Il 21 luglio 2026 il Parlamento francese ha approvato il divieto di accesso ai social network per i minori di 15 anni con 243 voti favorevoli e 2 contrari al Senato e 279 sì contro 81 no all'Assemblea nazionale. La norma entra in vigore il 1° settembre 2026 per i profili di nuova creazione e dal 1° gennaio 2027 anche per quelli già esistenti, che dovranno essere verificati o chiusi.
Cosa cambia dal 1° settembre 2026
La legge affida alle piattaforme (Instagram, Facebook, TikTok, Snapchat e YouTube) l'obbligo di verificare l'età degli utenti tramite almeno due sistemi tecnici, come France Identité o Docaposte, senza raccogliere l'identità completa. Restano fuori dal perimetro le enciclopedie online, i cataloghi didattici e le piattaforme di sviluppo software con finalità educative. Non sono previste sanzioni pecuniarie per i minori o per i genitori: le multe ricadono soltanto sulle aziende che non implementano un sistema di controllo affidabile. Il testo deve ora superare il vaglio del Consiglio costituzionale prima della promulgazione. Approfondimento sulla legge: Francia prima in Europa a vietare i social ai minori di 15 anni.
Australia, otto mesi prima: 85% aggira il ban
L'esperimento francese non è il primo. Il 10 dicembre 2025 l'Australia ha introdotto una restrizione analoga fissando però il limite ai 16 anni. Uno studio pubblicato su The BMJ il 25 giugno 2026 sulle restrizioni ai social in Australia ha seguito 408 adolescenti del New South Wales prima del ban e tre mesi dopo l'entrata in vigore. Il risultato: oltre l'85% degli under 16 ha continuato a usare le piattaforme vietate. Due terzi degli intervistati hanno dichiarato al momento della registrazione un'età superiore ai 16 anni; altri hanno inviato selfie di fratelli maggiori o amici; una parte ha recuperato l'accesso tramite l'account di un genitore. Le VPN, contrariamente alle attese, sono state usate raramente.
Il governo di Canberra ha reagito raddoppiando le sanzioni per le piattaforme non conformi: dai 49,5 ai 99 milioni di dollari australiani (circa 60 milioni di euro) per violazioni sistematiche. Anche in questo caso l'onere della verifica resta sulle aziende, non sulle famiglie. Cinque piattaforme (Facebook, Instagram, Snapchat, TikTok e YouTube) sono sotto osservazione della eSafety Commission australiana. Dettagli sui numeri della verifica dell'età: in Australia l'85% degli under 16 usa ancora i social vietati.
In Italia la base di partenza è più fragile
Lo scenario italiano parte da condizioni diverse. Secondo il sistema di sorveglianza HBSC dell'Istituto Superiore di Sanità il 13,5% degli adolescenti tra 11 e 15 anni mostra un uso problematico dei social media, con un picco del 20,5% tra le ragazze di 13 anni e prevalenze più alte nel Mezzogiorno. Il 25 luglio 2026 lo stesso ISS ha aggiunto un altro dato: più di uno studente su sei presenta almeno un comportamento a rischio tra social, gaming e gioco d'azzardo. Un divieto imposto per legge non modifica queste dinamiche di dipendenza; le rende semplicemente meno tracciabili sul radar delle piattaforme. Sul perché la sola norma non basta: perché il divieto dei social agli under 16 rischia di non bastare.
In parallelo, in Italia una proposta bipartisan che riprende il modello francese resta in commissione al Senato. Il divieto australiano ha bloccato oltre cinque milioni di account intestati a minori nei primi mesi, ma l'accesso è proseguito attraverso account già esistenti o intestati a terzi. Il costo politico immediato di una legge simbolica è basso; il costo educativo di un fallimento su scala nazionale arriva più tardi, quando i dati di monitoraggio smentiscono l'annuncio.
Il Consiglio costituzionale francese si esprimerà nelle prossime settimane sulla compatibilità della legge con il diritto europeo, in particolare con il Digital Services Act. Ogni Stato che vorrà seguire la strada di Parigi avrà, per una volta, una valutazione empirica già disponibile dodici mesi prima: la differenza fra restrizione formale ed effetto reale la faranno il sistema di verifica dell'età adottato dalle piattaforme e le regole sull'uso dello smartphone concordate in famiglia e nelle scuole.
Domande frequenti
Quando entrerà in vigore il divieto dei social per gli under 15 in Francia?
Il divieto entrerà in vigore il 1° settembre 2026 per i nuovi profili e dal 1° gennaio 2027 per quelli già esistenti, che dovranno essere verificati o chiusi.
Come verrà verificata l'età degli utenti sulle piattaforme social in Francia?
Le piattaforme dovranno adottare almeno due sistemi tecnici di verifica dell'età, come France Identité o Docaposte, senza raccogliere l'identità completa dell'utente.
Quali sono le sanzioni previste per chi viola il divieto in Francia?
Non sono previste sanzioni pecuniarie per i minori o per i genitori; le multe saranno applicate solo alle aziende che non implementano sistemi di controllo affidabili.
L'esperienza australiana ha dimostrato l'efficacia di un simile divieto?
No, in Australia oltre l'85% degli under 16 ha continuato a utilizzare i social network nonostante il divieto, spesso aggirando i controlli tramite dichiarazioni false o account di terzi.
Quali sono le implicazioni per l'Italia rispetto a questa normativa?
In Italia la situazione di partenza è più fragile, con una percentuale significativa di adolescenti che mostra un uso problematico dei social; una proposta simile è ferma al Senato e un semplice divieto rischia di non modificare le dinamiche di dipendenza.
Il divieto riguarda tutte le piattaforme online?
No, sono escluse dal divieto le enciclopedie online, i cataloghi didattici e le piattaforme di sviluppo software con finalità educative.