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Pensioni e welfare: cosa dicono i numeri dietro la proposta Landini
Lavoro

Pensioni e welfare: cosa dicono i numeri dietro la proposta Landini

L'Italia è già prima in UE per spesa pensioni (15,5% del PIL). Landini chiede più welfare, ma 14 mld del budget Difesa 2026 sono già previdenza.

La proposta di Maurizio Landini di una mobilitazione europea per rafforzare welfare e spesa pensioni arriva mentre l'Italia è già prima nell'Unione europea per risorse destinate alla previdenza: 15,5% del PIL nel 2023 contro una media UE del 12,3%, davanti a Francia (14,6%), Austria (14,4%) e Grecia (14,0%).

Da Oslo la pressione sui governi europei

Al Comitato esecutivo della Ces riunito a Oslo, il Segretario generale della Cgil ha legato la crescita dei consensi dei partiti di destra al deterioramento delle condizioni sociali del continente. La richiesta è mobilitarsi perché i bilanci pubblici tornino a destinare risorse al welfare, in una fase in cui gli Stati stanno invece aumentando la spesa militare. Nelle stesse ore l'ex ministra del Lavoro Elsa Fornero, intervenendo a diMartedì, ha offerto una lezione di previdenza al Vicepremier Matteo Salvini, che ha rilanciato l'ipotesi di uscita a 64 anni e un tetto fino a 70 nell'autotrasporto. Dal Movimento 5 Stelle il Vicepresidente Mario Turco ha criticato la richiesta del governo alla Commissione europea di scomputare dalla spesa l'effetto dell'inflazione sulle pensioni e sull'assegno unico.

Il dato che il dibattito nazionale ignora

La fotografia europea del sistema previdenziale colloca l'Italia in cima alla classifica dei 27: il nostro paese spende per la previdenza il 15,5% del PIL, oltre 3 punti sopra la media dell'Unione. Nel complesso i 27 Stati hanno destinato alle pensioni 2.122 miliardi di euro nel 2023. Il margine per aumentare ulteriormente il capitolo previdenziale è stretto, soprattutto se letto accanto all'altro grande fronte di bilancio: la difesa.

Nel 2026 il rapporto annuale del Segretario generale della Nato Mark Rutte certifica l'Italia al 2,01% del PIL in spesa militare, pari a oltre 45 miliardi di euro calcolati 'in chiave Nato'. Come documenta l'osservatorio Mil€x, in quella cifra sono stati inclusi per la prima volta circa 14 miliardi di voci riclassificate come difesa, tra cui le pensioni dei militari in congedo e quote del comparto Carabinieri in funzione di polizia. Il bilancio proprio del Ministero della Difesa resta intorno a 31,3 miliardi: la differenza serve a raggiungere formalmente il target del 2% chiesto dall'Alleanza atlantica.

La conseguenza, nel dibattito aperto da Landini, è duplice. Il contrasto fra welfare e difesa è meno netto di quanto appaia, perché i due capitoli si sovrappongono già oggi nelle statistiche ufficiali. E un eventuale taglio della spesa militare 'targata Nato' libererebbe risorse molto inferiori a 45 miliardi, perché una parte di quel perimetro resta previdenza camuffata.

Cosa cambia per i dipendenti pubblici

Il peso di questo intreccio ricade in buona parte sui lavoratori della pubblica amministrazione. Per i corpi dello Stato il passaggio alla pensione comporta spesso un taglio significativo rispetto all'ultimo stipendio, come mostra il cedolino dei pensionati della Guardia di Finanza fino a 500 euro sotto l'ultima busta paga. Nel comparto scuola, intanto, il turnover è alimentato dall'uscita di decine di migliaia di docenti e personale ATA ogni anno, con la finestra della domanda di cessazione dal servizio 2026/27 ormai alle spalle. In parallelo chi lavora nel settore dovrà fare i conti con la rivalutazione provvisoria delle pensioni fissata all'1,4% per il 2026, inferiore all'inflazione attesa per lo stesso anno.

Due appuntamenti da seguire a ottobre

Il quadro delle risorse pubbliche destinate al lavoro resta frammentato. In questi giorni sono aperte due misure utili per leggere la direzione del bilancio: il contributo Valore Artigiano 2026 fino a 12.000 euro per impresa con scadenza il 28 ottobre e il concorso per 75 viceispettori 2026 con il 15% di organico ancora mancante. Entrambi aiutano a capire dove la mano pubblica sposta davvero le priorità, oltre il perimetro di pensioni e difesa.

La prossima legge di bilancio dovrà conciliare la perequazione delle pensioni ai prezzi reali, la richiesta Nato di spingere la quota per la difesa fino al 5% del PIL entro il 2035 e le pressioni di sindacati e opposizioni per rafforzare le voci sociali. I dati Eurostat sulla spesa pensionistica per paese restano il parametro di riferimento per leggere la manovra in arrivo e capire quali capitoli crescono davvero.

Domande frequenti

Perché l'Italia è al primo posto in Europa per spesa previdenziale?

L'Italia destina il 15,5% del PIL alla previdenza, superando la media europea del 12,3%. Questo riflette un sistema pensionistico più generoso e un numero elevato di beneficiari rispetto ad altri paesi UE.

Qual è il rapporto tra spesa pensionistica e spesa militare in Italia?

Il confine tra spesa per la difesa e spesa previdenziale è meno netto di quanto sembri, poiché una parte delle pensioni per militari e carabinieri viene contabilizzata nella spesa militare. Un eventuale taglio della spesa militare libererebbe risorse inferiori a quanto indicato dalla cifra complessiva.

Come incide la rivalutazione delle pensioni per il comparto scuola e pubblico impiego?

Per il 2026, la rivalutazione provvisoria delle pensioni è fissata all'1,4%, inferiore all'inflazione attesa. Questo comporta una perdita di potere d'acquisto, soprattutto per i lavoratori pubblici e del comparto scuola che già subiscono un taglio sull'ultimo stipendio.

Quali sono le priorità della prossima legge di bilancio riguardo pensioni e welfare?

La prossima legge di bilancio dovrà conciliare la perequazione delle pensioni con l'inflazione, l'aumento della spesa militare richiesto dalla NATO e le pressioni di sindacati e opposizioni per rafforzare il welfare. Le scelte saranno guidate anche dai dati Eurostat sulla spesa pensionistica.

Quali iniziative pubbliche sono in corso per il lavoro e il welfare?

Sono attive due misure: il contributo Valore Artigiano 2026, che offre fino a 12.000 euro per impresa, e il concorso per 75 viceispettori con il 15% di organico ancora mancante. Queste iniziative mostrano le reali priorità di spesa pubblica oltre pensioni e difesa.

Pubblicato il: 9 ottobre 2026 alle ore 12:30

Sara Giorgione

Articolo creato da

Sara Giorgione

Sara Giorgione è laureanda in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Foggia. Ha maturato esperienza nel settore editoriale, occupandosi di attività legate alla redazione e alla valorizzazione dei contenuti, e svolge attività di moderatrice in eventi letterari, curando il dialogo con autori e pubblico e la conduzione di incontri culturali. Grazie al proprio percorso formativo e professionale ha sviluppato solide competenze nella comunicazione, nella scrittura e nell'organizzazione di iniziative culturali. Su Edunews24 si occupa della cura di contenuti e approfondimenti dedicati al mondo della cultura, dell'attualità e della formazione. È ideatrice e curatrice della rassegna letteraria “Storie da Tè”, progetto nato con l'obiettivo di promuovere la lettura e favorire il confronto tra autori, opere e pubblico attraverso incontri e dialoghi dedicati alla letteratura contemporanea.

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