Indice: In breve | Perché nascono gli interpelli | La mappa delle regioni più "calde" | Il Nord guida la classifica? | Sostegno, la categoria più richiesta | Cosa significa per chi cerca supplenze | Domande frequenti
In breve
- Dopo la mobilità 2026/27 restano 46.826 posti vacanti nelle scuole statali: 35.365 su posto comune e 11.461 di sostegno (elaborazione UIL Scuola RUA sui prospetti del Ministero, 29 maggio 2026).
- La Lombardia guida la classifica regionale sia sui posti comuni (7.533) sia sul sostegno (4.553), per un totale di oltre 12.000 disponibilità residue, circa un quarto del dato nazionale.
- Seguono Veneto, Lazio, Piemonte ed Emilia-Romagna: insieme alla Lombardia concentrano la maggioranza dei posti vacanti del Paese.
- La primaria assorbe il 72% dei posti di sostegno scoperti a livello nazionale (8.215 su 11.461).
- Valle d'Aosta e le province autonome di Trento e Bolzano non compaiono in nessuno dei prospetti ufficiali UIL Scuola: gestiscono il reclutamento con procedure proprie, fuori dalle elaborazioni nazionali.
- Attenzione: questa è una fotografia dei posti vacanti dopo la mobilità, non il numero di interpelli pubblicati. Indica dove il fabbisogno potenziale è più alto, non quanti avvisi usciranno davvero.Perché nascono gli interpelli.
Perché nascono gli interpelli
L'Ordinanza Ministeriale 88 del 16 maggio 2024.0000088.16-05-2024.pdf) disciplina il conferimento delle supplenze: si parte dalle graduatorie di istituto, si passa alle scuole viciniori, si attinge dalle GPS (Graduatorie Provinciali per le Supplenze). Quando questi canali non consentono di individuare un docente, la scuola pubblica un interpello, previsto dall'articolo 13 dell'ordinanza: un avviso aperto anche a chi non è inserito in graduatoria, purché in possesso del titolo di accesso o dell'abilitazione richiesta. L'avviso viene pubblicato sul sito della scuola e trasmesso all'Ufficio scolastico territorialmente competente, che ne cura la pubblicazione. Non possono partecipare agli interpelli i docenti che hanno già un contratto a tempo determinato, chi è già stato individuato per una supplenza, gli assunti a tempo determinato da concorso PNRR senza abilitazione e i destinatari di contratti finalizzati al ruolo.
La mappa delle regioni più "calde"
Il dato di partenza è l'elaborazione UIL Scuola RUA sui prospetti ufficiali del Ministero, datata 29 maggio 2026: sette documenti, uno per ogni combinazione di ordine di scuola e tipologia di posto, con il dettaglio provincia per provincia. Sommando i dati provincia per provincia, la Lombardia guida nettamente la classifica regionale con 12.086 posti vacanti complessivi, di cui 7.533 su posto comune e 4.553 di sostegno: da sola vale circa un quarto del totale nazionale.
Segue il Veneto con 5.119 posti (3.743 comuni e 1.376 di sostegno), poi il Lazio con 4.435 (3.768 comuni, ma solo 667 di sostegno) e il Piemonte con 4.419, in cui il sostegno pesa in proporzione più che altrove con 1.426 posti. L'Emilia-Romagna chiude il gruppo di testa con 3.382 posti vacanti, 2.652 comuni e 730 di sostegno.
Nella fascia centrale della classifica si trovano la Campania con 2.754 posti (2.370 comuni, 384 di sostegno), la Toscana con 2.453, la Puglia con 2.423 e la Sicilia con 2.007. Qui i numeri assoluti scendono rispetto al blocco di testa, ma restano consistenti.
Più indietro si collocano la Sardegna con 1.438 posti, la Liguria con 1.373 (dove però il sostegno, con 453 posti, pesa quanto in Puglia nonostante la regione sia molto più piccola), la Calabria con 1.262 e il Friuli-Venezia Giulia con 1.107. Chiudono la classifica le regioni con meno disponibilità in assoluto: le Marche con 790 posti, la Basilicata con 583, l'Abruzzo con 570, l'Umbria con 444 e il Molise, ultimo, con 189.
Valle d'Aosta e le province autonome di Trento e Bolzano non compaiono in nessuno dei sette prospetti: gestiscono il reclutamento con graduatorie e procedure proprie, in ragione dello statuto speciale.
Questi numeri descrivono i posti rimasti scoperti dopo la mobilità, la base da cui nascono le immissioni in ruolo e, a cascata, supplenze e interpelli. Non coincidono con il numero di interpelli che verranno effettivamente pubblicati: tra la fotografia di fine maggio e l'autunno intervengono immissioni in ruolo, nomine da graduatoria, rinunce e nuove esigenze delle scuole. Una regione con molti posti residui ha più probabilità di generare interpelli nei prossimi mesi, ma la frequenza reale degli avvisi va verificata sui canali ufficiali.
Il Nord guida la classifica?
Sì, con una concentrazione netta. La Lombardia è prima sia sui posti comuni (7.533) sia sul sostegno (4.553): nessun'altra regione si avvicina su entrambi i fronti. Seguono Veneto, Lazio, Piemonte ed Emilia-Romagna, che insieme alla Lombardia rappresentano la quota più ampia dei posti vacanti nazionali.
Il Centro-Sud non è assente dalla classifica: Campania, Toscana, Puglia e Sicilia occupano le posizioni centrali, con numeri comunque consistenti. Le regioni con meno posti vacanti in assoluto sono Molise, Umbria, Abruzzo e Basilicata, dove però un numero assoluto più basso non significa necessariamente meno opportunità in proporzione alla popolazione scolastica locale.
Sostegno, la categoria più richiesta
Degli 11.461 posti di sostegno rimasti scoperti dopo la mobilità, 8.215 (il 72%) sono nella scuola primaria, dove si concentra la carenza più marcata del sistema.
La distribuzione per grado conferma la Lombardia come regione più critica in quasi ogni fascia: infanzia 135 posti (davanti a Lazio 111 e Puglia 102), primaria 3.730 (davanti a Piemonte 1.116 e Veneto 1.091), secondaria di primo grado 486 (davanti a Veneto 139 e Piemonte 138). Nella secondaria di secondo grado il baricentro si sposta: il Veneto è la regione con più posti di sostegno scoperti, concentrati nelle province di Treviso (31), Verona (23) e Vicenza (20).
Cosa significa per chi cerca supplenze
- Controlla ogni giorno gli albi online delle scuole della tua provincia: ogni interpello deve essere pubblicato lì, ai sensi dell'OM 88/2024.
- Segui le sezioni supplenze dell'USR e dell'USP di competenza: molti avvisi passano prima da quei canali.
- Tieni pronta la documentazione (titoli di accesso, abilitazione per la classe di concorso, specializzazione sul sostegno): le scadenze sono stabilite dal singolo avviso e possono essere molto ravvicinate.
- Se cerchi sostegno, la primaria del Nord-Ovest resta l'area con più disponibilità strutturali, ma verifica sempre gli interpelli effettivamente aperti nella tua provincia prima di scegliere dove concentrare la ricerca.
- In Valle d'Aosta e in Trentino-Alto Adige la procedura è diversa: consulta i portali e gli uffici provinciali competenti (Vivoscuola per Trento, l'Intendenza scolastica italiana per Bolzano), non le elaborazioni nazionali.
Domande frequenti
Perché alcune regioni hanno più interpelli di altre? Dipende dal rapporto tra posti vacanti dopo la mobilità e capacità delle graduatorie locali (GPS e graduatorie d'istituto) di coprirli. Dove restano più posti scoperti e le liste si esauriscono prima, gli interpelli diventano più frequenti.?
Dove si consultano gli avvisi aggiornati? Le fonti ufficiali sono gli albi online delle singole scuole e le sezioni dedicate degli Uffici Scolastici Regionali e Provinciali, che ricevono gli avvisi per la pubblicazione ai sensi dell'OM 88/2024. Questi numeri dicono quanti interpelli ci saranno? No. Sono la fotografia dei posti vacanti dopo la mobilità, pubblicata a fine maggio 2026: indicano dove il fabbisogno potenziale è più alto, non il numero di interpelli che le scuole pubblicheranno davvero. Tra i due dati intervengono immissioni in ruolo, nomine da graduatoria e rinunce. Valle d'Aosta e Trentino-Alto Adige rientrano in questi numeri? No. Nessuno dei prospetti ufficiali UIL Scuola li include: entrambi i territori gestiscono il reclutamento con procedure e graduatorie proprie, in base allo statuto speciale. La situazione può cambiare nelle prossime settimane? Sì. Il dato strutturale dei posti vacanti è una fotografia di fine maggio 2026, ma gli interpelli attivi variano di giorno in giorno in base alle nomine da GPS, alle rinunce e ai nuovi fabbisogni che emergono a scuola iniziata. Chi cerca supplenze a ottobre si muove in un mercato che cambia provincia per provincia e settimana per settimana. La mappa dei posti vacanti aiuta a orientare la ricerca verso le aree con più fabbisogno strutturale, ma la fonte più affidabile resta il controllo quotidiano degli interpelli effettivamente pubblicati dalle scuole.