14-19enni italiani è calato dopo il 2020 e non ha ancora recuperato i livelli precedenti, con un deterioramento più accentuato tra le ragazze.

Il supporto psicologico che la scuola non offre

Il Coordinamento Nazionale Docenti della Disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) ha chiesto l'introduzione di percorsi strutturati di educazione emotiva nelle scuole. Romano Pesavento, presidente del CNDDU, descrive un passaggio preoccupante: da un'ansia legata alla singola prestazione a quella che chiama "ansia identitaria", in cui la paura del voto insufficiente si trasforma in paura di essere persone inadeguate. "La scuola rischia di trasformarsi nel luogo in cui non vengono valutate le competenze, ma la percezione del proprio valore personale", ha osservato.

Il 40% dei tutor riferisce che i ragazzi affrontano il tema dello stress già al primo incontro con l'insegnante privato. Questo dato, combinato con il 55,3% di diplomati che chiede supporto psicologico esplicito, indica che la domanda esiste ma trova risposta fuori dalla scuola, non al suo interno. Per i maturandi 2026, la prima prova scritta è il 18 giugno. Per restare aggiornati sulle prove, sono disponibili le novità sugli esami di maturità e le nuove regole per le seconde prove.

Quando un terzo degli studenti riferisce attacchi di panico e oltre la metà chiede supporto psicologico che la scuola non eroga, il disagio non si risolve aspettando giugno. Chi si trova in difficoltà può chiamare il 112: il caso di Bergamo ha mostrato che risponde.

Domande frequenti

Quali sono le cause principali del disagio tra gli studenti che affrontano la maturità?

Le principali cause del disagio sono la pressione legata agli esami di maturità e alle interrogazioni di fine anno, unite a un'ansia crescente che spesso si trasforma in paura di non essere all'altezza.

Quanto è diffuso il disagio psicologico tra gli studenti italiani che si preparano alla maturità?

Secondo i dati, il 92,6% degli studenti prova forte preoccupazione per l'Esame di Stato, oltre un terzo ha vissuto episodi riconducibili ad attacchi di panico e più della metà identifica l'ansia come emozione predominante.

Come hanno risposto le istituzioni scolastiche e i docenti a questa crescente domanda di supporto psicologico?

La scuola, ad oggi, non offre percorsi strutturati di supporto psicologico; la richiesta di aiuto viene spesso soddisfatta da tutor privati o da iniziative esterne, mentre il Coordinamento Nazionale Docenti chiede l'introduzione di educazione emotiva nelle scuole.

Cosa possono fare gli studenti che si trovano in difficoltà emotiva o psicologica?

Gli studenti in difficoltà possono contattare il 112, come dimostrato dal caso di Bergamo, dove l'intervento tempestivo dei carabinieri ha aiutato una ragazza in crisi emotiva.

Quali cambiamenti vorrebbero vedere gli studenti in merito al benessere psicologico a scuola?

Oltre il 55% dei diplomati desidera che il benessere psicologico sia inserito nei programmi scolastici e quasi la metà chiede strumenti concreti per gestire stress e fragilità emotive.

Come è cambiata la domanda di supporto tra gli studenti negli ultimi anni?

Negli ultimi cinque anni, il 53% dei tutor privati ha osservato un aumento di richieste non solo per colmare lacune didattiche, ma soprattutto per imparare a gestire l'ansia e lo stress legati alla scuola.

Pubblicato il: 26 maggio 2026 alle ore 14:02

Michele Monaco

Articolo creato da

Michele Monaco

Redattore Michele Monaco è imprenditore, ricercatore e docente universitario con oltre vent'anni di esperienza nell'innovazione digitale, nella formazione e nella consulenza strategica. Laureato in Scienze Politiche e Internazionali, è CEO di Adventus Consulting Jdoo (Umag, Croazia dove risiede stabilmente) e Presidente Nazionale di ENBAS, ente bilaterale attivo nella formazione professionale e nelle politiche attive per il lavoro. In qualità di Coordinatore Nazionale dei Progetti di Ricerca presso ERSAF, guida iniziative che coniugano intelligenza artificiale e formazione, tra cui FindYourGoal.it, piattaforma di orientamento scuola-lavoro basata sul modello LifeComp, Avatar4University.Org, sistema AI per la creazione di corsi universitari con avatar docente, KeepYouCare.it, piattaforma di telemedicina, telesoccorso e telerefertazione. È inoltre Delegato della Regione Calabria presso il Ministero degli Esteri per la Cooperazione Internazionale ed è membro del tavolo delle regioni, dove coordina un progetto per la creazione di un Hub Formativo in Tunisia. Docente a contratto di Diritto dell'Economia e Diritto Internazionale presso la SSML di Lamezia Terme e presso l'Università Telematica eCampus, è autore di pubblicazioni in ambito pedagogico sulle competenze caratteriali e il framework LifeComp. Ha tenuto interventi al Senato della Repubblica, alla Camera dei Deputati, in Regione Lombardia e a Buenos Aires su temi che spaziano dalla pedagogia speciale, alla telemedicina ed alla cooperazione internazionale. Innovation Manager certificato MISE, unisce visione strategica e competenza tecnologica con una vocazione per il dialogo istituzionale e la ricerca applicata.

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