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Cadmio nei fertilizzanti: cosa cambia con la legge francese 2026
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Cadmio nei fertilizzanti: cosa cambia con la legge francese 2026

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L'Assemblea francese ha votato il taglio del cadmio nei fertilizzanti a 40 mg/kg dal 2027 e 20 mg/kg dal 2030. Confronto con il limite UE da 60 mg/kg.

Indice: Cosa ha approvato l'Assemblea nazionale francese | Perché il cadmio nei fertilizzanti finisce nel piatto | Le obiezioni mosse durante il dibattito | Errori comuni nel leggere la notizia | Domande frequenti

Cosa ha approvato l'Assemblea nazionale francese

Nella tarda serata del 3 giugno 2026 l'Assemblea nazionale francese ha votato in prima lettura una proposta di legge che limita progressivamente il cadmio nei concimi fosfatici utilizzati in agricoltura. Il testo è stato presentato dal deputato ecologista Benoît Biteau, in qualità di relatore, e dalla deputata Clémentine Autain. Il voto si è chiuso con 144 sì e 22 no.

La maggioranza che ha sostenuto il testo riunisce i gruppi della sinistra, Horizons, MoDem e Renaissance. Si sono opposti i deputati del Rassemblement National, una deputata di Les Républicains e due esponenti della destra repubblicana. Il governo francese si era schierato a favore di un calendario meno stringente, ritenendo difficilmente sostenibile per gli agricoltori una riduzione così rapida senza alternative tecniche già pronte sul mercato.

Il provvedimento prevede due tappe: dal 2027 il limite di cadmio nei fertilizzanti fosfatici non potrà superare i 40 milligrammi per chilo di P2O5, dal 2030 dovrà scendere a 20 mg/kg. Il governo aveva inizialmente proposto una traiettoria più morbida (60 mg/kg dal 2027, 40 mg/kg dal 2030 e 20 mg/kg solo dal 2038), poi superata dal voto in aula. La proposta dovrà ora essere esaminata dal Senato, che ne discuterà nei prossimi mesi.

Perché il cadmio nei fertilizzanti finisce nel piatto

Il cadmio è un metallo pesante presente come impurezza nei minerali di fosfato usati per produrre concimi. Una volta sparso sui campi, si accumula nel suolo e viene assorbito dalle radici, finendo nei cereali, nelle verdure a foglia, nei tuberi, nei legumi e a cascata nei prodotti di origine animale.

L'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) lo classifica nel gruppo 1, quello dei cancerogeni certi per l'uomo. L'esposizione cronica è associata a danni renali, demineralizzazione ossea, problemi di fertilità e a un aumentato rischio di tumori a polmoni, prostata, vescica ed endometrio.

Nel 2009 l'autorità europea per la sicurezza alimentare ha rivisto al ribasso la dose settimanale tollerabile, fissandola a 2,5 microgrammi per chilo di peso corporeo. Il Parere EFSA sulla dose settimanale tollerabile di cadmio segnala che l'esposizione media degli adulti europei è già vicina a quel valore e che i consumatori vegetariani arrivano in media a 5,4 microgrammi per chilo, oltre il doppio della soglia. Anche i bambini e chi vive in aree contaminate possono superare ampiamente il limite di sicurezza.

Le obiezioni mosse durante il dibattito

Il fronte contrario al testo, guidato dal Rassemblement National e da una parte della destra repubblicana, ha messo al centro un argomento economico: ridurre il cadmio significa rivolgersi a giacimenti di fosfato meno contaminati, oggi concentrati soprattutto in Russia, oppure investire in tecnologie di decadmiazione ancora costose.

Anche il governo francese ha espresso riserve sul calendario, ritenendolo difficilmente compatibile con i tempi di adeguamento dell'industria dei concimi. La traiettoria del governo prevedeva il limite di 20 mg/kg solo nel 2038, otto anni più tardi rispetto al testo votato.

I proponenti hanno risposto richiamando le raccomandazioni dell'Anses, l'agenzia francese per la sicurezza sanitaria dell'alimentazione, che già nel 2019 aveva chiesto un abbassamento netto del limite. Clémentine Autain ha sintetizzato il senso politico del voto con la frase Abbiamo preso le nostre responsabilità e abbiamo vinto, citata dalla stampa francese all'uscita dell'aula.

Errori comuni nel leggere la notizia

Confondere il limite nei fertilizzanti con quello negli alimenti: il tetto di 40 o 20 mg/kg riguarda il cadmio contenuto nel concime, non la quantità presente nel cibo finale. Per gli alimenti vigono regolamenti UE separati, in particolare il Regolamento 1881/2006 e i suoi aggiornamenti, che fissano soglie diverse per cereali, ortaggi, frattaglie e prodotti per l'infanzia.

Pensare che la legge sia già in vigore: il voto del 3 giugno 2026 è solo la prima lettura. Per diventare diritto positivo il testo deve passare l'esame del Senato francese e, in caso di modifiche, tornare all'Assemblea. Fino ad allora resta in vigore la deroga nazionale a 90 mg/kg.

Trattare la decisione come un caso isolato: il dibattito francese si inserisce in una clausola di revisione del Regolamento UE 2019/1009 che la Commissione europea avrebbe dovuto avviare già nel 2026. Il voto dell'Assemblea funziona di fatto come pressione politica sul tavolo europeo, perché un altro Stato membro con limite nazionale più stringente diventa un punto di riferimento nei negoziati.

Sovrapporre cadmio e pesticidi: la legge non riguarda i prodotti fitosanitari, ma i fertilizzanti minerali fosfatici. La via di contaminazione è chimica e di lungo periodo, non legata ai trattamenti antiparassitari.

Domande frequenti

Quando entrerebbero in vigore i nuovi limiti francesi?

Se il Senato confermasse il testo nei termini votati dall'Assemblea, il primo gradino scatterebbe nel 2027 con il tetto di 40 mg/kg di P2O5. Il secondo gradino, a 20 mg/kg, partirebbe nel 2030. Restano possibili modifiche durante l'esame al Senato e, in caso di disaccordo tra le due camere, un nuovo passaggio all'Assemblea.

Il limite europeo a 60 mg/kg può essere modificato?

Sì. Il Regolamento 2019/1009 prevede una clausola di revisione quattro anni dopo l'entrata in applicazione, cioè dal 2026. La Commissione europea può proporre un abbassamento del tetto. La spinta francese può influenzare la discussione, soprattutto se altri Stati membri si uniranno alla richiesta di soglie più severe.

Quali alimenti contengono più cadmio?

Le concentrazioni più alte si registrano in alghe, frutti di mare, cioccolato, cereali integrali, semi e legumi. Anche le frattaglie come fegato e rene di animali allevati sono fonti rilevanti. Per la dieta media europea il contributo principale arriva da cereali e prodotti a base di cereali, perché consumati in grandi quantità.

Esiste un'etichetta che segnala i fertilizzanti a basso cadmio?

Sì. Il Regolamento UE 2019/1009 ha introdotto un'etichetta volontaria di basso contenuto di cadmio per i fertilizzanti a marchio CE che restano sotto i 20 mg/kg di P2O5. È la stessa soglia che la legge francese vorrebbe rendere obbligatoria entro il 2030. La traiettoria scelta dall'Assemblea nazionale non chiude la partita: la decisione finale resta nelle mani del Senato francese e, sullo sfondo, della Commissione europea, che entro pochi anni dovrà dire se mantenere il limite a 60 mg/kg o seguire la direzione indicata da Parigi. Per chi segue la filiera agroalimentare, il numero da tenere d'occhio nei prossimi mesi resta 20 mg/kg: è la soglia che separa oggi il mercato volontario del basso cadmio dal nuovo standard di legge che la Francia ha messo sul tavolo.

Pubblicato il: 11 giugno 2026 alle ore 20:13

Ilaria Brozzi

Articolo creato da

Ilaria Brozzi

Giornalista Pubblicista Ilaria Brozzi è naturalista e biologa con una forte passione per la divulgazione scientifica. Laureata in Scienze Naturali e in Genetica e Biologia Molecolare, nel corso del suo percorso accademico e professionale ha approfondito lo studio dei processi biologici e degli equilibri che regolano i sistemi naturali, sia a livello macroscopico sia molecolare. Ha svolto attività di ricerca presso il CNR–IBPM (Istituto di Biologia e Patologia Molecolari) della Sapienza Università di Roma, occupandosi in particolare di biologia vegetale. Nel corso della sua esperienza professionale ha inoltre avuto modo di confrontarsi con diverse realtà lavorative che, pur non sempre direttamente collegate al suo ambito di studi, hanno contribuito ad ampliare il suo sguardo interdisciplinare e la sua capacità di analizzare fenomeni complessi da prospettive differenti. Parallelamente all’interesse per la ricerca, coltiva da sempre una forte vocazione per la divulgazione scientifica, con particolare attenzione alla trasmissione del sapere alle nuove generazioni e alla promozione di una cultura scientifica consapevole e accessibile. Su edunews24.it si occupa di scuola e università, con un focus sui temi della tecnologia, della ricerca e dell’innovazione scientifica, promuovendo una divulgazione chiara, accessibile e basata su fonti scientifiche affidabili. Tra le sue principali passioni figurano lo sport e la musica, che rappresentano per lei importanti strumenti di equilibrio, disciplina ed energia.

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