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Rinnovo statali 2025-2027: chi guadagna 221€ e chi 126
Lavoro

Rinnovo statali 2025-2027: chi guadagna 221€ e chi 126

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Firmato il CCNL Funzioni Centrali 2025-2027: 200.000 statali, aumenti da 126,60 a 221 euro lordi. Quanto resta in netto e cosa cambia davvero.

Aumento medio di 162 euro lordi al mese per circa 200.000 dipendenti di ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici. L'ipotesi di rinnovo del contratto Funzioni Centrali 2025-2027 e' stata firmata il 9 giugno 2026 all'Aran. Per la prima volta in trent'anni di contrattazione pubblica, l'accordo arriva all'inizio del triennio di vigenza e non a scadenza superata.

Quanto entra in busta paga, profilo per profilo

L'incremento medio di 162 euro a regime nasconde quattro cifre diverse, tutte lorde per 13 mensilita' e tutte a partire dal 1 gennaio 2027 quando scattera' la terza tranche.

  • Operatori: 126,60 euro lordi (circa 80 euro netti)
  • Assistenti: 133,20 euro lordi (circa 84 euro netti)
  • Funzionari: 161,80 euro lordi (circa 100 euro netti)
  • Elevate professionalita': 221 euro lordi (circa 140 euro netti)

La progressione e' divisa in tre tranche: 1 gennaio 2025, 1 gennaio 2026 e 1 gennaio 2027, con scatti annuali dell'1,8%. Gli arretrati maturati dal 1 gennaio 2025 verranno liquidati in un'unica soluzione sul cedolino NoiPA entro 30 giorni dalla stipula definitiva, con tassazione separata per non spingere il reddito annuo in uno scaglione Irpef superiore. L'importo medio stimato e' di 1.200 euro lordi una tantum.

La forbice interna si allarga: chi guadagna di piu' rispetto al CCNL 2022-2024

Il dato medio nasconde una redistribuzione interna. Confrontando l'aumento tabellare del nuovo contratto con quello del CCNL Funzioni Centrali 2022-2024 firmato a gennaio 2025, la differenza non e' uniforme. Le elevate professionalita' passano da 193,90 a 221 euro: +14% rispetto al ciclo contrattuale precedente. Operatori, assistenti e funzionari vedono invece incrementi tabellari cresciuti solo del 4% circa: da 121,40 a 126,60 euro per gli operatori, da 127,70 a 133,20 per gli assistenti, da 155,10 a 161,80 per i funzionari.

Tradotto in cifra assoluta: l'elevata professionalita' incassa 27 euro lordi in piu' al mese rispetto all'incremento del CCNL precedente, mentre l'operatore ne incassa appena 5. Una forbice che pesa anche sul potere d'acquisto: tra il 2019 e la fine del 2025 i prezzi al consumo sono saliti del 23%, mentre nella PA le retribuzioni contrattuali hanno recuperato solo il 12,6% lasciando un gap del 10,4% segnalato dall'Istat. Il rinnovo 2025-2027 chiude una parte del divario ma non lo annulla, e lo fa in modo piu' generoso ai livelli alti che ai livelli base.

Il presidente Aran Antonio Naddeo ha definito la firma in vigenza del triennio una condizione di tempestivita' inedita per il settore pubblico. Il prossimo passaggio e' la certificazione di copertura del Mef, il parere del Consiglio dei Ministri e la certificazione della Corte dei Conti, prima della stipula definitiva. Vedi anche le prime stime governative sull'aumento delle pensioni 2026.

IA, ferie, pausa pranzo e patentino skills: cosa cambia oltre lo stipendio

L'intesa introduce un Titolo III interamente dedicato all'intelligenza artificiale. Le decisioni che impattano il rapporto di lavoro (valutazioni, progressioni, sanzioni, assegnazioni) non possono essere completamente automatizzate: ogni atto assistito da algoritmi resta soggetto a revisione umana e i lavoratori hanno diritto a conoscere i criteri applicati.

Sul fronte ferie, dal 1 gennaio 2027 viene eliminato il regime differenziato per i neoassunti, che avranno gli stessi giorni dei colleghi con piu' anzianita'. La pausa pranzo obbligatoria per i turni oltre le 6 ore puo' scendere da 30 a 10 minuti, ma solo su richiesta del lavoratore. Per i pendolari arriva una flessibilita' di entrata e uscita. Il contratto introduce inoltre il patentino delle competenze, un documento che certifica formalmente cio' che il dipendente sa fare e che sara' collegabile a percorsi formativi e personalizzazione dei benefit aziendali e welfare aziendale.

I primi cedolini con aumenti e arretrati cumulati dal 2025 arriveranno nei 30 giorni successivi alla stipula definitiva. Sul piano della spesa pubblica, la sfida e' allineare i prossimi rinnovi degli altri comparti, incluso il personale degli appalti pubblici per i servizi alla persona, senza ripetere la stessa forbice interna che il comparto Funzioni Centrali ha appena fotografato.

Domande frequenti

Quali sono gli aumenti previsti per i diversi profili del comparto Funzioni Centrali nel rinnovo 2025-2027?

Gli aumenti lordi mensili sono di 126,60 euro per gli operatori, 133,20 euro per gli assistenti, 161,80 euro per i funzionari e 221 euro per le elevate professionalità, tutti calcolati su 13 mensilità a partire dal 1 gennaio 2027.

Come e quando verranno erogati gli arretrati del rinnovo contrattuale?

Gli arretrati maturati dal 1 gennaio 2025 saranno liquidati in un'unica soluzione sul cedolino NoiPA entro 30 giorni dalla stipula definitiva del contratto, con un importo medio stimato di 1.200 euro lordi e tassazione separata.

Cosa cambia in tema di ferie e pausa pranzo con il nuovo contratto?

Dal 1 gennaio 2027 i neoassunti avranno lo stesso numero di giorni di ferie dei colleghi con più anzianità. La pausa pranzo obbligatoria per turni oltre le 6 ore potrà essere ridotta da 30 a 10 minuti, ma solo su richiesta del lavoratore.

Quali novità introduce il contratto sull'intelligenza artificiale nelle decisioni lavorative?

Le decisioni che incidono sul rapporto di lavoro non potranno essere completamente automatizzate: ogni atto assistito da algoritmi resta soggetto a revisione umana e i dipendenti hanno il diritto di conoscere i criteri applicati.

Cos'è il patentino delle competenze introdotto dal nuovo contratto?

Il patentino delle competenze è un documento che certifica formalmente le competenze del dipendente e potrà essere collegato a percorsi formativi, benefit aziendali e welfare.

Il rinnovo contrattuale copre completamente la perdita di potere d'acquisto dovuta all'inflazione?

No, il rinnovo 2025-2027 contribuisce a ridurre il divario, ma non lo annulla: tra il 2019 e il 2025 i prezzi sono aumentati del 23%, mentre le retribuzioni hanno recuperato solo il 12,6%.

Pubblicato il: 10 giugno 2026 alle ore 08:15

Redazione EduNews24

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