Il dépliant sul Progetto di vita firmato dall'Ufficio scolastico regionale della Toscana e dalla Regione arriva a 18 mesi dall'appuntamento nazionale del 1° gennaio 2027, quando la riforma del decreto legislativo 62/2024 entrerà a regime su tutto il paese. Dei dieci territori toscani, però, oggi solo Firenze rientra nella sperimentazione partita a inizio 2025.
Cosa cambia con il decreto legislativo 62/2024
Il Progetto di vita è il percorso personalizzato che sostituisce l'approccio frammentato ai servizi per la disabilità. Costruito attorno a desideri, scelte e aspirazioni della persona, comprende salute, scuola, lavoro, casa, sport e tempo libero. Viene elaborato da un'équipe multidimensionale che coinvolge servizi sociosanitari, famiglia e referenti scolastici, e può essere richiesto in qualsiasi momento da chi possiede la certificazione ai sensi della legge 104/1992 oppure dal suo rappresentante legale.
La richiesta si presenta al Punto Unico di Accesso del distretto sociosanitario, al Segretariato sociale del Comune oppure attraverso il portale INPS del progetto individuale. Il dépliant toscano ricorda che la mancata richiesta non blocca l'accesso ai servizi statali e regionali già in vigore, comprese provvidenze economiche, agevolazioni fiscali e lavorative.
Sperimentazione a macchia di leopardo: 60 province su 106
La riforma non è partita in blocco. Dal 1° gennaio 2025 nove province hanno inaugurato il nuovo sistema: Trieste, Brescia, Forlì-Cesena, Firenze, Perugia, Frosinone, Salerno, Catanzaro e Sassari. Dal 30 settembre 2025 sono entrate altre undici province, tra cui Genova, Palermo, Lecce e le province autonome di Trento e Aosta. Dal 1° marzo 2026 la sperimentazione si è estesa ad altre quaranta province, per un totale di sessanta territori oggi coperti.
I nove territori toscani rimasti fuori dalla prima tranche, da Livorno a Pisa a Grosseto, dovranno attendere il 2027. Nel frattempo i dati ISTAT sull'inclusione scolastica 2024-2025 parlano di 377mila alunni con disabilità nelle scuole italiane, il 4,8% degli iscritti, con un incremento del 5% in un anno e una quota raddoppiata in un decennio. Sul fronte del personale, gli insegnanti di sostegno sono oltre 261mila, in crescita del 6% sull'anno precedente. Ciascun alunno riceve in media 15,8 ore settimanali di sostegno, con un divario che va dalle 17,4 ore del Sud alle 14,3 del Nord.
Il Fondo istituito dalla riforma presso la Presidenza del Consiglio vale 25 milioni di euro l'anno dal 2025 e copre interventi non già garantiti dai servizi territoriali ordinari. A regime dovrà rispondere a una platea in espansione: solo fra gli alunni la quota di disabilità è passata dal 2,6% al 4,8% in dieci anni. Un ordine di grandezza che si intreccia con il dibattito sul peso relativo della spesa scolastica sul bilancio pubblico.
Cosa deve fare la scuola nei prossimi 18 mesi
Il dépliant chiede alle scuole toscane tre azioni concrete: diffondere i materiali attraverso i propri siti e canali di comunicazione, esporre la locandina negli spazi accessibili al pubblico e riservare attenzione ai Gruppi di lavoro operativi per l'inclusione (GLO) e alle attività di orientamento. Il ruolo dei GLO cambia con la riforma: dovranno raccordarsi con i PUA territoriali e con le équipe multidimensionali per allineare i Piani educativi individualizzati al percorso personalizzato più ampio.
Per i dirigenti scolastici è un altro fronte estivo, dopo quello sul coordinamento di privacy e cybersecurity di agosto. Ma è nella scuola secondaria di secondo grado e nelle attività di orientamento che il nuovo sistema si gioca l'efficacia: è lì che si delineano scelte post-diploma, ingresso al lavoro e autonomia abitativa.
A gennaio 2027 la procedura si aprirà a tutti. Chi arriverà con GLO già abituati al confronto con PUA e INPS avrà mesi di vantaggio operativo sugli altri, e famiglie meno esposte al rimbalzo tra sportelli.
Domande frequenti
Che cos'è il Progetto di vita introdotto dal decreto legislativo 62/2024?
Il Progetto di vita è un percorso personalizzato che sostituisce l'approccio frammentato ai servizi per la disabilità, costruito attorno alle aspirazioni e ai bisogni della persona. Coinvolge salute, scuola, lavoro, casa, sport e tempo libero, ed è elaborato da un'équipe multidimensionale insieme alla famiglia e ai referenti scolastici.
Come si può richiedere il Progetto di vita e chi può farlo?
La richiesta può essere presentata da chi possiede una certificazione ai sensi della legge 104/1992 o dal suo rappresentante legale. Si presenta al Punto Unico di Accesso del distretto sociosanitario, al Segretariato sociale del Comune o tramite il portale INPS del progetto individuale.
In quali province è già attiva la sperimentazione del Progetto di vita?
Ad oggi la sperimentazione coinvolge 60 province su 106, tra cui Trieste, Brescia, Forlì-Cesena, Firenze, Perugia, Frosinone, Salerno, Catanzaro, Sassari, Genova, Palermo, Lecce e le province autonome di Trento e Aosta. Le restanti province, tra cui nove toscane, dovranno attendere il gennaio 2027.
Cosa devono fare le scuole toscane nei prossimi 18 mesi per prepararsi alla riforma?
Le scuole devono diffondere i materiali informativi sui propri canali, esporre la locandina del progetto e riservare attenzione ai Gruppi di lavoro operativi per l'inclusione (GLO) e alle attività di orientamento. I GLO dovranno coordinarsi con i PUA territoriali e le équipe multidimensionali per allineare i Piani educativi individualizzati al nuovo percorso personalizzato.
Cosa succede se non si presenta la richiesta per il Progetto di vita?
La mancata richiesta del Progetto di vita non blocca l'accesso ai servizi statali e regionali già in vigore. Restano garantite provvidenze economiche, agevolazioni fiscali e lavorative previste dalle normative attuali.
Qual è l'obiettivo del Fondo istituito dalla riforma e a quanto ammonta?
Il Fondo istituito presso la Presidenza del Consiglio ammonta a 25 milioni di euro l'anno a partire dal 2025. Serve a finanziare interventi che non sono già garantiti dai servizi territoriali ordinari, sostenendo una platea in espansione con particolare attenzione agli alunni con disabilità.