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Cadmio nei fertilizzanti: cosa cambia con la legge francese 2026

Il 3 giugno 2026, l'Assemblea nazionale francese ha approvato in prima lettura una legge che prevede una progressiva riduzione del limite di cadmio contenuto nei concimi fosfatici, fissando tetti di 40 mg/kg di P2O5 nel 2027 e 20 mg/kg nel 2030. La misura, proposta da deputati ecologisti, ha trovato sostegno nei partiti di sinistra e nei centristi, ma riscontro critico da parte della destra e del governo, preoccupati per la sostenibilità tecnica ed economica di un abbassamento così rapido. La vera sfida della normativa riguarda il confronto con il regolamento attuale dell'Unione europea, che fissa un limite più permissivo di 60 mg/kg fino almeno al 2030, mentre la Francia spinge per standard più rigorosi, influenzando il dibattito europeo in vista della revisione prevista nel 2026. Il cadmio, metallo pesante e cancerogeno riconosciuto dall'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC), si accumula nei terreni agricoli attraverso i fertilizzanti fosfatici contaminati, entrando nella catena alimentare tramite ortaggi, cereali e prodotti animali. L'esposizione cronica comporta seri rischi per la salute umana, inclusi danni renali, problemi ossei e un aumento di vari tipi di tumore. Considerando che molti consumatori europei, e in particolare i vegetariani, si avvicinano o superano la dose settimanale tollerabile stabilita dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), la proposta francese rappresenta un tentativo deciso di mitigare questi rischi attraverso la riduzione della contaminazione alla fonte. Durante il dibattito parlamentare si sono sollevate obiezioni principalmente di natura economica e tecnica, evidenziando la difficoltà di sostituire rapidamente i minerali di fosfato più contaminati, spesso estratti in Russia, o di adottare tecnologie costose di decadmiazione. Tuttavia, i sostenitori hanno richiamato le raccomandazioni scientifiche dell'Agenzia francese per la sicurezza sanitaria dell'alimentazione (Anses) e sottolineato l'importanza politica e ambientale di un intervento tempestivo. Si è anche chiarito che il limite riguarda solo i fertilizzanti e non gli alimenti direttamente, e che la legge deve ancora completare il percorso legislativo e influirà sulla consultazione europea in corso, con un'attenzione particolare al nuovo standard di 20 mg/kg che potrebbe diventare il riferimento futuro in Europa.

Pubblicato: 11/06/2026 Durata: 72 sec